Landini difende i suoi clienti, non i lavoratori

Ho il massimo, totale, assoluto rispetto per chi lavora in fabbrica. Il massimo della considerazione per chi fa il turno di notte, per chi non ha tempo di riposare, per gli affetti, per chi vive in un mondo parallelo fatto di turni, di lavoro misurato al secondo, di fatica fisica che dopo i 50 anni è difficile da sopportare. Ho ammirazione per chi “tira avanti” la propria esistenza a Mirafiori, Pomigliano, Melfi. Però questa sincera e totale vicinanza agli operai non mi fa dimenticare che c’è chi sta molto peggio di loro. Sì, perché sembra incredibile, ma c’è, in Italia, chi sta peggio di un operaio delle Carrozzerie di Mirafiori e sono quelli verso i quali Maurizio Landini, leader della Fiom,  non ha mai alzato un dito. Sono i lavoratori precari da decenni, e non solo quelli della scuola, i più sindacalizzati di tutti, per i quali la Cgil è pronta a fare le barricate perché vengano assunti a spese di tutti anche se la scuola non sembra stai esplodendo per la mancanza di insegnanti (la natalità, come si sa, in Italia, cala da 20 anni). No, sto parlando dei precari dei call cenetr, delle piccole imprese, dell’agricoltura, delle professioni, dei fast food, degli impieghi stagionali, delle milioni di partite Iva aperte solo per farsi pagare prestazioni professionali che altrimenti sarebbero in nero. Queste persone non hanno ferie, malattia e maternità. Non hanno liquidazione e probabilmente non avranno pensione, non hanno rappresentanza e non hanno difese. Non hanno cassa integrazione e diritto alla formazione professionale, non hanno certezza di nulla. E quando dico nulla, intendo proprio nulla.

Maurizio Landini legittimamente protesta per la difesa dei diritti dei metalmeccanici di Mirafiori (e di Pomigliano) ma mai lui e la Cgil hanno alzato un solo mignolo per estendere i diritti di cui godono i lavoratori di Pomigliano a chi non ha nulla, a chi è davvero, nel senso letterale del termine, nudo di fronte al mondo. Non hanno mai obbligato il governo ad estenere anche a loro una parte, almeno una parte dei diritti che dicono siano stati messi in discussione a Mirafiori. Sì, vebbè, interviste, dichiarazioni, proclami, belle battaglie, ok, d’accordo, quelle non mancano, anche perché sono gratis. Ma mai un vero sciopero generale di tutti i lavoratori per obbligare il governo, questo, quello precedente e, temo, quello futuro, a sedersi attorno a un tavolo per decidere (non “discutere”) che cosa fare per chi non ha nulla.

Questo, al di là dei proclami, non è mai successo. E non è mai successo, e mai, temo, succederà, perché Landini e la Cgil, come tutti gli altri sindacati, sanno bene che la coperta è corta, cortissima e che estenere un po’ di diritti a qualcuno che non li ha significa obbligatoriamente sottrarne un po’ a chi ne ha tanti. Chi dice il contrario fa solo demagogia: se qualcuno deve accrescere i propri diritti, qualcuno ne deve perdere un po’. Sostenere le manifestazioni degli studenti senza dirgli che se vogliono diritti devono toglierne un po’ ai loro padri, è disonesto. Non c’è alternativa. E oggi, in Italia, chi ha tanti diritti sono i lavoratori a tempo indeterminato delle grandi fabbriche del nord o della pubblica amministrazione, guardacaso, i più sindacalizzati. Sono loro che si iscrivono al sindacato perché difenda i diritti che hanno.

Spiace dirlo, ma Landini difende i suoi clienti, non difende i lavoratori. Difende gli operai di Pomigliano, ma se lo sogna di combattere una battaglia vera, giusta, questa sì, davvero di sinistra, per chi è fuori da qualsiasi circuito diritti-doveri. Landini non sta difendeno chi rischia di perdere dei diritti, sta difendendo il proprio diritto di difendere chi ha molti diritti. Sta difendendo il diritto di chi è assunto a tempo indeterminato ad essere pagato di più rispetto a chi ha lavori temporanei i quali, oltre a un reddito basso, devono anche avere l’insicurezza del contratto. Chi è assunto ha due sicurezze, chi non è assunto due insicurezze. E’ assurdo: solo in Italia succede. E questo grazie anche a Landini. Per questo non gli credo.

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  1. Anonimo Says:

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