“MANI BUCATE” Operazione Ghost Chicken: 8,5 milioni a polli calabresi inesistenti

Mi sono sempre chiesto chi è il funzionario di Polizia che decide i nomi delle operazioni anticrimine. Comunque chi ha inventato “Ghost Chicken” è un genio. A Reggio Calabra sono state arrestate 4 persone e altre 23 sono state indagate per una truffa ai danni dello Stato tesa a incassare illegittimamente ben 8,5 milioni di euro di aiuti di Stato che dovevano servire per creare una serie di impianti di allevamento di polli. Ovviamente mai realizzati. Da qui il nome “Ghost Chicken”.
Le imprese coinvolte nel progetto si sono riunite in uno veicolo commerciale chiamato partnernariato che ha presentato l’istanza di ammissione ai contributi pubblici, proponendo il c.d. P.I.F. (Piano Integrato di Filiera), strumento, in linea generale, ritenuto idoneo dalla Regione ad attuare il POR Calabria- Parte FEOGA, 2000-2006. Il programma esisteva ed era formalmente perfetto, ma quegli 8,5 milioni di euro non sono serviti ad allevare un solo pollo. Ecco cosa dicono gli investigatori nel loro rapporto: “Il progetto di finanziamento POR Calabria 2000-2006 -Parte FEOGA- prevedeva, tra l’altro, la corresponsione di contributi nella misura del 45% delle spese sostenute, a favore degli imprenditori operanti nel settore dell’agricoltura o dell’allevamento di animali, che avessero realizzato investimenti strutturali volti a rendere più competitivi i loro prodotti, da comprovare con idonea documentazione (fatture di acquisto, dichiarazioni liberatorie di avvenuto pagamento, certificazioni di avvenuta realizzazione delle opere, ecc.). I preziosi esiti delle indagini bancarie e contabili, integrati da una mirata attività di riscontro presso le sedi delle imprese ammesse al progetto di finanziamento, hanno consentito di appurare la falsità della documentazione di spesa presentata alla Regione Calabria, da parte degli allevatori del partenariato, ammessi ai benefici comunitari”.
Mentre leggevo questa notizia mi sono venute in mente le conclusioni di un bello studio realizzato da ricercatori dell’Università della Calabria, proprio la Regione del “Ghost Chicken”.
Il working paper si intitola “L’impatto dei fondi strutturali in Italia” (Aiello e Pupo) ed è stato pubblicato nel 2009. La ricerca conclude una lunga analisi sull’impatto dei sussidi con queste parole: “Dal 1980 al 2007 il processo di convergenza tra le regioni italiane non sembra essere dipeso in modo significativo dalle politiche di coesione economico-sociale dell’Unione Europea. Questo risultato si riscontra nell’analisi della convergenza tra i redditi pro-capite regionali e, in misura maggiore, quando si considera la produttività del lavoro. Pertanto, i fondi strutturali, piuttosto che influire sulle variabili da cui dipendono le condizioni di offerta di lungo periodo, sono utilizzati per finalità prevalentemente ridistributive”. Altro da aggiungere?

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