“MANI BUCATE” 23 milioni di Stato agli yacht di lusso, che ora licenziano tutti

Se il lusso è un diritto allora merita di essere finanziato dallo Stato. Ma sì, più lusso per tutti, a cominciare dalle barche. Eleganti gozzi sorrentini che solcano i mari del mondo e rincorrono l’orizzonte. Ci sarebbe della poesia in tutto ciò se non si parlasse di soldi pubblici concessi ad un’azienda nautica per produrre proprio barche di lusso. Come se lo Stato decidesse di finanziare la produzione di Ferrari o Lamborghini. E in effetti la Ferrari lo Stato l’ha finanziata davvero, come racconto in “Mani Bucate”.

E’ accaduto a Torre Annunziata, in provincia di Napoli, territorio dichiarato area di crisi dove alla fine degli anni ’90 ha deciso di investire la holding Ferretti, quella che produce le ‘Ferrari del mare’. Yacht da milioni di euro che pochi al mondo possono permettersi. La Regione Campania vede nel settore nautico la chance di rilancio di quell’area industriale, dove ci sono centinaia di disoccupati da ricollocare e interi complessi ex siderurgici da riconvertire.

Il partner locale della Ferretti era l’Apreamare, storico marchio dell’omonima famiglia che dal 1848 produce i tipici gozzi sorrentini. Nel 2002 la svolta, con la firma di un contratto di programma che assegna al gruppo Aprea-Ferretti aiuti per ben 23 milioni di euro, a fronte di un investimento complessivo di quasi 50 milioni di euro. La metà del contributo pubblico – sotto forma di finanziamenti e agevolazioni fiscali – arriva direttamente dallo Stato, l’altra metà dalla Regione Campania. E’ proprio l’allora governatore Antonio Bassolino che nel 2002 partecipa alla posa della prima pietra, nel bel mezzo di una cerimonia con vip, fuochi d’artificio e musica dal vivo. A quasi dieci anni da quella presentazione in grande stile, non restano che molti capannoni vuoti e 165 dipendenti a braccia incrociate.

La holding Ferretti, intanto, dal marzo del 2010 ha deciso di mollare il socio Aprea e vendere alla stessa famiglia sorrentina le sue quote. Ferretti aveva fiutato l’arrivo della burrasca. E i ‘leggeri’ gozzi in legno sono stati travolti in pieno dalla crisi di mercato. Apreamare nell’ultimo anno ha fatto segnare una perdita di tre milioni e ottocentomila euro, ha visto crollare gli ordini ed è passata da un fatturato di oltre trenta milioni di euro l’anno a poco più di cinque. La cassa integrazione ora non basta più, servono i tagli al personale. Per un’azienda con queste perdite, 165 dipendenti sono – è il caso di dirlo – un lusso. Perderanno il posto, quindi, 75 tra operai e impiegati, che finiranno in mobilità, anticamera della disoccupazione. Apreamare scopre che all’orizzonte c’è il tramonto, ma almeno lo affronta col sorriso di chi grazie a cospicui finanziamenti pubblici almeno ha costruito un patrimonio immobiliare milionario, fatto di capannoni, una darsena per le manutenzioni delle barche e una vasca d’alaggio che possono pur sempre finire sul mercato.

Con quali garanzie sono stati concessi aiuti pubblici ad Apreamare bisognerebbe chiederlo anche alla Regione Campania, che ieri – mentre l’Unione industriali di Napoli comunicava che 75 lavoratori perderanno il posto – annunciava che entro fine anno saranno sbloccati 65 milioni di euro per nuovi contratti di programma. La giostra degli aiuti pubblici è pronta a ripartire come se nulla fosse accaduto.

 

Annunci

Tag: , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: