Lo sciopero degli immigrati è una sciocchezza

Sarò politically uncorrect. Lo sciopero degli immigrati è una sciocchezza controproducente per tutti. Innanzitutto le motivazioni non reggono. Astenersi dal lavoro per dimostrare che senza persone con la pelle di colore diverso l’Italia si blocca è voler dimostrare l’ovvio. Lo sanno tutti. E se qualcuno non lo vuole sapere, perché razzista, non cambierà certo idea perché per un giorno la nonna non viene accompagnata al parco da una signora cingalese. Nel migliore dei casi il suo approccio cambierà da razzistico a utilitaristico (ti tratto bene perché mi servi). E non mi pare un grande passo in avanti verso la civiltà.A chi invece non sa che senza gli immigrati l’Italia si ferma, consiglio di farsi un giretto sia nelle fabbrichette del nord est che nei campi di pomodori pugliesi.

Se poi lo sciopero vuole essere una rivendicazione di status, allora l’errore è doppio, perché, come tutti sanno (spero) un essere umano è un essere umano sia che faccia l’imprenditore, il dipendete, la colf o la baby sitter o sia esso un disoccupato. Questo è ciò che gli italiani migliori pensano e insegnano ai propri figli. Ed è proprio così che gli immigrati desiderano essere considerati: uomini e donne. Questo sciopero, invece, finisce per marcare una differenza. Cioè: dire che “senza di noi l’Italia si ferma” è un’affermazione che presuppone, oltre che del “noi”, l’esistenza di un “voi” che è esattamente l’ingiusta distinzione che gli immigrati contestano.

Il “noi” e il “voi” non deve esistere. L’unica distinzione è tra galantuomini e criminali. Punto. Lo sciopero etnico non abbatte gli steccati, li innalza e rende più solidi quelli che già ci sono con l’aggravante di voler, appunto, dimostrare l’ovvio.
Per questo io penso che chi ha organizzato questa genialata (Stefania Ragusa, giornalista di Glamour, Daimarely Quintero, cubana, Nelly Diop, senegalese e Cristina Sebastiani dell’Arci) alla fine collabori non all’integrazione ma alla radicalizzazione di una cultura del “noi” e del “voi” che paradossalmente proprio “loro” vorrebbero abbattere contro l’opinione di “essi” (tutti gli italian) che sono razzisti. E se “tu” non sei d’accordo allora “io” sciopero.

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