“MANI BUCATE” Diventa ministro Fabrizio Barca, l’uomo che doveva salvare il Sud e ha fallito (e lui lo ammette)

Uno dei nomi più importanti del nuovo governo Monti è quello di Fabrizio Barca. Barca è stato l’inventore della Nuova Politica Regionale (Npr), cioè l’architettura legislativa che comprende i meccanismi attraverso i quali lo Stato ha speso i soldi pubblici a favore delle imprese private per lo sviluppo del Sud. Si tratta dei contratti d’area, dei patti territoriali e via dicendo che prevedono il coinvolgimento di imprenditori, sindacati e politici locali nella firma di un accordo, finanziato dallo Stato, per spendere soldi, nella maggior parte dei casi europei, a favore di un’iniziativa industriale.

Di tutto questo mi occupo molto in “Mani bucate”. Perché me ne ho scritto così tanto? Perché la Npr è stato un fallimento clamoroso. Gli strumenti inventati da Barca, con la collaborazione di Carlo Azeglio Ciampi e Giuseppe De Rita si sono rivelati perfettamente inutili per far crescere il Sud, sviluppare l’economia, valorizzare un’area del Mezzogiorno. Lo dicono decine e decine di rapporti che ho conslutato provenienti dalla Corte dei Conti, dalla Banca d’Italia e da centri studi indipendenti, che danno i numeri (i più importanti sono riportati nel libro) del flop della Npr. E dire che, nonostante questo, l’80% dei residenti al Sud vive in un’area nella quale è stato firmato un accordo territoriale della Npr.

E Barca sa benissimo di aver fallito. Nel 2009, cito da “Mani bucate”, ha posto una pietra tombale sopra la Npr, la sua creatura, con queste parole: “Ogni tentativo di manipolare l’economia e la società del Mezzogiorno con sussidi, gabbie salariali, imposte differenziali o esenzioni d’imposta è destinato ad attrarre le imprese e le teste peggiori, a richiamare investimenti e imprenditori “incassa e fuggi”. Per il nuovo responsabile della Coesione Territoriale, i sussidi alle imprese non servono e manipolare una realtà complessa come quella del Mezzogiorno con i miliardi di euro è perfettamente inutile. Bene, una buona partenza, semmai poteva capirlo prima di far spendere allo Stato “inutilmente” miliardi di euro, ma meglio tardi che mai. Ma Barca se la prende più che con i politici, con gli industriali. Nella stessa occasione (un convegno alla Banca d’Italia), disse che: “Fa poca differenza che ieri la Confindustria chiedesse ‘incentivi 488’ e oggi chieda ‘credito d’imposta’: sempre di vecchi, dannosi aiuti di Stato si tratta”. Insomma: abbiamo un ministro che non crede agli aiuti di Stato. Teoricamente dovrebbe tagliarli. Lo farà?

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20 Risposte to ““MANI BUCATE” Diventa ministro Fabrizio Barca, l’uomo che doveva salvare il Sud e ha fallito (e lui lo ammette)”

  1. Attento Says:

    Il lavoro fatto da Fabrizio Barca non può essere considerato un fallimento. Cobianchi forse non sa che dal 2008 Barca ha avuto l’incarico dalla Commissione Europea di ripensare e proporre la nuova Politica di Coesione per tutta l’Unione Europea dal 2014-2020. Nessun Paese d’Europa può vantare un Ministro per la Coesione Territoriale che è la mente della nuova Politica di Coesione Europea. Forse vale la pena di informarsi un po’ prima di dare giudizi.

  2. marcocobianchi Says:

    Sono io che consiglio a lei di informarsi. Legga il libro oppure vada a vedere che cosa dice la Banca d’Italia della Npr. Buongiorno.

