“MANI BUCATE” Ecco dove l’Europa può tagliare i suoi costi: 1,8 miliardi per il cinema!

L’iniquità della manovra è conclamata. Non ci piove proprio. Si può argomentare che i tempi erano stretti, che i mercati premevano, che lo spread… Ok, si può dire tutto questo, ma si può altrettanto ragionevolmente (e in modo difficile da smentire) che i soldi potevano effettivamente essere presi altrove che non dalle pensioni.
Chiunque abbia letto “Mani bucate” se ne è reso conto: ogni anno l’Italia versa alle imprese private (e, sottolineo, private) circa 30 miliardi di euro sotto forma di sussidi e quei sussidi sono stati intaccati in minima e irrilevante parte (75 milioni è il taglio previsto ai fondi per l’editoria, che poi è il settore più delicato). Ti tutti gli altri non si parla. E questo spiega perfettamente il motivo per il quale la Confindustria si è affrettata a dare il proprio via libera alla manovra da 30 miliardi di Mario Monti e del suo governo. I suoi trasferimenti restano intatti se non, come detto, scalfiti in minima parte.
Ma non è solo l’Italia a doversi mettere a dieta. Anche l’Europa, proprio quella che ha tentato l’altra notte di rimettersi disperatamente in piedi, dovrebbe iniziare a risparmiare. Come? Ad esempio riducendo lo stanziamento da 1,8 miliardi di euro (ho detto: 1,8 miliardi di euro tra il 2014 e il 2020) a favore dell’industria culturale in genere e cinematografica in particolare. Il programma, recentemente proposto e che ogni probabilità verrà approvato, si chiama “Europa creativa” e so già le critiche che mi pioveranno addosso per permettermi di criticare i troppi soldi dati alla cultura. Però, tra la pensione di quella signora che ha parlato a Servizio Pubblico ieri sera e un film di Nanni Moretti (che ha ottenuto fondi pubblici italiani ed europei praticamente per ogni suo film) io preferisco garantire alla signora una vita dignitosa. Moretti i soldi per i suoi film li può tranquillamente trovare sul libero mercato.
“Europa Creativa” stanzierà più di 900 milioni di euro a sostegno del settore cinematografico e audiovisivo e quasi 500 milioni di euro per il restante settore culturale. Non è finita: la Commissione europea, mentre non è riuscita a tenere in piedi un simulacro di governo europeo, ha deciso di stanziare altri 210 milioni per un nuovo strumento di garanzia finanziaria destinato a consentire ai piccoli operatori di accedere a prestiti bancari su un totale di quasi 1 miliardo di euro più un ulteriore stanziamento di altri 60 milioni.
Secondo le previsioni “Europa Creativa” consentirà a 300mila artisti e operatori culturali e alle loro opere di ricevere finanziamenti. Più di 1.000 film europei riceveranno un sostegno alla distribuzione. Almeno altre 2.500 sale cinematografiche europee riceveranno finanziamenti che consentiranno loro di assicurare che almeno il 50% dei film in esse proiettati siano europei (modello “quote di proiezione” in uso in epoca fascista). Più di 5.500 libri e altre opere letterarie riceveranno un sostegno alla traduzione.
I progetti finanziati dal programma raggiungeranno un pubblico di almeno 100 milioni di persone. Che andranno al cinema o compreranno un libro senza sapere che quell’opera culturale l’hanno già pagata con le loro tasse. Anzi, pardon, con le loro pensioni.

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