Perchè Brancher fa tremare la Lega (e preoccupa Berlusconi)

Forse è il caso di strappare quel sottile velo di ipocrisia che avvolge il “caso Brancher” sul quale, come ho detto nel mio precedente post, non voglio avere nulla da dire.

Però il nodo politico mi sembra chiaro come il sole. Ed è questo. Brancher è sotto processo a Milano da parte del pm Eugenio Fusco perché in una deposizione resa a metà degli Anni 2000 Giampiero Fiorani, allora capo della Popolare di Lodi, disse di aver consegnato a Brancher, in due tranches, 300 mila euro. La prima di 100mila erano per lui, la seconda, da 200mila, era da dividere con Roberto Calderoli, attuale ministro per la semplificazione. Il fine di questa dazione di danaro, sempre stando a quanto disse Giampiero Fiorani, era per finanziare le attività politiche sia del primo che del secondo e, anche, per “ringraziare” (non so come dire) i due esponenti politici per le battaglie parlamentari che conducevano in Parlamento a favore dell’allora governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio, amicissimo di Fiorani, come le intercettazioni hanno dimostrato, e sostenitore delle di lui avventure finanziarie.

Se Brancher fosse chiamato nell’aula di tribunale di Milano potrebbe certamente negare tutto e difendersi da un’accusa infamante che, certamente, lui e i suoi legali smonteranno. Ma è  anche ovvio che, una volta in tribunale, Fusco gli farà la domanda delle cento pistole, che è la seguente: “Onorevole Brancher, lei ha dato soldi all’onorevole Calderoli”?

Da tenere presente: Roberto Calderoli è il ministro più “politico” della Lega (a parte Bossi, ovviamente), un pezzo da 90 del popolo leghista. Insomma: se dovesse succedere l’imponderabile, e cioè che in tribunale si arrivasse a parlare del ministro Calderoli, ovviamente sarebbero guai. In attesa che il processo arrivi ai tre gradi di giudizio e in attesa che la verità giudiziaria venga alla luce, la Lega cosa farebbe? Scaricherebbe uno dei suoi esponenti politici più rappresentativi magari con lo stesso metodo, un po’ staliniano, con il quale liquidò il famoso Patelli, quello che prese 200 milioni (di lire) dalla Montedison di Raul Gradini e si autodefinì “un pirla”? Oppure lo difenderà con il coltello tra i denti sostenendo la versione di Brancher, che ovviamente non può che essere che da Fiorani non ha ricevuta un euro e tantomeno lo ha diviso con Calderoli? Nel primo caso i contraccolpi politici nel governo sarebbero molto importanti, difficili da gestire. Nel secondo caso, invece si potrebbe saldare l’alleanza con il Pdl (o una parte di esso) in funzione anti-magistrati ma, in questo caso, la Lega dovrebbe poi essere estramente convincente con i suoi elettori ai quali dovrebbe spiegare in modo da non lasciare nemmeno l’ombra di un dubbio, che Claderoli è innocente. Riuscirà a farlo? Il popolo della Padania considera ancora “Roma ladrona”  su queste cose è molto ma molto sensibile. Riuscirà a convincerlo Bossi? Ecco il perché di tanta prudenza da parte della Lega su tutta la vicenda.

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