Telecom e Fastweb sapevano

Tutte le società di telefonia gonfiano il loro traffico telefonico.
Tutte e da sempre. Basta fare due chiacchiere con un qualsiasi manager anche solo di medio livello che lavori nelle telecomunicazioni per sapere che la compravendita di traffico all’ingrosso con società che poi lo utilizzano per frodare il fisco e costituire fondi neri all’estero, è una prassi del sistema. Non riguarda, cioè, solo Fastweb e Telecom. Il caso di queste due aziende è, però, diverso. Lo scalpore non deriva dalla prassi ma dalla quantità e dall’entità della truffa: 2 miliardi di euro di fatturato e 400 milioni evasi all’Erario oltre al
fatto che nell’affare sono coinvolti, la n’drangheta e la politica. Se questo è vero ho due domande.

La prima: se questa prassi riguarda tutti significa che tutti i bilanci delle società telefoniche italiane sono falsi?

La seconda: potevano non sapere queste società a chi stavano vendevano il loro traffico e a che cosa servisse?

Tento di rispondere ad entrambe.

Prima risposta: I bilanci delle società telefoniche italiane non sono falsi o, per lo meno, non lo sono più di quanto non lo siano dei
“normali” bilanci. Perché effettivamente è vero: il traffico veniva venduto e comprato davvero e i soldi arrivavano davvero. Sono, quindi, bilanci veri ma, diciamo così, non sinceri perché non danno l’esatta rappresentazione dello stato di salute aziendale visto che una fetta importante delle loro vendite avveniva non per il prezzo competitivo o per la capacità dell’ufficio vendite di piazzare il “prodotto”, ma solo perché serviva per costituire fondi neri e frodare le tasse.
Quindi i bilanci sono “veri” ma “falsi”.
Seconda risposta. Francamente io non credo che non potessero non sapere. Perché a qualsiasi industriale che arrivi un ordine per centinaia o anche solo decine di milioni di euro di traffico telefonico da uno sconosciuto intermediario domiciliato in Europa si chiede chi sia, a chi appartenga, vuole sapere se è solvibile e chi c’è dietro. Sono normali domande che qualsiasi imprenditore serio si fa. Se la risposta a queste domande è che il cliente è “sano” e solvibile, allora non c’è problema. Ma se la risposta è che non è “sano” e difficilmente, dati i suoi bilanci e la sua reputazione,
solvibile, allora se gli è stata venduta la “merce” è perché si sa che
si verrà pagati non dal fatto che quel traffico viene rivenduto al
dettaglio guadagnando un margine, ma per il fatto che viene rimbalzato nei quattro angoli della terra per creare fondi neri
.

Io sono propenso a credere che le domande se le siano fatte. E che si siano dati la seconda risposta.

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Una Risposta to “Telecom e Fastweb sapevano”

  1. sgrz Says:

    ma chi l’ha candidato di Girolamo? Il senato che lo protesse nel 2008 dall’arresto ora lo scarica. Schifani dice che non doveva essere candidato. Fini dichiara di non consocerlo. Gasparri e La Russaa idema Eppure era in quota AN

    Le tasse si pagano per vedersele fregate da Scaglia e soci…..

    Da Fastweb e Telecom con Il sistema a carosello la gigantesca truffa ai danni dello Stato

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