Più immigrate, più lavoro per le italiane

In ritardo rispetto alla data di rilascio, ho letto con grandissima curiosità uno studio della Banca d’Italia, firmato da Guglielmo Barone e Sauro Mocetti sul lavoro degli immigrati. Il succo del rapporto, che si può scaricare qui, è questo: nelle province dove ci sono più immigrati di sesso femminile dai bassi skills professionali, le donne italiane che lavorano sono più numerose.

Cito dall’abstract: “We find that the higher the number of immigrants who provide household services the more time native Italian women spend at work (intensive margin) without affecting their labor force participation (extensive margin). The impact is concentrated on the highly skilled women whose time has a higher opportunity cost. These results also hold after a battery of robustness checks. Some further evidence confirms that the impact passes through the substitution in household work rather than complementarities in the production sector. Finally, we show that immigration arises as a substitute to publicly provided welfare services, although this raises concerns about the fairness and the sustainability of this private and informal welfare model”.

Nessun commento, attendo i vostri.

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