“MANI BUCATE” La Campania ammette: abbiamo speso 7,8 miliardi in sussidi e non sono serviti a nulla

La più limpida dimostrazione del motivo per il quale gli aiuti di Stato alle imprese private non servono assolutamente a nulla. Quello che segue è un estratto del discorso di Luciano Schifone, Presidente del Tavolo del Partenariato Economico e Sociale della Campania, l’organismo nato in seno alla Regione che riunisce le forze sociali, sindacali, economiche della Campania. Compito del tavolo è quello di individuare gli obiettivi di spoesa dei fondi (soprattutto europei) che la Regione ha a disposizione.

Poche settimane fa Schifone ha parlato dei risultati raggiunti dai fondi europei nella programmazione 2000-2006. Ecco che cosa ha detto (no comment): “Lascia un attimino perplessi il risultato dell’analisi di valutazione ex post del POR 2000-2006 effettuata dal Nucleo di Valutazione e Verifica degli Investimenti Pubblici guidato dall’Ing. Arturo Polese che rappresenta una conferma del perché nonostante i 7,8 miliardi di euro a nostra disposizione per quel periodo di programmazione, la situazione della nostra Regione sia rimasta sostanzialmente identica e non abbia fatto registrare alcun passo in avanti. E’ chiaro che, se del totale ben il 30% (2,3 miliardi di euro) è stato utilizzato per progetti coerenti (cosiddette sponde) ed il 16% (1,3 miliardi di euro) è finito in progetti non conclusi, il risultato non poteva essere che quello raggiunto anche perché il rimanente è stato frammentato in ben 31.000 interventi di cui circa 4.500 Fesr. Nell’un caso come nell’altro questo deve rappresentare un importantissimo insegnamento per il futuro. Intanto per non perdere le premialità relative agli Obiettivi di Servizio che, sebbene ridotte di due terzi, rappresentano pur sempre una somma meritevole di attenzione, e poi per evitare, come del resto si sta già provando a fare concentrando la spesa su pochi e significativi interventi, gli errori del passato”.

 P.S. Ai “progetti coerenti” dedico un intero capitolo di “Mani bucate” perché è qualche cosa di davvero divertente. I progetti coerenti sono quelli varati dallo Stato in una data Regione e che vengono finanziati non solo dallo Stato ma anche dalla Regione stessa quando quest’ultima non riesce a trovare progetti alternativi meritevoli di essere finanziati. Quando, cioè, la Regione non spende i soldi che ha, rischia di perderli e piuttosto che perderli, finanzia progetti non suoi. “Spondare” un progetto non è un male in sé, ma è un indice di “mal di spesa”, di incapacità di investire nello sviluppo. Come dimostra il caso della Campania. 

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