“MANI BUCATE” i giornali sussidiati vogliono aumentare le tasse per continuare a ricevere soldi pubblici

Per il 2012 saranno tagliati i fondi per l’editoria. E, ovviamente, scattano le proteste. I giornali mantenuti dallo Stato sono scesi in piazza il 28 settembre scorso per chiedere al governo di “tagliare i tagli” e aumentare le risorse. All’editoria sussidiata con i soldi dello Stato ho dedicato uno dei capitoli più lunghi e impressionanti del mio ultimo libro, “Mani Bucate – L’orgia degli aiuti pubblici alle imprese di Stato”.

Ma prima di spiegare le allucinanti proposte dei giornali sussidiati per continuare a incassare soldi pubblici a spese di tutti i cittadini, faccio una premessa a partire da alcuni dei centinaia di dati che riporto in “Mani Bucate”

Tra le varie testate che cito nel libro ne ricordo solo due: l’Avanti! Di Walter Lavotola e Liberal di Ferdinando Adornato. Il primo ha incassato per anni 2,5 milioni di euro, il secondo 2,7 milioni e vende 60 (ho detto: sessanta!) copie al giorno. Ciò che però è sconvolgente è un dettaglio che passa sempre inosservato, e cioè che praticamente tutta la stampa di sinistra è pagata con soldi pubblici: l’Unità, Liberazione, Europa, Terra, Rinascita, Left, il Manifesto (quest’ultimo incassa addirittura oltre 4 milioni l’anno) sono solo alcuni dei nomi. Le radio di partito sussidiate nel 2009 sono 6 e 5 sono di sinistra: Radio Radicale, Radio Galileo, Ecoradio, Radio Città Futura e Radio Onda verde (fa eccezione Veneto Uno che fa riferimento alla Lega). E le tv? Ah, non lo sapevate? Sì, finanziamo anche le tv, anzi, le web tv di sinistra: Red Tv, che tra il 2007 e il 2010 ha incassato più di 10 milioni, e Libera, 2 milioni di euro l’anno. Adesso, forse, è più chiaro perchè a protestare per i tagli è il Pd? I più allarmati sono Giovanna Melandri, ministro ombra delle Comunicazioni del Pd, Ricardo Franco Levi e Vincenzo Vita che hanno addirittura convocato una conferenza stampa per denunciare il sopruso.

Di fronte anche solo a questi pochi numeri è incomprensibile come ci sia un movimento di giornali che protestano per il taglio ai contributi pubblici e che pretendano di mantenere inalterati i sussidi anche agli organi di partito. E che, addirittura!, pretendano che si alzino le tasse pagate da tutti per recuperare i fondi necessari per proseguire la mangiatoia. Pur avendo il massimo rispetto, sincero, dei giornali no profit, è incredibile che abbiando deciso di protestare.

In piazza sono scesi Mediacoop, Fnsi, periodici cattolici, cooperative, Articolo 21, Comitato per la libertà dell’informazione. In quella occasione è stato detto da Elio Grassucci, presidente onorario di Mediacoop, che il taglio dei fondi provocherebbe la chiusura di decine di testate, un calo di 500mila copie di venduto e la disoccupazione di 4mila giornalisti. Questo perché dei 194 milioni stanziati per l’anno prossimo, solo 80 andrebbero davvero alle testate giornalistiche a fronte di un fabbisogno di danaro più che doppio: 170-180 milioni. E sapete quali sono le sue proposte per recuperare i soldi che mancano all’appello? L’aumento delle tasse. Incredibile, ma è così: Grassucci propone di portare l’Iva sui gadget allegati ai giornali dal 4% al 21% e questo avrebbe l’effetto che i lettori dei giornali sani, che funzionano, che vanno bene e che si possono permettere quindi di allegare alle loro pubblicazioni libri, film o cd musicali, dovrebbero far pagare di più i loro prodotti per sostenere la diffusione di giornali che nessuno legge e che sono perennemente in perdita. Quindi una persona che compra un giornale al quale è allegato un libro, pagherebbe di più quel prodotto per permettere ad altri giornali di continuare a incassare soldi pubblici. Un’idea davvero geniale che danneggerebbe non solo i clienti, ma le stesse case editrici sane che, ovviamente, venderebbero meno, dato l’aumento dell’Iva di addirittura il 17% in più rispetto ad oggi.

Ma la seconda proposta è ancora meglio: vuole che i contributi siano commisurati non più e non solo alle copie vendute dal giornale sussidiato, ma al numero di giornalisti assunti con l’effetto che i giornali che si gonfiano di persone, ma vendono poco, prenderebbero più soldi dei giornali che hanno poche persone in redazione ma che vendono di più. Grassucci, complimenti.

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Una Risposta to ““MANI BUCATE” i giornali sussidiati vogliono aumentare le tasse per continuare a ricevere soldi pubblici”

  1. Brandi Says:

    Thr’ees nothing like the relief of finding what you’re looking for.

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