Perchè la sinistra non può non odiare Checco Zalone

Poche sere fa Canale 5 ha rimandato in onda lo spettacolo di Checco Zalone che aveva già trasmesso lo scorso ottobre. L’ho riguardato, questa volta con più attenzione. Ho riso meno, ma ho capito di più. In particolare ho capito la rabbia di Piergiorgio Paterlini (che ha scritto sul blog di Alessandro Giglioli) verso Zalone. L’idiosincrasia della sinistra per Zalone, il miglior comico degli ultimi 20 anni, non è causata solo da quello che disse in un’intervista a Pigi Battista sulla sinistra e su Niki Vendola. No, si tratta di qualcosa di più profondo. Si tratta di questo: Checco Zalone ha sdoganato il mignottismo di destra e l’ha trasformato in qualche cosa della quale non ci si può scandalizzare. La magnifica canzone su Patrizia D’Addario a Palazzo Grazioli ha reso quell’episodio comico, non uno scandalo. “Ti faccio fare la fiction Rai ma solo se me la dai” che cosa è se non la traduzione comico-musicale delle intercettazioni di un anno fa con i vertici della Rai? Allora ci si indignò, qualche sera fa ci si è riso sopra.

La sua straordinaria pizzicata di centrodestra ha certamente nel mirino i ministri di centrodestra, ma l’effetto è quello di renderli personaggi quotidiani, quasi banalizzati e banalizzandoli li rende irrilevanti e non ci si può arrabbiare con dei soggetti diventati irrilevanti. Così Checco Zalone rompe il giocattolo dell’indignazione popolare trasformandola in comica, non in satira. Facendo ridere sulle prestazioni sessuali di Berlusconi, le trasforma in cose di tutti i giorni, in ovvietà.

Con Zalone finiscono i retroscena sulle frequentazioni femminili del presidente del Consiglio. Finendo i retroscena, perché tutto è ovvio, tutto è scontato (insomma, è vero) finisce anche il sospetto. Zalone dice: ma certo che è tutto vero! Ed è una cosa che fa ridere. Il sospetto non è solo l’anticamera della verità (come sosteneva il magistrato Davigo) ma anche quello dell’indignazione se si scoprisse che ciò che si sospetta è vero. Zalone dice: certo che è tutto vero, e fa ridere. A quel punto non ci si può più indignare. E per chi campa sull’indignazione pubblica, Zalone è un nemico. Zalone non subirà nessun ostracismo da parte della tv come è successo a Daniele Luttazzi, anche perchè tra i due, artisticamente parlando, c’è un abisso incolmabile. Zalone è un comico che vuole solo far ridere, Luttazzi è un autore satirico che vuol fare indignare. Infatti Santoro alla sua “Raiperunanotte” non ha invitato il primo, ma il secondo.

Da notare che, in questo senso, che alla fine di quella serata Zalone disse una battuta strepitosa che però è stata tagliata dai vari spezzoni di spettacolo su YouTube. Dopo più di un’ora di battute straordinarie su Berlusconi, il centrodestra, il governo, si congeda così: “Vi saluto tutti, ci vediamo l’anno prossimo su Teleminchia!”. Come a dire che è ovvio, semplice, lo sanno tutti che Berlusconi mi caccerà dalla sua tv, non c’è nulla di cui indignarsi, è semplicemente così, e adesso vi faccio ridere.

Non è successo, anzi, Canale 5 l’ha rimandato in onda. E non è stato un errore.

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2 Risposte to “Perchè la sinistra non può non odiare Checco Zalone”

  1. Francesco Says:

    “Berlusconi tanto mi caccerà” ma per chi lo avete preso? Mica è Santoro…

  2. dfghbmn fghjm Says:

    cretino

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