  3. IL GOVERNO DEI BANCHIERI « Il Malpaese Says:

    […] anche una perplessità, che riguarda il nome di Fabrizio Barca, persona della quale mi sono occupato piuttosto diffusamente nel mio libro “Mani […]

  4. Ivan Says:

    Quel che dice marcobianchi sara’ anche vero ma io concordo con Attento. Chi mastica di politica di coesione e fondi strutturali sa benissimo che Fabrizio Barca e’ stato ed e’ considerato un luminare nel campo. Ho avuto il privilegio di lavorarci nel 2004 nel processo di definizione del quadro strategico nazionale ed i suoi interventi erano sempre lucidi e puntuali.

  5. marcocobianchi Says:

    Ivan: io porto fatti. E i fatti sono i rapporti della Corte dei Conti, della Banca d’Italia e, se non bastasse, le stesse parole di Barca che ha ammesso che la Npr non ha funzionato. Nel mio libro ci sono tutti gli elementi, forniti da organismi indipendenti, che permettono di farsi un’opinione sull’efficacia della Npr, perciò non è questione di essere d’accordo o no, ma di conoscere o meno i numeri. Faccio una domanda: dall’introduzione della Npr il Sud ha fatto significativi progressi per quanto riguarda la competitività o no? (prima di rispondere suggerisco di leggere anche gli ultimi due libri di Luca Ricolfi).

  6. IL GOVERNO DEI BANCHIERI | NEWS, notizie, informazione, politica, sport e attualità Says:

    […] anche una perplessità, che riguarda il nome di Fabrizio Barca, persona della quale mi sono occupato piuttosto diffusamente nel mio libro “Mani bucate”. Me ne […]

  7. Tex Willer Says:

    Caro Cobianchi, demolita la Npr (e immagino tutto quello che c’è stato prima), magari scrivendo un altro libro (che stavolta parli al cervello e non alla pancia), ci dai tu una ricetta di politica economica per il Sud che funzioni?

  8. marcocobianchi Says:

    Caro Tex. La Npr l’ha demolita Barca. La ricetta? Quella di Draghi: legalità legalità, legalità.

  9. Tex Willer Says:

    D’accordo. Ma è un prerequisto. Dovrebbe valere per tutto il Paese. Al Sud, diventa -in alcune aree- lotta alla criminalità organizzata (compresa zona grigia) per ristabilire l’autorità dello Stato. Tuttavia non basta. Servono politiche per rafforzare il sistema industriale (e potenziare il binomio turismo-cultura) attraverso il miglioramento della qualità nei servizi pubblici essenziali (giustizia, sanità, istruzione, mobilità, ecc.). Dare voice ai cittadini liberi di esigere i propri diritti e non sentirsi “fessi” ad adempiere i propri doveri. Che era l’obiettivo della Npr ed è proprio il programma Barca-Monti. Fiducia!

  10. marcocobianchi Says:

    Lei lo ha letto il libro? In Mani bucate spiego perchè i soldi dati al Mezzogiorno non sono serviti (quasi) a niente. Anche perchè finiscono anche alla mafia. Io ho molta fiducia nel futuro e proprio per questo guardo le cose semplicemente come stanno e non come vorrei che fossero.

    • Aman Says:

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  11. Tex Willer Says:

    Ho letto le valutazioni Bankitalia, OCSE, della Commissione Europea (relazione coesione), dei valutatori indipendenti dei programmi, del DPS (conti territoriali), della SVIMEZ, del Tagliacarne (infrastrutture) ecc.
    I soldi dati al sud negli ultimi 10 anni non sono serviti a nulla per mille motivi: il 90% riconducibili a fattori “esterni” alla Npr (che ne pensa per esempio delle responsabilità della classe politica meridionale o della stessa cd società civile?).
    La Npr ha avuto molti limiti. Ma ha indicato anche qualche antitodo per superarli. Leggerò il suo libro. Spero di trovarvi qualche spunto di prospettiva (oltre al citato richiamo all’onesta!). Non possiamo buttare il bambino con l’acqua sporca.
    Comunque grazie per lo scambio di idee. Chissà che, qualche volta, non ci si incontri per discutere del suo libro … in Arizona. Un saluto Tex

