Draghi: sei commenti a caldo

Il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, ha finito da poche ore di leggere le sue Considerazioni Finali.
A caldo (qui http://www.bancaditalia.it/interventi/integov/2010/cf_09/cf09;internal&action=_setlanguage.action?LANGUAGE=it trovate il testo letto da Draghi)
si possono fare alcune considerazioni.

1 – A pagina 5 Draghi spiega i 4 punti dell’agenda del Financial Stability Board del quale è presidente, per evitare, in futuro, nuove crisi finanziarie. Beh, ad essere sinceri nessuno di quei punti è stato implementato se non in bozza. Ma a pagina 6 spiega anche perché: “L’applicazione delle nuove regole sarà graduale: non comincerà prima che la ripresa si sia consolidata”. E così possiamo metterci una pietra sopra alla riforma della finanza mondiale, soprattutto per quello che riguarda lo scambio di titoli Otc.

2 – A pagina 8, dopo aver sottolineato che urge un governo economico dell’Europa, Draghi, realisticamente, non parla di un’Europa unita, come molti commentatori, ma di un “rafforzamento del patto di stabilità e crescita (Trattato di Lisbona, ndr). L’impegno a raggiungere un saldo di bilancio strutturale in pareggio o in avanzo va reso cogente, introducendo sanzioni anche politiche, in caso di inadempienze.

3 – A pagina 9 Draghi smentisce che l’Italia si sia comportata peggio di altri Paesi tra il 2008 e il 2009: “La crescita del disavanzo pubblico è risultata inferiore a quella delle altre principali economie avanzate”. E, sull’aumento del debito pubblico, che si era ridotto del 18% tra il 1997 e il 2007, Draghi afferma, a pagina 10, che “in questo biennio di recessione esso è aumentato di 12 punti al 115,8%. Nelle nuove condizioni di mercato era inevitabile agire”. Un’assoluzione, insomma, a Tremonti e alla sua politica economica.

4 – A pagina 11 dà il via libera al federalismo, ma avverte che “ciascun ente dovrà mantenere il proprio bilancio in pareggio, al netto degli investimenti, come previsto dall’articolo 119 della Costituzione”.

5 – A pagina 13: “I giovani non possono da soli far fronte agli oneri crescenti di una popolazione che invecchia”. Una risposta a chi ancora pensa esistano i “bamboccioni”

6 – A pagina 16 Draghi dice che le banche collegate al territorio sono in grado di discernere le imprese meritevoli di credito perché le conoscenze accumulate nel corso del tempo sono “ben più accurate di quelle desumibili da modelli quantitativi. Significa saper discernere l’impresa meritevole anche quando i dati nono sono a suo favore; significa saper fare il banchiere”. Se fossi stato a Roma lo avrei applaudito (e forse sarei stato l’unico).
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