“MANI BUCATE” Ecco come fanno le imprese a incassare sussidi pubblici truffando lo Stato

Ecco la notizia nuda e cruda come l’ha battuta l’Adnkronos. Una percezione illecita di finanziamenti pubblici per oltre 100 mila euro e’ stata scoperta a Sava, in provincia di Taranto, da militari della Guardia di Finanza di Manduria. L’azienda agricola interessata ha ricevuto fondi in gran parte dall’Unione europea e in parte dalla Regione Puglia, che risultano quindi gli enti vittime delle truffe. Il titolare ha utilizzato come titoli di spesa fatture derivanti da operazioni inesistenti emesse da due società dello stesso comune per circa 165.000 euro. Inoltre è risultato che l’uomo era contemporaneamente anche rappresentante legale di una delle due aziende peraltro risultata cancellata dal registro delle imprese, della quale si avvaleva per emettere le fatture. La repressione di questi fenomeni avviene anche grazie alla collaborazione tra Fiamme Gialle e Regione Puglia. Sono state accertate violazioni di carattere penale nei confronti del titolare dell’azienda che ha percepito contributi concessi a sostegno degli investimenti. L’uomo deve rispondere di truffa aggravata, emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e falso ideologico.

Ora il commento. E’ assurdo che le truffe (questa è ancora presunta, ovviamente) a carico dei soldi pubblici vengano scoperte dai militari. Soprattutto in casi, come questo, nel quale il fondi siano stati incassati attraverso false fatture (sempre presunte, ovviamente). Perchè non sono i militari a dover scoprire truffe dopo che queste sono state realizzate, ma i meccanismi di erogazione stessi devono essere in grado di scoprire prima chi sta cercando di fare il furbo con i soldi pubblici. Cioè, in altre parole, ci vogliono i controlli. Soprattutto in certe aree del Paese se è vero, come racconto in “Mani bucate”, che secondo l’Agenzia delle entrate e la guardia di finanza, il 70 per cento di tutte le irregolarità italiane compiute nei primi dieci mesi del 2010 si concentrano in Puglia, Calabria e Sicilia. La Corte dei conti siciliana ha compiuto un’indagine nel 2008 sull’utilizzo dei fondi europei Fse. Nelle risultanze, che cito ampiamente nel capitolo dedicato proprio ai controlli sulle erogazioni, c’è scritto che le irregolarità emergono solo dai controlli “della guardia di finanza, dei carabinieri e nel corso di indagini giudiziarie” dato che “il Dipartimento formazione (della Regione, ndr) non ha contezza del fenomeno complessivo” perchè “la capacità di individuare irregolarità è sostanzialmente nulla”. E, a proposito del fondo agricolo Feoga, la Corte dice che “lo scorretto impiego dei finanziamenti a sostegno del settore agricolo ha assunto in Sicilia dimensioni allarmanti”. Prima facciamo fuori i politici dalla gestione dei soldi pubblici e meglio è.
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Una Risposta to ““MANI BUCATE” Ecco come fanno le imprese a incassare sussidi pubblici truffando lo Stato”

  1. paphos car rentals cyprus Says:

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