  12. marcocobianchi Says:

    In Arizona verrei comunque :-))
    Una nota non polemica: non si può dire che la Npr sarebbe andata bene se non ci fossero state condizioni esterne che l’hanno fatta fallire. Se non si prendono in considerazioni le condizioni esterne, ovvio che qualsiasi progetto fallisce. Certo che la Npr è fallita per l’insipienza dei politici, ecc… ecc… ma si sapeva benissimo la qualità del personale politico personale. Sulla carta la Npr è perfetta, portata nella realtà, un disastro. E questa lei la chiama programmazione? Questa è (stata) teoria. E Barca lo ha (onestamente) ammesso.

  13. antonio Says:

    vediamo ora come se la cava con l’Aquila

  14. marcocobianchi Says:

    Per il bene di L’Aquila e dell’Italia, io spero che il suo difficilissimo lavoro abbia successo.

  15. gianpietro Says:

    Gli incentivi che vengono dati ai produttori di energia elettrica fotovoltaica (che sono comunque soldi nostri) sono tra le cose più virtuose che potevano fare ( come in tutta europa del resto).
    Perchè altrimenti quanto ci sarebbe costato se avesse dovuto provvedere lo stato a rispettare gli obblighi comunitari 3,4 5 volte tanto??
    Oppure qualcuno ha ancora i pruriti del nucleare?
    ciao
    gp

  16. carlo Cornaggia Says:

    Egregio Cobianchi,
    se quella Signora Africana, Nobel per l’economia dice: che il dissesto dell’Africa sono gli aiuti della banca modiale e via dicendo, non dovrebbe essere difficile comprendere che ad aiuti senza merito, controllo o ad accesso soggettivo; corrisponde in larghissima parte un ritorno miserrimo. E in italia? Direi che è come per l’Africa, con l’aggravante che noi ci consideriamo… + civili?? Ma quando?
    Cambiando discorso, vedo che lei è una persona molto corretta, se ha voglia di scrivere un libro che potrebbe fare epoca, gli fornisco un pò di informazioni, gratis. Il titolo, “razionalizzare la corruzione” occhiello “come addomesticare il moloch pubblico senza traumi”
    Buona giornata, Carlo Cornaggia

  17. Marco Volante Says:

    Cornaggia, scusi ma il suo ultimo suggerimento poteva anche evitarlo

  18. maria trapani Says:

    Legga bene il rapporto di Banca Italia, incluso il saggio di Canali, Pellegrini, Magnani. Prima di condannare o assolvere Barca si preoccupi di citare con onestà e senza superficialità mistificatoria le fonti alle quali dice di far riferimento.
    Cordialità
    mt

  19. marcocobianchi Says:

    Lei è l’ennesima persona che mi accusa di voler condannare il ministro Barca. Comincio ad annoiarmi, e solo per cortesia le rispondo. E’ Barca stesso che dice quelle parole, non sono io. Lo ha detto lui che la Npr non ha funzionato, non io. Io ho riportato esattamente le sue parole, una dopo l’altra. E devo ammettere che non è facile trovare nella P.A. un funzionario di altissimo grado che ammette di aver sbagliato e per questo Barca, che non ho il piacere di conoscere, è il ministro che stimo di più. Se poi lei se la vuol prendere con chi riferisce un fatto piuttosto che analizzare il fatto (come ho fatto io e Barca), è un (grave) problema suo. E la prego di non darmi del superficiale o del mistificatore perchè, oltre che vagamente offensive, sono parole che definiscono meglio il suo post che il mio. “Le fonti alle quali dice di fare riferimento”, poi, è una frase supponente tipica di chi parla senza aver letto le fonti. Legga il libro e porga le sue scuse, tanto non le accetterò.
    P.S. I rapporti che lei cita li ho letti tutti con grande attenzione, discutendone anche con gli interessati.
    Marco Cobianchi

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