La Ragione di Berlusconi e la Ragione di Tremonti

Ci era stato giurato che non avremmo più assistito a nessun “assalto alla diligenza”. In effetti lo spettacolo di questi giorni non è un assalto, è un “liberi tutti”. Se nella Prima Repubblica, ogni lobby cercava un po’ di prebende per sé, nella Seconda, più povera, ogni lobby cerca di smarcarsi dalla necessità di ridurre le spese scendendo dalla diligenza, non assaltandola, visto che non c’è nulla da assaltare perchè il bottino è svanito.

Così sono stati rivisti i tagli alla cultura, alle auto blu, ai costi della politica e, da ultimo, alle Regioni. Nell’epoca dell’”amore liquido” alla Bauman, i tagli possono ben essere “flessibili” (pur non esistendo in natura il concetto di “taglio flessibile” che riguarda la sfera delle idee filosofico-politiche simile a quella delle “rette parallele”).

Insomma: non è una cosa seria. Però è una cosa necessaria. Quando Silvio Berlusconi, smentendo parzialmente il suo ministro dell’Economia Giulio Tremonti, ammette che la manovra può essere rivista, parla in virtù di una Ragione Politica che deve tenere conto delle tensioni nella maggioranza e tra questa e i governatori delle Regioni. E quando Tremonti insiste che i saldi (cioè l’entità della manovra) non si toccano, parla in nome di una Ragione Pratica che lo costringe a fare i conti con la necessità di rifinanziare ogni settimana un debito pubblico monstre. Queste due Ragioni devono trovare un compromesso, e l’hanno trovato nel lasciare libere le Regioni di tagliare dove vogliono.

E’ la conclusione logica di uno snodo decisivo per il futuro del Paese. Anche se… anche se deve essere chiaro che meno tagli ci saranno più tasse dovranno essere introdotte. Come quella contro il quale si è scagliato ieri, con una foga che poteva risparmiarsi, lui che è favorevole ad una tassa di soggiorno di 10 euro al giorno sui turisti, il sindaco di Roma Gianni Alemanno. Il 40% di questa manovra correttiva già si basa su maggiori entrate. Se i saldi devono restare invariati (e devono restarlo) significa che ogni punto percentuale in meno di tagli dovrà essere compensato con un punto percentuale in più di nuove entrate. I governatori delle Regioni che oggi cantano vittoria dovrebbero ricordarlo ai loro cittadini. E, per dare un segnale di serietà, potrebbero varare delle Finanziarie regionali (in discussione in queste settimane) contenenti più tagli di quelli che Tremonti ha chiesto loro. Per rassicurare i loro cittadini che non ci saranno nuove tasse.

Vedi anche qui e qui

Annunci

Tag: , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: