“MANI BUCATE” Qualcosa si muove: tagliati 75 milioni ai contributi per l’editoria

Qualcosa si muove. La commissione Bilancio del Senato ha bocciato uno (dei molti) emendamenti che puntano al ripristino dei fondi per l’editoria. L’effetto è che viene confermato il taglio di 75milioni di Euro nel bilancio di previsione dello Stato. Ovviamente le urla dei mantenuti dalle tasse degli italiani non si sono fatte attendere nemmeno un minuto. “È un voto disastroso e sconcertante – ha detto il segretario della Federazione nazionale stampa italiana Franco Siddi – è incredibile l’insensibilità che si manifesta persino dopo che il tema del sostegno al pluralismo dell’informazione è stato considerato di grande rilevanza dal capo dello Stato e mentre anche il presidente del Senato ha preso in carico la questione. Si può ancora rimediare con la legge di stabilità, ma è evidente che il procedimento parlamentare in questa fase segna un punto negativo”. “Un altro colpo durissimo e antidemocratico è stato inferto all’informazione libera – ha spiegato Fulvio Fammoni, segretario confederale della Cgil – Evidentemente questa maggioranza di un governo che ormai ha fatto la sua storia non tollera l’espressione del libero pensiero e impone i tagli all’editoria come grimaldello per chiudere giornali e testate scomode. Questa decisione metterà ancora più in crisi cento testate e a rischio quattromila posti di lavoro tra giornalisti, poligrafici e indotto e che sono l’ossatura di una fetta rilevante di lettori di testate di partito, cooperative, non profit e di idee”.

Bene. Per Siddi e Fammoni le tasse degli italiani dovrebbero continuare a sostenere giornali come “Liberal”, quotidiano che vende 60 copie al giorno in tutt’Italia e che, per esprimere il suo libero pensiero, incassa tra i 900mila e i 2,5 milioni di euro l’anno. Per Siddi e Fammoni le tasse degli italiani dovrebbero continuare a mantenere Il Campanile Nuovo, organo dell’Udeur di Mastella (finito sui tavoli dei magistrati) che incassa circa 700mila euro l’anno. Per Siddi e Fammoni è giusto che “Suono Stereo Hi-Fi” incassi 221mila euro, che “Motocross” ne prenda 506mila, che “Chitarre” prenda 277mila euro e che due web tv, tutte e due del centrosinistra, RedTv e YouDem abbiano incassato negli anni scorsi 2,5 milioni circa di euro ciascuna e che Radio Radicali, dopo aver firmato un contratto di convenzione con lo Stato da 9,9 milioni di euro ne incassi altri 3,4 in quanto radio di partito per un totale 13,3 milioni ogni anno, più di un milione al mese proprio nel momento in cui Mario Monti sta già pensando come e cosa tagliare dell’enorme spesa pubblica per evitare il collasso, cioè il fallimento, dell’Italia. Questi sono costi che lo Stato non si può più permettere e tagliarli non è un segnale antidemocratico, ma sarebbe antidemocratico (contrario cioè al bene comune) non farlo.

Non aggiungo altro perchè mi sta già salendo la bile, così come mi è salita quando, scrivendo “Mani bucate” ho scoperto a chi davvero vanno i soldi pubblici per l’editoria e, soprattutto, quando ho scoperto i mille modi attraverso i quali giornali per nulla “scomodi”, come dice Fammoni, che nulla hanno a che vedere con il “pluralismo dell’informazione” come dice Siddi, hanno inventato per continuare a vivere alle spalle degli italiani.

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Una Risposta to ““MANI BUCATE” Qualcosa si muove: tagliati 75 milioni ai contributi per l’editoria”

  1. “MANI BUCATE” Manovra: salvati i sussidi all’editoria. Ma uno studio dimostra che quelli italiani sono buttati via « Mani bucate – Marco Cobianchi Says:

    […] Leo (Pdl) e Baretta (Pd) sono riusciti a resuscitare i sussidi alle imprese editoriali. Erano stati tagliati di 75 milioni di euro, ma la presa di posizione del presidente della Repubblica, Giorgio […]

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