Un rompiscatole al governo

scajola

Se non fosse stato per lui, un tema cruciale per il futuro industriale del Paese sarebbe passato sotto silenzio, sommerso dalle annose (in senso letterale) polemiche sulla riforma delle giustizia. Invece quando è stato deciso di tenere in cassaforte gli 800 milioni destinati allo sviluppo della banda larga, il ministro Claudio Scajola ha alzato la voce attirandosi più di una critica da parte di esponenti del suo stesso governo. Certo, ha innescato una dibattito tra l’anima “rigorista” in tema di conti pubblici e quella “lassista” e ha fatto la figura del rompiscatole, ma ha fatto bene. Ha, infatti, posto (finalmente!) una questione cruciale per il futuro del Paese.
Quegli 800 milioni dovevano infatti essere usati per incentivare le aziende a posare cavi in fibra ottica in tutta Italia in modo da ridurre il cosiddetto digital divide tra le regioni che sono dotate di maggiore infrastruttura e quelle che ne hanno meno. Anche con la motivazione che non potevano essere un aiuto alla Telecom, in pratica l’unica in Italia a disporre di una rete fissa per telecomunicazioni degna di questo nome, i soldi sono spariti. Eppure un modo per spendere anche meno e non trasferire i benefici solo alla Telecom ci sarebbe. Si tratta della cosiddetta “asta inversa” ovvero un’asta nella quale vince chi chiede meno soldi pubblici per cablare un dato territorio. Questo sistema ha anche il vantaggio di incentivare le aziende alternative a Telecom a mettersi insieme per sfruttare le economie di scala. Facile, no? Il problema è che senza nemmeno un’euro di soldi pubblici; con Telecom che prevede di investire gli spiccioli in un’infrastruttura che darebbe da lavorare a 33mila persone; con i competitor che non riescono a trovare “la squadra” per costituire una società ex novo dedicata esclusivamente alla posa dei cavi in fibra ottica finanziata solo con capitali privati, ogni progetto rischia di restare sulla carta insieme alla speranza di decine di  migliaia di imprese di ridurre i costi della burocrazia. Tanto che la banda larga venne indicata come una priorità del Paese anche da Renato Brunetta (assordante il suo silenzio in proposito) che vede nella fibra ottica l’unica strada per rendere più efficiente la Pubblica Amministrazione, per ridurre i costi a carico dello Stato e per lanciare nuovi servizi per il cittadino. Di tutto questo si è rischiato di non parlare. Ma per fortuna che Scajola c’è.

Fonte immagine: http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/ambiente/nucleare1/scajola-5giu/lapr_13110101_43490.jpg

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