“MANI BUCATE” I 51 milioni buttati via a Terni-Narni-Spoleto

Per rilanciare un’area in crisi ci sono tanti modi. Quello scelto dall’Italia è il peggiore. La maggior parte dei “contratti d’area”, “patti territoriali” e via dicendo non solo non raggiungono gli obiettivi, ma finiscono per lasciare il territorio in una condizione peggiore di prima.

Il meccanismo è semplice: lo Stato mette in palio una cerrta quantità di sussidi per le imprese, le aziende arrivano come mosche sul miele, incassano e poi, appena possono, o chiudono o falliscono. Non è un modo di dire o una leggenda metropolitana, ci sono i numeri che parlano. Anzi, che urlano.

Quello che vi propongo oggi è un breve brano del libro “Mani Bucate” riguardante il contratto d’area di Terni-Narni-Spoleto, firmato il 10 giugno 1998”. La firma avvenne senza che lo Stato tirasse fuori un solo euro. Poi…”Un anno dopo eccoli spuntare: il 30 marzo 1999 arrivano i primi 27,2 milioni di euro, che in otto anni crescono fino a sfiorare i 51 milioni. Tra i beneficiari c’è la Meraklon, a cui vanno nove milioni. La Meraklon è leader in Europa per la produzione di filati sintetici per l’abbigliamento in polipropilene isotattico, scoperto dall’italiano Giulio Natta nel 1954 il quale, proprio per questa scoperta, nel 1963 fu insignito del Nobel per la chimica. Per spostarsi in Umbria e beneficiare del contratto d’area l’azienda ha chiuso i suoi impianti di Zibido, in Lombardia. Nel 2011 il titolare, Giampaolo Fiorletta, viene arrestato con l’accusa di associazione per delinquere e i suoi 240 dipendenti finiscono in cassa integrazione.

Secondo i dati forniti dall’amministrazione pubblica, cioè da quella che aveva il compito di portare a termine il contratto d’area di Terni-Narni-Spoleto, il 50 per cento delle iniziative imprenditoriali non è decollato, compresa quella progettata dall’azienda agricola Torregrossa, appartenente nel 2003 al gruppo bancario Antonveneta, alla quale sono stati assegnati 4,1 milioni di euro. Sono dati già di per sè drammatici, ma non sono veri. Quelli veri sono peggiori. Per la Corte dei conti la percentuale complessiva delle iniziative revocate o con avvii di revoca è addirittura del 90 per cento. La discrepanza tra i dati “ufficiali” e quelli “veri” è una costante del mondo della contrattazione negoziata: in pratica nessuno sa dire esattamente quanto un contratto d’area e` costato e quante imprese vi abbiano partecipato”.

E questa è la storia di 51 milioni di euro pubblici spariti. Letteralmente spariti nelle mani di imprenditori incapaci. Per essere gentili.

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Una Risposta to ““MANI BUCATE” I 51 milioni buttati via a Terni-Narni-Spoleto”

  1. Charla Says:

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