Le mani sul Tg1 (dimmi qualcosa che non so!)

Ho finito di leggere “Le mani sul Tg1” di Giulio Borrelli. A parte il lancio di messaggio a chi deve capire, qualche sassolino professionale uscito dalla scarpa, qualche ricordo di “come sono stato bravo io”, non c’è nulla di nuovo. Il Tg1 è lottizzato fin nelle sue budella, i giornalisti fanno carriera solo se sono arrivisti, le notizie si danno o non danno (e come si danno) per compiacere a questo o quel padrino politico, i direttori prima di essere nominati si fanno ricevere da Prodi o da Berlusconi o da Bondi o da D’Alema… appunto, niente di nuovo.

La tesi del libro è, comunque, la seguente: i direttori del Tg1 che sono venuti dalla carta stampata sono stati peggiori (più servili, meno attrezzati professionalmente, più pasticcioni) di quelli nominati tra i giornalisti del Tg1. A parte che chi viene nominato direttore della testata in cui lavora ha sempre molta più intesa (che è fondamentale) con i giornalisti perchè lui conosce la redazione e la redazione conosce lui e (magari) lo apprezza, ma, soprattutto, come la mettiamo con Corradino Mineo?

vedi anche qui, qui, qui e qui.

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