Perchè sono contrario alla riduzione delle tasse

Chi sostiene la necessità, oltre che l’opportunità, di una riduzione delle tasse, porta un argomento sopra tutti. Ovviamente non è quello della saldezza dei nostri conti pubblici, cioè di un rapporto deficit Pil o debito Pil favorevole alle casse dello Stato. Ossia: non si devono ridurre perchè i conti sono floridi, abbiamo un surplus i soldi e quindi redistribuiamo ricchezza riducendo le tasse. No, ovviamente non dicono questo.

L’argomentazione principale è che solo così le persone sono incentivate a pagarle. A parte il fatto che non capisco come uno che non paga le tasse ora (per volere o necessità) troverebbe giusto pagarle dopo, perchè se manca di senso etico o morale quando l’aliquota è al 43% non vedo come tale senso etico gli possa magicamente tornare se l’aliquota scendesse al 33%. Dovremmo concludere che un uomo è morale quando pensa che sia giusto esserlo. L’esperienza dice il contrario: o uno segue morale sempre o non la segue mai. In genere.

Ma ammettiamo anche che questo possa accadere, cioè che chi non paga un’aliquota, mettiamo, al 43% la paga al 33%, ciò che non capisco è perchè insultare per l’ennesima volta chi le tasse le paga anche quando l’aliquota è al 43%. Chi paga questa aliquota, perchè dipendente o pensionato, e quindi impossibilitato a evadere, si sentirebbe giustamente beffato, per l’ennesima volta, perchè gli si direbbe che tutti gli altri italiani non le hanno pagate non perchè sono evasori incalliti, ma perchè le ritengono troppo alte. E’ un po’ il discorso di Berlusconi quando quasi, e dico quasi, giustificò chi non versava per intero il dovuto perchè intimamente sapeva che non era giusto. Vero. Solo che questo senso di ingiustizia vale per tutti, anche per chi è dipendente e non può evadere sente intimamente che pagare il 43% è un’ingiustizia.

Detto questo passiamo ad altro: e cioè al fatto che, molto ma molto più banalmente, le tasse non si possono ridurre. Nessun governo le ha ridotte se non in modo impercettibile e più per esigenze elettorali che sperando nell’effetto di cui sopra cioè nell’aumento del gettito. Nessuno può credere onestamente che l’abolizione dell’Ici su tutte le prime case abbia fatto aumentare il gettito fiscale. Anzi… La verità, insomma, è davvero molto banale: le tasse non si possono ridurre perchè i costi fissi della nostra società sono enormi e tra questi costi fissi enormi il primo posto è dato dalle pensioni, che pesano straordinariamente sul nostro bilancio statale (come, d’altra parte, su quello di tutti i Paesi sviluppati) perchè il rapporto tra vecchi e giovani sta velocemente andando a vantaggio dei primi e a discapito dei secondi. In altre parole: ci sono pochi giovani in età lavorativa che sostengono il sistema pensionistico che deve pagare l’assegno a molti anziani. Escludendo la provocazione del professor Ainis (eliminare fisicamente tutti i 70enni) restano quindi due sole strade percorribili. La prima è una riforma delle pensioni che allunghi l’età pensionabile e la seconda è fare più figli. Ovviamente le due strade intraprese in contemporanea aumenterebbero geometricamente i loro effetti. Mi spiace, ma non vedo altre soluzioni e se c’è qualcuno che ne ha di migliori, prego farsi avanti.

Torno, in conclusione, sull’aspetto etico. Io credo sia sbagliato abbassare le tasse prima di avere seriamente provato a farle pagare a tutti. Prima si intraprende una lotta all’evasione senza quartiere, dico davvero: senza quartiere, a partire dai grandi gruppi e dai grandi patrimoni, poi si riducono le tasse in ragione dell’aumento del gettito. Se si fa il contrario: si taglia la pressione fiscale e si aspetta e si spera che spontaneamente chi non pagava prima paghi ora. E cosa succederebbe se il giochetto non funziona? Che succede alle casse dello Stato che ogni anno deve pagare 70 miliardi di euro solo di interessi sul debito che, dopo aver ridotto le tasse gli evasori non diminuiscono? Che succede, cioè, se ho ragione io?

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4 Risposte to “Perchè sono contrario alla riduzione delle tasse”

  1. pier Says:

    Io penso invece che volendo le tasse possono essere ridotte e/o meglio redistribuite. Agendo su diversi fronti:
    – Per prima cosa bisogna aumentare le tasse ai politici e contestualmente diminuire il loro stipendio ed annessi benefits. Non è possibile che la politica in Italia costi come la Francia -Germania ed Inghilterra (sommate)
    – In secondo luogo a tutti i politici che hanno più di un incarico e che a loro dire possono compierli adeguatamente, mi permetto di dire che è una bella cosa e gli fà onore sempre che lo stipendio sia di un solo incarico!!!.
    La classe politica va ringiovanità, e un giorno alla settimana il politico deve vivere da cittadino, senza privilegi, se ha bisogno di servizi pubblici deve fare anche lui la coda come tutti gli altri, così potrebbe capire come funziona la società e toccare con mano i problemi. Le pensioni ai politici come hai dirigenti pubblici e privati devono essere decorose ma non troppo elevate. Come possiamo spiegare ad un operaio che ha lavorato per ci40 anni che la sua pensione è di soli 1000 euro a mala pena ci può vivere e che quella del politico che ha lavorato molto meno è 10 volte tanto???
    Ne avrei molte altre di idee da suggerire..

  2. marcocobianchi Says:

    Personalmente condivido quello che lei dice. Il problema, però non cambia dal punto di vista macro. Nel senso che anche se i compensi per i politici calassero, anche di molto, non ci sarebbero i soldi per aumentare le pensioni. O per ridurre le tasse. Lei pone un problema di giustizia, che, ripeto, condivido, ma per risolvere il problema delle tasse ci vuole ben altro.

  3. pier Says:

    Mi permetto di insistere. Le tasse possono essere ridotte, forse non nell’immediato ma è possibile farlo. Basta trovare il modo di risparmiare la quota necessaria a ridurre le tasse. Come??? Non ho una ricetta ma penso ci siano molti metodi da applicare anche disgiuntamente ma devono essere fatti tutti verso un unica direzione quella del risparmio e dell’interesse generale e non individuale come invece avviene da sempre. non capisco come in tempi di crisi come quella in corso ormai da piu di un anno i nostri politici si sono aumentati lo stipendio di oltre 1000 euro. E pare pure che questa informazione sia passata in silenzio, perchè invece non sono i primi a dare un segno di risparmio dimostrando che meritano la nostra fiducia e meritandosi il posto che occupano??. Chissà perchè l’accordo è stato raggiunto immediatamente???

  4. Tagliare le tasse? Ora è da irresponsabili « Una certa idea di economia – Marco Cobianchi Says:

    […] Se tagliare le tasse è in generale un’operazione difficile, in questo momento sarebbe esiziale. Altrove ho spiegato perché. Non mi ripeto. Aggiungo solo due cose. La prima è che in questo momento potremmo aspettarci dei “colpi di […]

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