Il pasticcio greco della Merkel

Il valore dei Credit default swap (Cds) che “scommettono” sul fallimento della Grecia sono
diminuiti di valore dopo la notizia dell’accordo (chiamiamolo così)
tra Francia e Germania sul salvataggio (chiamiamolo così) della
Grecia.
Buon segnale: i mercati pensano che Atene non fallirà.
Domanda: quanto durerà questa certezza? Io credo poco, molto poco.
Credo che l’accordo sarà visto, forse già oggi o forse meglio da
lunedì, come la dimostrazione plastica dell’inconsistenza delle
istituzioni europee e della loro scarsa propensione a mettere in
pratica i principi solennemente enunciati.
L’Europa non ha fatto altro che (forzando platealmente le regole che
si è data che vietano aiuti bilaterali ai paesi in crisi
) ammettere
che qualcuno possa prestare alla Grecia i propri soldi.
Una specie di
elemosina, è inutile girarci intorno, perché di questo si tratta, che
umilia sia chi la riceve sia chi la dà, considerando che avrebbe
potuto fare, per il proprio bene, molto di più. E siccome non basterà
a tirare fuori il Paese dalle secche della crisi, è stato chiamato in
soccorso il Fondo Monetario Internazionale. In totale si tratta di 22
miliardi dall’Eurozona più altri 8 circa dal Fmi. Considerando che a
maggio Atene deve piazzare sul mercato 16 miliardi di titoli pubblici,
ne discende che metà del prestito se lo è già fumato in partenza,

resta ben poco per il risanamento e, soprattutto, per il rilancio
dell’economia.
Allora se io fossi in una sala trading, penserei che l’”esperimento”
Grecia è andato benissimo. Non sono riuscito a sbatterla fuori
dall’euro, ma ho capito che la Ue di fronte a queste crisi non prende
decisioni e quando le prende sono dimezzate, volontarie e con enormi
mal di pancia. Allora, sempre se io fossi in una sala trading e
volessi guadagnare giocando contro l’euro, mi concentrerei sul
Portogallo il cui debito pubblico è stato appena declassato da Ficth S&P
da AA ad AA-. Quale migliore occasione? E se con il Portogallo io,
insieme a qualche altro hedge fund, decidessi di fare sul serio (ad
esempio facendo aumentare artificialmente il valore dei Cds che
provocherebbero il ribasso delle borse) cosa farebbe la Ue?
Se la
speculazione cominciasse a giocare forte, cosa direbbe la Merkel? Chiederà,
come ha fatto, di rimettere i conti a posto, invocherà più sanzioni
per chi ha i conti in disordine (approposito: nessun paese europeo
rispetta il limite del 3% tra deficit e Pil: che si fa, multiamo tutti?
). E
sarebbe giusto, ma intanto, con gli hedge che giocano contro il
Portogallo, cosa farebbe? Cercherebbe di costruire quell’unità tra i
paesi dell’Eurozona che lei stessa ha contribuito a sbriciolare?

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Una Risposta to “Il pasticcio greco della Merkel”

  1. Vita Lo Russo Says:

    http://www.corriere.it/economia/10_aprile_26/crisi-grecia-aiuti-ue-frattini-westervelle_75aae872-5116-11df-884e-00144f02aabe.shtml

    Avevi ragione…

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