Caro Draghi, ecco perchè non mi fido più degli economisti

soldi

La difesa del governatore della categoria degli economisti mi pare molto ma molto affrettata. Cerco di rispondere a chi, come Mario Draghi, pensa che “gli economisti servono”. Ovvio che servono, anzi, sono convinto che ce ne vorrebbero di più e che ci vorrebbe molto più studio dell’econopmia, magari anche nelle scuole. Il punto non è questo, ovvero stabilire se servono o no. E nemmeno il punto è che gli economisti non hanno previsto la crisi (il sottotitolo al mio ultimo libro “BLUFF perché gli economnisti non hanno previsto la crisi e continuano a non capirci niente” deve aver tratto in inganno). Perché è chiaro che agli economisti non viene chiesto di prevedere il giorno, l’ora e magari il luogo dove scoppierà la prossima crisi. Il punto vero, quello che ha azzerato la mia personale fiducia, così come quella di moltissimi altri, verso la categoria, è il fatto che i maggiori economisti italiani hanno sostenuto che non ci sarebbe stata nessuna crisi. Non voglio citare il mio libro, ma basta leggere qualche bell’articolo di Krugman per rendersene conto. Io ho raccolto ciò che gli “econostar” hanno scritto per due anni sui maggiori quotidiani d’informazione italiani e tutti, dico tutti (leggere per credere) hanno sostenuto la tesi in base alla quale non c’era assolutamente nulla di cui preoccuparsi. Nell’agosto del 2007, dopo che in Americano erano fallite già una decina di banche, la Bnp Paribas aveva annunciato perdite di 500 milioni sui derivati, la Deutsche Bank tremava per le perdite sui mutui, i nostri economisti sostenevano che quella in atto era una semplicissima correzione dei mercati “come ce ne sono state tante”, che sarebbe rimasta una semplice crisi finanziaria, che non si sarebbe diffusa nel resto del mondo ma che sarebbe rimasta limitata alla sola America e che mai e poi mai si sarebbe trasformata in recessione. E’ successo esattamente il contrario. Diametralmente l’opposto di quello che avevano previsto. Sui motivi si questo colossale abbaglio collettivo il discorso sarebbe lunghissimo ma vale la pena dire che per la maggior parte di loro il mercato dei mutui subprime e dei derivati era un modo da una parte di rendere ricco anche chi non lo era, permettendogli di comprare casa anche se non aveva i soldi, mentre i derivati erano un modo di distribuire il rischio e quindi renderlo meno pericoloso. Non si sono accorti che si stava esagerando sia con i primi che con i secondi perché erano ideologicamente favorevoli ad entrambi. Quindi la teoria ha obnubilato la realtà.
Gli economisti non sono indovini, ma in questi anni hanno voluto fare gli astrologi. Sbagliando previsione. Ecco perché adesso non mi fido quando vogliono spiegare come si esce da una crisi di cui, fino a un anno fa, negavano l’esistenza.

Fonte immagine: http://www.lavocedirobinhood.it/public/515513058banche-e-soldi.jpg

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