Crisi: e alla fine Zingales dà la colpa al Vaticano

Questo è un post importante. Ho scritto oggi su Libero la recensione del libro di Luigi Zingales e Gianpaolo Salvini pubblicato dall’Università Bocconi Editore e che si intitola “Il buono dell’economia”. Parla di etica. Chi vuole compra Libero e legge la mia opinione. Però qui vorrei approfondire un passaggio in particolare. Il fatto estremamente positivo è che Luigi Zingales, che, contrariamente a quanto si possa pensare, stimo, afferma (finalmente!) che alla base della crisi finanziaria prima ed economica poi c’è anche un problema etico. Non è ininfluente questa sua affermazione, perché Zingales fa parte di quella schiera di economisti “duri e puri” secondo i quali sono i meccanismi di mercato a stabilire ciò che è giusto e ciò che è ingiusto. Se funziona, è giusto, se non funziona, allora bisogna fare delle modifiche ai meccanismi che lo fanno funzionare. Bene: in questo libro, per la prima volta, dice che ci sono anche aspetti etici di cui tenere conto e sono stati proprio la loro mancanza a causare, almeno in parte, la crisi. Molto bene, era ora. Poi però, più avanti, accusa la Chiesa di essere in qualche modo corresponsabile dell’abbassamento degli standard etici. Perché? Ecco il passaggio: “Nel caso dello scandalo Parmalat non mi pare che certi comportamenti fossero stati stigmatizzati dai pulpiti di Parma come più gravi, per esempio, dell’infedeltà coniugale. Il Vescovo di Parma aveva addirittura invitato i fedeli a pregare per Tanzi dopo il suo arresto”. Con questa frase Zingales butta a mare buona parte della teologia della Chiesa cattolica che, come qualcuno ha detto, non esiste per i sani, ma per i malati. E, indubitabilmente, Tanzi, è in questo senso, un “malato”.

Nei bracci della morte americani i condannati a morte vengono seguiti nelle loro ultime ore di vita da preti, suore e, a volte, anche da Vescovi cattolici che pregano per loro pur essendo loro assassini, strupratori, stragisti, gente che ha ucciso parenti, figli, madri e padri. Però pregano per loro. Stanno abbassando gli standard etici della giustizia penale mentre intonano un Pater Noster? Secondo Zingales sì, stanno sbagliando, perché non si prega per chi uccide. Se si attribuisce alla Chiesa cattolica il “compito” di stabilire standard etici sicuramente il ragionamento di Zingales non è sbagliato. Nella visione “mercatista”, come direbbe Tremonti, della vita, al mercato viene attribuito il compito di creare ricchezza, alla Chiesa di fissare dei “paletti etici”, ma se poi il Vescovo di Parma prega per Tanzi, allora il meccanismo si rompe perché non sta fissando “paletti”, ma li sta abbattendo. La Chiesa, insomma, non “funziona”, è una rotella fuori posto nella grande macchina dell’economia. Sorprendente questa ideologia che vuole dare ad ognuno un compito da svolgere e che è sempre pronta a bacchettare chi non sta al suo posto.

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