“MANI BUCATE” aiuti di Stato illegali, alberghi sardi condannati (è colpa di D’Alema?)

La storia che sto per raccontare non la trovate su “MANI BUCATE” perché si è conclusa il 20 settembre scorso con una sentenza della corte di giustizia europea. Ma è drammaticamente simile alle centinaia che racconto nel mio libro sull’orgia degli aiuti pubblici alle imprese private. Simile e sconfortante. Da una parte abbiamo politici che pur di dare soldi a tutti violano le regole europee e, dopo anni, mettono nei guai degli imprenditori, e dall’altra, abbiamo degli imprenditori che, non posso dire se coscientemente o meno, ottengono degli aiuti ai quali non avevano diritto e adesso li devono restituire. Alla fine della storia pongo una domanda alla quale vorrei che ognuno desse una propria risposta e, se vuole, scriverla in questo blog.
11 marzo del 1998. La regione Sardegna approva la legge n. 9 che concede aiuti alle imprese del settore turistico alberghiero sotto forma di prestiti agevolati e sovvenzioni. Il 6 maggio del 1988 la Regione notifica la legge alla Commissione Ue e si impegna a non procedere nelle erogazioni prima dell’approvazione della legge da parte della Ue. Impegno confermato il 22 giugno del 1998 e il 28 settembre dello stesso anno sia dalla Regione che dallo Stato italiano. Il 12 novembre del 1998 la commissione approva la legge e gli aiuti e la Regione può cominciare a concedere i sussidi agli imprenditori privati. Poco dopo, però, approva un decreto che considera ammissibili, e quindi aventi diritto ai sussidi, anche tutti i lavori avviati dagli imprenditori prima della data di domanda di aiuto. Questo decreto non viene trasmesso dall’Italia alla Ue: tiene nascosto il decreto 33/6 attraverso il quale la Regione, lei sì, coscientemente, aveva aggirato le regole europee della Concorrenza. La Commissione se ne accorge e impone di sospendere tutti i pagamenti e recuperare i soldi già concessi in questo modo, ovvero, senza bando.
Non si sa a quanto ammonti il totale dei soldi da recuperare, si sa solo che lo stanziamento iniziale per questo intervento di sussidio era compreso tra gli 8 e i 16 milioni di euro.
Esplodono, ovviamente, i ricorsi che danno vita a ben 5 procedimenti giudiziari. A ricorrere sono queste società: Selene, HGA, Gimar, Coghene Costruzioni, Camping Pini e Mare, Immobiliare 92, Gardena, Hotel Stella 2000, Vadis, Macpep, San Marco, Due Lune, Nicos Residence, Rosa Murgese, le società Mavi, Hotel Mistral, L’Esagono, Le Buganville, Grand Hotel Abi d’Oru, SF Turistico Immobiliare, Timsas, e Le Dune. Come è finita? Il 20 settembre la corte europea ha respinto tutti ricorsi e ha condannato queste società a restituire i soldi ottenuti dopo aver pagato le spese di giudizio.
Ora, a parte il fatto che “MANI BUCATE” è pieno di storie di aiuti che l’Italia avrebbe dovuto recuperare e non lo ha fatto (compresi gli sgravi fiscali ad una decina di società che sono andate in borsa con lo sconto fiscale), ecco la domanda: se questi imprenditori dovranno restituire gli aiuti ricevuti la colpa è loro o di chi ha deciso di dare soldi a tutti, anche violando le regole europee?
P.S. Il presidente della regione Sardegna tra il 1994 e il 1999 è stato Federico Palomba, ex magistrato, poi eletto alla Camera per l’Italia dei Valori; il ministro degli Esteri che in quegli anni ha tenuto i rapporti con la Ue era Massimo D’Alema.

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3 Risposte to ““MANI BUCATE” aiuti di Stato illegali, alberghi sardi condannati (è colpa di D’Alema?)”

  1. silvio corti Says:

    buongiorno, io penso che il vero imprenditore non deve accettare quei soldi e quindi è giusto che li restituisca ,sono anch’io un imprenditore ma non ho mai ricevuto soldi per la ricerca ,che mi faccio e mi sfrutto.ho letto il libro mani bucate e penso che anziche’ pagare la patrimoniale come sventaglia la Marcegaglia, sarebbe opportuno e, piu che giusto che tutte le aziende che hanno avuto soldi dallo stato paghino loro una tassa per i soldi ricevuti, visto che di buono non hanno prodotto niente, ma sono solo usurpatori dello stato e delle tasse che quelli come me pagano ancora oggi dopo aver lavorato per 40 anni; si potrebbe costituire un sindacato o un partito degli onesti (APOLITICO)che vada contro questi sprechi, per creare un paese migliore e non un paese assistito,questo mal costume è sempre esistito in italia ,basta pensare agli anni 70 quando si mettevano a tavolino Agnelli Craxi e Lama e prendevano accordi a discapito di tutti noi che lavoravamo onestamente,adesso è il momento di dire basta o sprofondiamo tutti.ma mi consenta una domanda, come mai in Germania le fabbriche di automobili sono ancora tutte vive AUDI MERCEDES PORSCHE BMW OPEL ecc . mentre nel nostro paese le fabbriche di automobili sono sparite tutte?Chi ha distrutto ALFA LANCIA MASERATI AUTOBIANCHI
    Non voglio dilungarmi oltre ma si potrebbe scrivere un’enciclopedia,
    perche’ ogni settore in Italia ha i suoi perche’.Grazie del libro mani bucate.
    Saluti Silvio Corti

  2. marcocobianchi Says:

    Caro Corti, grazie dei suoi “grazie”. Le racconto questo aneddoto. Per la prima presentazione del libro ho invitato Giorgio Squinzi, presidente della Mapei. Lui mi ha detto: “Vengo molto volentieri perchè io sono contrarissimo agli aiuti di Stato”. Io gli ho chiesto il motivo e lui mi ha risposto: “Perchè i soldi vanno ai miei concorrenti peggiori che poi con i soldi pubblici mi fa concorrenza sleale. Io, che sono bravo, non ho bisogno e non voglio aiuti di Stato”. Quindi le dà ragione: i bravi (come immagino lei) non solo non chiedono soldi pubblici, ma li vogliono abolire per tutti. Quanto alle auto, lei conosce già la risposta alla sua domanda… In bocca al lupo.

  3. seine Antwort Says:

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