“MANI BUCATE” Nel 2012, 5 euro in più nella bolletta del gas per pagare i sussidi fotovoltaici

Aumenta il gas per finanziare i sussidi al solare termico. L’ultima novità italiana in fatto di energia verde è che la bolletta degli italiani subirà un aumento, sulla base dei consumi di una famiglia-tipo di circa 5 euro nel 2012 che crescono però a 25 euro l’anno al 2020, con un aggravio del 2,6% della spesa. Il motivo è semplice: occorre pagare le istallazioni fotovoltaiche che in maniera preponderante sono attualmente finanziate da prelievi diretti sulla bolletta elettrica. Già oggi, infatti, ogni famiglia italiana-tipo paga circa 34 euro all’anno in più rispetto a quanto consuma per pagare proprio gli incentivi verdi. La nuova versione dei sussidi verdi “salva” la bolletta elettrica e va a gravare su quella del gas nella quale tra pochi mesi, spunterà una voce di spesa ad hoc che prima non esisteva. Sulla bolletta elettrica questa voce ad hoc si chiama “oneri di sistema” che in “Mani bucate” ho scomposto in tutte le sue componenti.

Ovviamente sono partite immediatamente le proteste di chi viene danneggiato perché la regola fondamentale dei sussidi è che se c’è qualcuno che si avvantaggia dall’erogazione dei soldi pubblici, analogamente c’è sempre qualcuno che ci perde. In “Mani bucate” racconto l’incredibile caso del truciolato di legno. Essendo una fonte energetica rinnovabile, chi brucia il truciolato di legno viene incentivato e, con quei soldi, lo può comprare sul mercato ad un prezzo superiore rispetto ad altri utilizzatori. Ad esempio rispetto ai mobilifici che lo usano per costruire librerie, cucine, tavoli e via dicendo. Così l’entità del sussidio assicurato ad una fonte energetica rinnovabile riesce a incidere sul prezzo di una sedia.

In questo caso a protestare (oltre a Confindustria-Anima che fa parte di Confindustria che contesta il calo complessivo dell’entità dei sussidi) è stato il consorzio confindustriale Gas Intensive che riunisce le aziende gas-intensive, cioè le aziende che usano molto gas per mandare avanti la loro produzione: sono le imprese attive nel settore della carta, del vetro, dell’acciaio e della chimica. Il presidente del Consorzio, Paolo Culicchi, ha detto che esiste «il rischio di un’ulteriore perdita di competitività per le nostre imprese manifatturiere, con effetti dirompenti in alcuni casi per la loro stessa permanenza sul mercato, generato dall’incremento del costo complessivo di approvvigionamento del gas naturale, voce fondamentale dei nostri costi di produzione». In questo modo si innesca una spirale dalla quale non si esce più, perché se un’impresa che usa molto gas dovesse finire in crisi anche a causa degli aumentati costi di approvvigionamento, è ovvio che l’unica soluzione, per lei, sarebbe quella di chiedere allo Stato nuovi sussidi, come è successo e come racconto in “Mani bucate”. Un circolo vizioso.

 

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