Che cos’è l’economia sociale di mercato che piace a Tremonti

Tremonti, parlando alla Cisl, ha citato l’economia sociale di mercato come “la via giusta”. Prima di discutere se lo sia o meno, sarà meglio dire che cosa è l’economia sociale di mercato, visto che molti, per criticare Tremonti, criticano questa scuola economica che nacque in Germania negli Anni immediatamente precedenti alla seconda guerra mondiale. Gli economisti e i giuristi (questo è un dettaglio importante) che sostenevano questa via al liberalismo si riunirono attorno ad una rivista “Ordo” e da qui vennero chiamati anche Ordoliberali. Gli esponenti più importanti sono Walter Eucken, che fu l’iniziatore della scuola, Roepke, Eucken, Goldschmidt. Tra gli italiani vengono spesso citati Luigi Einaudi, Benedetto Croce e Guglielmo Ferrero.

Detta in parole povere: l’economia sociale di mercato è quella teoria economica, che fece, non dimentichiamolo, uscire la Germania dal disastro della Secondo Guerra Mondiale, che prevede un ruolo importantissimo dello Stato nella definizione delle regole del liberalismo, lo indirizza, gli dà uno scopo “sociale” ma poi si astiene in modo rigorosissimo dall’entrare nell’arena dei rapporti economici. Gli Ordoliberisti sono liberali, profondamente liberali, e sono anche anti-statalisti. Basti questa citazione del più famoso di loro, Roepke: “Quanto più dunque il governo impone al mondo degli affari il torchio dei tribut, tanto più imperiosa diventa per lo Stato la necessità di imporre al processo economico il controllo collettivista”. (1939). Gli Ordoliberali sono per uno Stato forte soprattutto quando si tratta di dare la caccia ai monopoli (che sono la loro vera bestia nera). Per Roepke lo Stato decide le “forme” del liberalismo, ma non deve entrare nei “processi” e, siccome il suo compito principale è disegnare la cornice del capitalismo, grande importanza hanno nella teoria dell’economia sociale di mercato la branca giuridica.

Per gli Ordoliberali la concorrenza non è un feticcio al quale tutto va sottomesso. Non è lo scopo, è il mezzo attraverso il quale raggiungere una maggiore giustizia sociale. Eucken assegna allo Stato la funzione di “guardiano dell’ordine concorrenziale” ma, contrariamente a ciò che viene scritto spesso, gli economisti della scuola di Friburgo (così è anche chiamato l’Ordoliberismo) non sono affatto statalisti. Anzi. Il contrario, così come non era affatto statalista don Luigi Sturzo, che guardò con grandissima attenzione, e spesso con ammirazione, alla scuola di Friburgo.

Fu Ordoliberale anche il secondo presidente della Repubblica tedesca post bellica: Ludwig Erhard il quale ha sempre sostenuto che la concorrenza è il mezzo migliore per raggiungere l’equità sociale tanto è vero che fu lui, in contrasto con le truppe di occupazione angloamericane, a decidere la liberalizzazione dei prezzi in Germania dopo la guerra, che, secondo gli storici, fu alla base del miracolo tedesco. Miracolo che venne raggiunto anche attraverso un altro caposaldo degli Ordoliberali: la sussidiarietà.

L’economia sociale di mercato è, insomma, un liberalismo che si pone come obiettivo non la concorrenza, ma la giustizia sociale raggiungibile attraverso il libero mercato e non appena il capitalismo.

Se Tremonti, con la sua frase, intende ispirare la sua azione politica ed economica futura a questa impostazione teorica (e, come abbiamo visto) io credo che ci sia da rallegrarsi e da chiedersi come mai non lo abbia fatto prima. Non abbia, cioè, imposto una ritirata dello Stato da tutti i gangli nel quale ancora allunga le sue spirali. E’ la volta buona? Forse. D’altra parte l’economia sociale di mercato è quella che, a me sembra, ispiri anche l’impostazione culturale della Lega. Anzi, probabilmente è l’unica che possa dare una sostanza culturale alla prassi economica del partito di Bossi.

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Una Risposta to “Che cos’è l’economia sociale di mercato che piace a Tremonti”

  1. Massimo Ceracchi Says:

    Economia di mercato è una abbreviazione di economia politica di mercato. Difatti altrimenti economia di mercato significherebbe ordine (economia) del mercato ed avrebbe un senso solamente tecnico. Economia sociale di mercato sostituisce alla parola politica sociale, cosa che mi sembra equivalente. Ora sorge il problema se questa economia politica o sociale di mercato sia un ordine naturale o artificiale come diceva Federico Bastiat. Io ritengo sia come il vino che può essere considerato un prodotto quasi naturale ma, se lo si vuole esportare, ha bisogno di ulteriori processi sicuramente artificiali (cioè prodotti ad arte). Ugualmente il mercato, prodotto storico naturale, per affrontare le sfide del mondo moderno ha bisogno di essere diretto pena, come per il vino, di inacidire.

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