L’Irap si cambia, non s’abbatte

Uno poi diventa grande e si apre la partita Iva. E anche se si chiama Luca Casarini capisce, lo ha detto in un’intervista ieri a La Stampa (la migliore del 2009) che il mondo è un po’ più complicato da come lo immaginava lui quando guidava i cortei contro la polizia per contestare il G8. Sì, Luca Casarini ha aperto una partita Iva e ora è un vero “medioman” italiano. Ma le tasse? Va bene pagarle, ma sono alte e si fa il nero “sennò come si fa a vivere, uno è costretto a evadere”. Vabbè che anche i giovani invecchiano, ma Casarini lo ha fatto ad una velocità sovrumana.“I nuovi sfruttati sono i piccoli imprenditori”, mica i popoli del Sud America cantati da Manu Chau. Sono i cumenda del nord est costretti a pagare l’Irap, che infatti in Bolivia mica c’è. Quindi noi siamo più sfruttati di loro.
Casarini dice che non è leghista, non è berlusconiano e nemmeno capitalista, ma “un ribelle” che non vuole più abbattere lo Stato borghese, si accontenterebbe che si abbassassero le tasse come chiede anche quell’altra rivoluzionaria giottina della Marcegaglia. E le banche? Non me ne parli, signora mia! “Ho chiesto settemila euro di credito e per darmeli ci hanno messo un mese e mi hanno chiesto i beni di famiglia in garanzia”. E i mutui? Uh signur, uno scandalo “In Italia c’è un tasso medio del 5%, in Europa è del 2,5%”. Ah, ma adesso basta, Casarini “ivato” (con Iva, ndr) s’è arrabbiato e vuole fare un corteo? “Perché no”, intanto però cominciamo a “non pagare l’Irap”. Dall’etica rivoluzionaria allo spirito dell’evasore.

Fonte immagine: http://sites.etleboro.com/thumbnails/video/Striscia_la_Notizia_-_Video.flv_1.jpg

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2 Risposte to “L’Irap si cambia, non s’abbatte”

  1. Stefano di Tommaso Says:

    Bravo! Gli slogan sono “facili” e buoni per combattere, non per costruire!

  2. Alberto Says:

    Sono felice di aver visto di nuovo pubblicato un tuo articolo sui quotidiani E-polis: pensavo che avessi pagato il fatto di essere stato troppo “papale papale”.

    Sulla questione acqua privata non mi trovo d’accordo: se il problema sta nell’inefficienza di alcuni pubblici amministratori sono loro da rimuovere e non l’acqua da privatizzare.

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