“MANI BUCATE” Conti (Enel): gli incentivi al solare costano 140 miliardi e servono per comprare pannelli cinesi (e il Pd risponde)

Clamoroso: l’amministratore delegato dell’Enel si scaglia contro i sussidi alla produzione di energia elettrica fotovoltaica dei quali una sua società, la Enel Green Power, è tra le maggiori beneficiarie italiane (ma incassa sussidi anche all’estero), come scrivo nel mio libro “Mani bucate” dove, per la prima volta, faccio l’elenco delle imprese beneficiarie (Edison, A2A, Acea, eccetera) e il relativo importo incassato.

In un’audizione alla Commissione Industria del Senato (nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla strategia energetica nazionale) Conti ha detto una grande verità: il meccanismo dei sussidi italiani non portano nessun vantaggio all’economia italiana ma servono per “acquistare pannelli cinesi” e a favorire gli interessi di «qualche istituzione che li sta finanziando». Conti è scatenato: «Si fa un gran parlare della necessità di avere una certa fonte rinnovabile e poco si parla di quanto costa. E il fotovoltaico”, ha detto Conti, “costa 140 miliardi di euro ai cittadini, è bene che si sappia».

La cifra è clamorosa e ancora più clamoroso è che a dirlo sia l’amministratore delegato della più grande azienda elettrica italiana. La cosa più grave, secondo Conti, è che l’esborso non garantisce «un’adeguata ricaduta tecnologica e occupazionale per l’Italia. «Gli incentivi al fotovoltaico costituiscono degli oneri crescenti e insostenibili a vantaggio di una tecnologia non italiana ma prevalentemente cinese».
Il presidente del comitato Ifi (Industrie fotovoltaiche italiane), Filippo Levati, non poteva non reagire. Secondo lui «finora l’Enel non ha compiuto passi precisi e significativi nella scelta degli approvvigionamenti e dei materiali delle proprie installazioni fotovoltaiche prodotti in Italia, ci auguriamo che questa dichiarazione di Conti sia un segno del cambiamento della politica di Enel». Anche Levati riconosce che c’è un problema di «corretta distribuzione dell’investimento in incentivi». Per il comitato, in altri termini, la soluzione non è rappresentata dalla riduzione o dal blocco degli incentivi, ma «la tutela e la difesa della qualità e della capacità innovativa dell’industria italiana».
Ma la dichiarazione che colpisce è quella del Pd: che gli industriali siano contrari a far risparmiare agli italiani 140 miliardi di euro di soldi che finiscono nelle loro tasche (salvo poi fare i liberali quando è conveniente, come racconto in “Mani bucate”, la prima inchiesta sui trasferimenti pubblici alle imprese private mantenute dallo Stato), è logico. Ma che sia il Pd a farlo è impressionante. Il senatore Francesco Ferrante, responsabile delle politiche relative ai cambiamenti climatici del Partito Democratico ha detto: «Quest’anno spenderemo non più di sei miliardi e le normative vigenti comunque prevedono tetti di spesa non superabili. L’ad dell’Enel usa ironie fuori luogo sulle possibilità occupazionali delle rinnovabili quando ormai in Italia sono oltre 100 mila gli occupati del settore. Conti se ne faccia una ragione ed entri anche lui nel nuovo millennio, perché il futuro è nell’efficienza energetica e nelle rinnovabili». Che non si sa quanto costino, a questo punto: 6, come dice il Pd o 140 come dice conti. E, in ogni caso, costassero anche solo 6 miliardi, come dice l’Authority il cui rapporto sui costi energetici ho sviscerato nel capitolo dedicato alle aziende elettriche mantenute dallo Stato, rappresentano comunque i sussidi più ricchi dell’intero pianeta prelevati direttamente dalle bollette delle famiglie italiane. Ma al Pd sembra vada bene così. Anche perché la “loro” politica energetica la fanno gli italiani.

 

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Una Risposta to ““MANI BUCATE” Conti (Enel): gli incentivi al solare costano 140 miliardi e servono per comprare pannelli cinesi (e il Pd risponde)”

  1. GeoLand Guest Bloggers Says:

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