Le tre strade anti-bamboccioni

Irene Tinagli è una brava economista. Perché guarda i fatti, la realtà, le cose e la vita. Nel suo articolo di oggi sulla prima pagina della Stampa spiega che i bamboccioni (se esistono) non sono il risultato di un cambiamento culturale, dell’avvento del mammismo di massa, della voglia di “comodità” che la società consumistica induce nelle menti fragili degli under 30. Ma sono il prodotto dei salari ridicoli ai quali un laureato può aspirare appena uscito dall’Università e anche dopo. Si guadagna troppo poco. Tutto qui. Gli affitti costano troppo. Tutto qui. Le possibilità di guadagnare meglio nel corso della propria vita lavorativa sono scarse. Tutto qui.
Negli ultimi tempi sono state proposte tre strade per fare uscire i giovani da casa. La prima è quella di Brunetta (che cito solo per dovere di cronaca) cioè una legge che obblighi i ragazzi al compimento del 18esimo anno di abbandonare casa. La seconda è quella suggerita da Alesina-Ichino nel libro “L’Italia fatta in casa” che consiste nell’allentare i rapporti famigliari per rendere la società più “liquida” (come direbbe Bauman) e quindi mobile e questo consentirebbe una ottimale allocazione delle risorse e perfino l’aumento delle retribuzioni perché le imprese se vogliono uno bravo sarebbero costrette a pagare il suo disagio nello spostarsi. La terza strada è quella della Tinagli che, sulla base delle esperienze di altri Paesi, spiega che l’aumento degli alloggi popolari destinati ai giovani potrebbe essere una via percorribile. E che  in Spagna, ad esempio, hanno inventato l’affitto di emancipazione, un contributo statale per i ragazzi che, pur lavorando, non si possono permettere di pagare una casa. Nemmeno se sono in due a lavorare.
A me pare che questa sia la strada migliore per due motivi. Il primo è che non ha la pretesa di cambiare la società (che può non piacere, ma questa è) per raggiungere un obiettivo. Il secondo è che è la soluzione (e questo è paradossale visto che prevede interventi pubblici) più liberale di tutte perché lascia all’individuo la scelta. Lascia nelle sue mani il proprio destino. Non gli viene imposto nulla, ma solo offerto. Questo è il vero liberalismo.

Fonte immagine: http://crisis.blogosfere.it/images/bamboccioni1.jpg

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3 Risposte to “Le tre strade anti-bamboccioni”

  1. Tutte le idee di Brunetta « Una certa idea di economia – Marco Cobianchi Says:

    […] in giro non se ne vedono. L’idea, insomma, è giusta – lo hanno fatto anche altri Paesi – (vedi l’articolo di Irene Tinagli su La Stampa di qualche giorno fa dal quale sicuramente Brunetta …), solo che se se ne parla così, cioè, come direbbe Gaber, se la si butta in vacca, nessuno ti […]

  2. chiarina Says:

    Credo che ci voglia in primo luogo un cambiamento radicale di mentalità, se in Italia non danno nemmeno sussidi alle donne incinte, figuriamoci ai bamboccioni…

  3. marcocobianchi Says:

    Dovessi scegliere, preferirei i sussidi alle donne incinte.

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