Il proporzionale evita il clima d’odio

Ricordate quella battuta? Un milanese che dice: “Non sono io ad essere razzista, sono loro ad essere napoletani”. Ecco: secondo me le dichiarazioni di Di Pietro, ma soprattutto quelle di Rosi Bindi fanno venire in mente quella battuta. Non siamo noi a non condannare chi ha attentato alla vita del premier, è lui che si lascia attentare.
Nel Paese c’è certamente un clima d’odio insopportabile, ma non credo che sia dovuto solo all’esuberanza di Silvio Berlusconi. Il clima d’odio ha moltissimi padri: la magistratura, l’opposizione comunista (oggi extraparlamentare), il blocco editoriale L’Espresso fino al taxista e al giornalaio che si accorgono che termini che dovrebbero essere lasciati ai fumetti per adulti, vengono sdoganati uno dopo l’altro dai massimi interpreti della politica e quindi si sentono perfettamente in diritto di usarli anche loro quando parlano dei politici che non amano. Alla fine l’odio finisce per pervadere ogni nostra giornata. L’odio nasce dalla contrapposizione, dal considerare l’altro un nemico e non un avversario, questo si sa e sono solo banalità. Ma la contrapposizione tra un politico e il suo avversario è incentivata da un sistema bipolare nel quale non si vota un programma e il suo interprete, ma un leader e gli si affida la guida del Paese. E ci si rivede tra 5 anni. Nel frattempo i due schieramenti se ne dicono di tutti i colori per trascinare verso il proprio schieramento quel 20% di indecisi che storicamente decide ogni elezione. E per farlo è disposto a fare di tutto anche, come in questo caso, a rendere “spiegabile” (come dice la Bindi) il gesto di uno squilibrato.
Io credo che sia il Paese a non essere adatto al bipolarismo. Non siamo americani, quelli che dopo le elezioni ritrovano sempre, e a noi sembra quasi miracolosamente, l’unità nazionale attorno al bene del Paese. Prima delle elezioni repubblicani e democratici si scorticano vivi scaraventandosi addosso accuse e sospetti che in confronto i nostri politici sembrano delle educande. Noi siamo un popolo che si divide e non si riappacifica, come fanno gli americani. Non so perché ma è così. Forse il proporzionale si adatta meglio alla nostra storia, alla nostra cultura, a come siamo realmente fatti. Se continuano a costringerci a scegliere tra bianco e nero, continueremo a considerare nemici chiunque non faccia parte del nostro schieramento.

FOnte immagine: http://www.corriere.it/gallery/politica/12-2009/berlusconi/3/milano-berlusconi-colpito-volto_d9ea1a04-e813-11de-8657-00144f02aabc.shtml#7

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