Banca Intesa e Pdl: so far so close!

Più ci penso e più mi convinco che tra la vicenda di Bocchino che si dimette da vicecapogruppo del Pdl dopo uno scontro furioso tra Fini e Berlsuconi e il ritiro di Siniscalco della sua candidatura al vertice di Intesa San Paolo, le analogie siano tantissime.
In tutti i due i casi c’è una “minoranza” che si sente poco rappresentata: An nel Pdl da una parte e i torinesi in Intesa dall’altra. In tutti e due i casi c’è un conflitto all’ultimo sangue all’interno della minoranza: la maggioranza di An è andata con Berlusconi; mentre alcuni torinesi, tra i quali Enrico Salza presidente del consiglio di gestione di Intesa, sono stati accusati di fare gli interessi dei milanesi.

In tutti e due i casi, invece di collaborare maggioranza e minoranza si sono scorticate fino a togliersi la pelle di dosso: la telefonata di Berlusconi a Bocchino è analoga a quella di Guzzetti a Chiamparino. Il risultato finale è che sia il Pdl che Banca Intesa sono adesso gestite da una maggioranza “contro” una minoranza. Quando si accusava Berlusconi di voler trasformare l’Italia in un’azienda non si intendeva questo. Vero?
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