“MANI BUCATE” Italia seconda in Europa nel 2010 per irregolarità nella concessione di aiuti di Stato alle imprese private

La Ue ha pubblicato il rapporto 2010 (disponibile a questo link) sulle irregolarità compiute dagli imprenditori degli Stati membri nell’ottenimento degli aiuti di Stato. Tanto per togliere la curiosità: l’Italia è ben piazzata al secondo posto. In tutt’Europa il numero delle irregolarità accertate l’anno scorso è salito a quota 10.332 rispetto alle 7.769 del 2009 mentre in valore assoluto le irregolarità valgono 1,8 miliardi di euro (1,27% dei fondi stanziati), a fronte di 1,4 miliardi di euro (1,13% dei fondi stanziati totali) nel 2009.

È importante, comunque, distinguere tra le frodi e le irregolarità: queste ultime sono spesso il risultato di errori commessi in buona fede dai beneficiari nell’adempiere agli obblighi di dichiarazione. Ad esempio, se una persona non indica correttamente le ore di lavoro dedicate ad un progetto commette un’irregolarità, così come se non vengono rispettate le norme per una data procedura di gara, richiedendo un numero troppo esiguo di offerte o accettando le offerte di candidati non idonei. Le frodi sono invece irregolarità commesse intenzionalmente che costituiscono reato e la cui reale incidenza finanziaria può essere quantificata solo una volta concluso il procedimento giudiziario. Detto questo, però, occorre anche sottolineare che in “Mani bucate” riporto altri dati, provenienti soprattutto dalle ispezioni della Corte dei Conti, che disegnano un quadro molto più allarmante. I magistrati contabili calabresi, ad esempio, hanno scoperto che nella regione gli aiuti di Stato a fondo perduto venivano dati addirittura cash. Un altro dato, secondo me più accurato, viene dall’Agenzia delle Entrate e dalla Guardia di Finanza: il 70% di tutte le irregolarità italiane compiute nei primi dieci mesi del 2010 si concentrano in Puglia, Calabria e Sicilia. Nello stesso periodo le Fiamme gialle hanno denunciato 185 persone per illegittimo ottenimento di 58 milioni di euro di aiuti all’agricoltura e 731 che ne avrebbero ricevuti 337 provenienti da altri fondi comunitari.

E veniamo ai dati del rapporto europeo riguardanti l’Italia: nel 2010 ha segnalato ben 1.706 casi tra irregolarità e frodi pari a una spesa di 277,6 milioni di euro. In classifica siamo secondi, dopo la Gran Bretagna (che ha 1927 casi) per numero di irregolarità e siamo secondi anche in relazione all’ammontare “irregolare” dopo la Repubblica ceca. 

 

I dati vanno confrontati con quelli del 2009. Secondo l’Olaf, l’organismo europeo che i occupa proprio delle irregolarità, in Italia ci sono stati 1491 casi di irregolarità che hanno coinvolto 422,9 milioni di euro di erogazioni. In anno, insomma, le irregolarità sono cresciute di 300 unità. E le possibilità di recuperare questo denaro sono scarse perché, secondo l’ex capo dell’Olaf, Nicholas Llet, «gli Stati membri perseguono solo il 7 per cento dei casi sospetti».

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