“MANI BUCATE” Il Pd fa outing: per Fassina bisogna dare più soldi alle imprese private

Il Pd è a favore dei sussidi alle imprese. Maniopolando, modificando, interpretando i dati, il responsabile economico del partito guidato da Pierluigi Bersani, Stefano Fassina, afferma che gli siuti di Stato alle aziende devono continuare. Anzi, aumentare. Perchè sono pochi.

E’ quanto scrive questa mattina “Italia Oggi” diretto da Pierluigi Magnaschi, in un articolo di Michele Arnese. In quell’articolo si spiega che nel Pd circola un documento, distribuito ai partecipanti alla conferenza sulla piccola e media impresa di Monza di fine novembre e preparato dallo stesso Fassina, che quantifica in (attenzione!) in 3 (tre) miliardi i sussidi all’industria e ai servizi alla produzione. Quando ho letto l’articolo non volevo credere ai miei occhi. La stima è vistosamente sbagliata e non posso credere che Fassina l’abbia avallata. E’ addirittura inferiore alla stima fatta dalla stessa Confindustria di 3,4 miliardi. Secondo il Pd, poi, quelli dati a fondo perduto, nel solo 2010, sono stati un’inezia: appena 2,7 miliardi di euro.

Secondo Arnese nel documento del Pd c’è scritto che questa stima è “coerente con quanto indicato dalla Dg Concorrenza dell’Unione europea nel suo rapporto annuo ufficiale”. Fassina dovrebbe sapere che quel rapporto prende in considerazione solo i soldi provenienti dall’Unione europea, non quelli che vengono distribuiti anche dalle amministrazioni statali di ogni singolo Paese. Vogliamo fare due conti?

Il rapporto del Dipartimento per lo Sviluppo del ministero non ha ancora (e vorrei sapere perchè) pubblicato i dati sulle erogazioni del 2010 e non ho idea su quali dati, quindi, Fassina possa affermare che sono solo 3 quelli effettivamente arrivati alle imprese. Però in “Mani bucate” cito un dato, che mi è stato fornito da una fonte più che attendibile, che indica in 9,5 miliardi i soldi dati alle imprese nel 2010. Questo dato, contenuto nel rapporto “secretato”, non è mai stato smentito.

Oltre a questi ci sono i soldi provenienti dalle disponibilità statali come, ad esempio, i fondi per l’editoria o i fondi per il Fus (Fondo Unico per lo Spettacolo). In entrambi i casi la stragrande maggioranza di quesi soldi vanno alle imprese. Poi ci sono i soldi per l’energia verde. Quei soldi, come spiego in “Mani bucate” non li considera mai nessuno e non li considera nemmeno Fassina. E non li considera nessuno perché sono soldi che non vengono erogati dallo Stato, ma dai cittadini attraverso un prelievo diretto nella loro bolletta. Dovrebbe saperlo, Fassina, visto che è stato il suo partito a volere che fosse indicata nella bolletta elettrica il prelievo a favore del sistema delle imprese elettriche “verdi”. Di quanto stiamo parlando? Stiamo parlando di qualcosa come 6 miliardi di euro nel 2011, secondo una stima dell’Authority per l’energia elettrica e il gas. Poi ci sono altri tipi di interventi che nessuno riesce a quantificare: sconti, incentivi, interventi fiscali di ogni tipo, che sfuggono a qualsiasi stima.

Complessivamente io scrivo che alle imprese italiane vanno ogni anno in media circa 30 miliardi di euro, 10 volte quello che stima Fassina. E la mia stima è basata, oltre che sull’osservazione della realtà concreta (due anni a leggere rapporti di spesa ufficiali, regionali, nazionali ed europei) sul fiume di soldi alle aziende, anche su uno studio dell’economista Mario Baldassari che poggia su basi molto solide. Attendo di leggere il paper di Fassina per vedere su quali basi poggia la sua stima.

Ma ciò che è importante è che il Pd abbia voluto politicamente schierarsi a favore dell’intervento pubblico in economia attraverso un aumento, dice l’articolo di Italia Oggi, della spesa pubblica a favore delle imprese private. Questo conferma che il centro-sinistra è a favore dei sussidi all’industria non solo e non tanto per una necessità “di sistema”, diciamo così, (cioè perchè in questo momento particolare occorre sostenere le imprese, e ci mancherebbe!) ma soprattutto perché pagare un’impresa è un modo per diventarne socio occulto, indirizzandone le decisioni. Il Pd non vuole un mercato competitivo, nel quale le imprese svolgano il loro mestiere di creare valore per tutti investendo nei mercati e nei settori che ritiene più convenienti o promettenti, vuole imprese pagate dallo Stato perché lo Stato possa indirizzarne le decisioni. Il Pd continuerebbe a pagare la Fiat per poter dire alla Fiat ciò che deve fare. Ed è impressionante che Fassina tiri fuori il suo studio nel corso di un incontro con degli imprenditori (quelli di Monza) per catturarne il consenso. Perché questo vorrebbe dire che il Pd sta facendo campagna elettorale con i soldi pubblici. Vecchia politica. Vecchia economia. Vecchio Fassina.

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