Berlusconi e l’evasione fiscale: Giannini manipolatore

Massimo Giannini, vicedirettore di Repubblica, ieri sera a Ballarò, ha semplicemente manipolato una frase di Silvio Berlusconi che non ha mai detto che è legittimo evadere, ma ha spiegato che quando le tasse sono troppo alte, la persona si sente legittimata a non pagarle. Punto. Poi Giannini ha fatto due più due, citando questa frase del premier per dimostrare nulla, perchè il discorso che i stava sviluppando in studio riguardava tutt’altro, ha pensato: siccome in Italia le tasse sono troppo alte, allora vuol dire che Berlusconi dice agli italiani di non pagarle. Simpatico, Giannini. Che oltre a Repubblica dovrebbe leggersi anche qualche classico, anche perchè visti gli strafalcioni che ha scritto… Dovrebbe leggersi, che so, uno che si chiamava Luigi Einaudi che definiva l’evasione fiscale “una giusta scappatoia di coscienza”. Giusta! Capito, Giannini. Siccome Einaudi è stato molto più esplicito di Berlusconi, adesso mi aspetto che Giannini ci dica che Einaudi era a favore dell’evasione fiscale. O lo era anche Sant’Agostino, che parlava dell’eccessivo peso delle tasse come “grande latrocinio” (non è un refuso, Massimo, è italiano volgare). Il Nobel von Hayek ha sostenuto che se una persona paga le tasse è solo perchè è costretto. Elogia chi non le paga? O, per venire a noi, Antonio Martino, che disse: “Se non esistesse il sommerso, questo paese avrebbe già chiuso i battenti da tempo”. Evasore anche lui? Dire una semplice verità naturale, ovvero che fa parte dell’uomo e che ognuno riconosce come vera, non significa per questo comportarsi da evasore o sostenere che è giusto non pagare. Se io salgo su un treno sporco, senza aria condizionata, che fa un ritardo di due ore e dico che non si meritano che io paghi il biglietto, non vuol dire che sostengo che non bisogna pagarlo, affermo una semplice verità naturale: io pago un biglietto in cambio di un servizio adeguato al costo, se il servizio non è adeguato, non è che poi faccio il portoghese.

Poi Giannini, dall’alto del suo reddito, si è lamentato perchè Tremonti non tassa anche lui, che guadagna molto di più di un dipendente statale. Io, quando chi guadagna molto chiede di essere tassato  di più mi preoccupo. O è un evasore oppure è un ideologo. Giannini è certamente un ideologo. Le tasse non devono essere applicate ai ricchi o ai poveri, ma progressivamente, in base alla propria capacità contributiva e questa viene stabilita dalla legge. In caso di necessità tutti devono contribuire, sempre in base alla propria capacità contributiva, ed è sempre la legge che lo stabilisce. Se poi chi guadagna molto è così umano da voler pagare di più magari per mondarsi del senso di colpa di essere ricchi ma di dover difendere i poveri, possono sempre autotassarsi.

Io penso che se Giannini, con la sua furia populista di sinistra vedesse una Jaguar che travolge al semaforo una Panda che è passata con il rosso, starebbe da parte della Panda. A prescindere. Io, invece, starei dalla parte di chi è passato con il verde. Cioè con la Jaguar. Troppo sottile il ragionamento?

vedi anche

http://www.ilpost.it/2010/06/02/berlusconi-contro-giannini-di-repubblica-a-ballaro/

http://www.bartolomeodimonaco.it/online/?p=12173

http://www.mpnews.it/index.php?section=articoli&category=42&id=4458/attualit%C3%A0/societ%C3%A0/Elogio-dell%E2%80%99evasore-fiscale

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