Tagliare le tasse? Ora è da irresponsabili

Disoccupazione all’8,8%, inflazione in crescita all’1,5%. Crollo del mercato dell’auto del 15% in aprile e crisi greca. Spiace dirlo, e d’altra parte era già tutto previsto, ma il peggio della crisi deve ancora venire. Meglio dirlo subito.Ma la cosa che, secondo me, deve preoccupare di più è l’allarme lanciato ieri da Mario Draghi, secondo il quale, in pratica, esistono altri Paesi a rischio, dopo la Grecia. Che tra questi ci sia anche l’Italia è un fatto che non dobbiamo nasconderci. Poi possiamo ragionare sul termine “a rischio”, ma che il nostro paese sia posto dalla crisi greca in grandissima difficoltà è vero. E il balletto, che i giornali hanno trascurato, secondo me colpevolmente, tra il premier Silvio Berlusconi e il ministro dell’Economia Giulio Tremonti sulla possibilità, avanzata da Berlusconi, di una manovra correttiva da 5,5 miliardi di euro la dice lunga. Perché Tremonti ha negato la manovrina? Perché è giustamente terrorizzato che i mercati abbiano solo il sospetto che i nostri conti non sono perfettamente sotto controllo. Con un debito al 177% del Pil l’ultima cosa della quale abbiamo bisogno è che a qualcuno dall’altra parte dell’oceano venga il dubbio che non possiamo ripagarlo. Fare una manovrina vorrebbe dire: ehi, sapete che c’è? I conti pubblici non vanno come previsto.

In questo clima parlare di riduzione delle tasse, come hanno fatto in tanti a partire da Carlo De Benedetti su Il Foglio, che su questo tema ha avviato un dibattito, è semplicemente da irresponsabili. Se tagliare le tasse è in generale un’operazione difficile, in questo momento sarebbe esiziale. Altrove ho spiegato perché. Non mi ripeto. Aggiungo solo due cose. La prima è che in questo momento potremmo aspettarci dei “colpi di mano” economici del governo, che potrebbe decidere di approfittare della crisi greca per drammatizzare (a parole) la nostra e far passare più agevolmente un innalzamento dell’età pensionabile (come ha fatto Atene dall’oggi al domani). Non la ritengo una probabilità, ma non la escluderei a priori. La seconda è che la legittimità di uno Stato si fonda sul fatto che è in grado di fare pagare a tutti i tributi dovuti. E non solo a dipendenti e pensionati come avviene oggi. Quello che non si può proprio fare è tagliare le tasse proprio adesso. E sono io il primo a dolermene, anche perché tra pochi giorni ho l’appuntamento dal commercialista…

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