“MANI BUCATE” I soldi alla Colacem di Gubbio

A proposito di contratti di programma. Nel marzo del 2005 anche uno dei maggiorin produttori italiani di cemento ne firmò uno. Si tratta della Colacem della famiglia Colaiacovo di Gubbio che si impegnò a costruire un nuovo stabilimento a Modica, in provincia di Ragusa. Dallo Stato arrivano 20,1 milioni di euro di agevolazioni. Dopo 4 anni, nel 2009, gli aiuti vennero però revocati su proposta del ministero dello Sviluppo Economico per una serie di inadempienze da parte dell’azienda tra le quali il mancato “ricevimento da parte della competente direzione del Ministero dello sviluppo economico della certificazione antimafia della società, nonché della documentazione comprovante il rilascio delle concessioni, autorizzazioni, licenze e del nulla osta delle amministrazioni pubbliche competenti”. I Colaiacovo ci misero una pietra sopra e si consolarono con i soldi ottenuti 5 anni prima grazie al contratto d’area del “Molise interno” (come se esistesse anche un Molise esterno). Fu firmato il 30 maggio del 2000 e riguardava la costruzione da parte della controllata Nuova Industria Molisane, di una nuova linea di produzione di clinker, componente base per la produzione di cemento, a Sesto Campano alla quale lo Stato ha partecipato con 15 milioni di euro a fondo perduto a fronte di investimenti privati di 65,8.

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5 Risposte to ““MANI BUCATE” I soldi alla Colacem di Gubbio”

  1. Luca Says:

    Salve sono un operaio Della Colacem di Modica, leggendo il vostro articolo mi sono indignato e non poco in quanto avendo vissuto in prima persona l’episodio , non riesco a capire a questo punto chi dica la verità ( la Colacem ha reso noto a noi operai altro).
    Potete dirmi se quello che avete scritto sia frutto di una fonte attendibile,se si di chi????
    Grazie

  2. klinker Says:

    Oggi sarebbe il piu’ grande e il piu’ moderno stabilimento della Colacem .. ve lo spiego io cos’e’ successo

    la documentazione comprovante il rilascio delle concessioni, autorizzazioni, licenze e del nulla osta delle amministrazioni pubbliche competenti, non arrivo’ mai al ministero per 2 motivi
    il primo perche’ nonostante gli svariati tentativi da parte della colacem di mettere le mani su certe concessioni minerarie e le generose promesse dei colaiacovo nei confronti di qualcuno in particolare , i politici modicani preferirono tirare ancora la corda chiedendo molto di piu’…
    il secondo ..perche’ qualcuno che in quei luoghi aveva altri interessi si accorse di questi movimenti poco leciti (corruzioni – concessioni minerarie su terreni sottoposti a vincoli paesaggistici- etc..) e denuncio’ l’accaduto innescando dei processi giudiziari che allungarono i tempi programmatici del piano industriale in modo assurdo
    le due cose provocarono nei colaiacovo una vera e propria antipatia per il territorio di modica , nel frattempo arrivo’ la crisi finanziaria e cosi’ decisero di dirottare gli investimenti (privati) x modica in canada (comprarono uno stabilimento)dove le ricerche di mercato offrivano piu’ opportunita’, perdendo i finanziamenti pubblici e rinunciando all’ambizioso progetto di Modica con export dal porto di pozzallo.
    Credo che a breve la colacem valutera’ se chiudere completamente il vecchio stabilimento a Modica perche’ i costi sono superiori al fatturato e perche’ a pochi Km esiste gia’ il nuovo stabilimento di Ragusa .
    La crisi ha avuto sicuramente le sue colpe ma diciamo che i modicani hanno fatto tutto il resto

    uno che ha vissuto la storia da vicino

    • Luca Says:

      Ciao klinker, come fai a dire ciò ?
      Sai che hai appena annunciato una imminente chiusura del sito di Modica ,
      Sei uno dei colaiacovo?
      In caso contrario smettila di dire grosse corbellerie!

  3. klinker Says:

    Il piano di sviluppo era faraonico ,il piu’ grande stabilimento COLACEM di tutta europa , avanzato dal punto di vista tecnlogico e all’avanguardia sul piano ecologico ,con il piu’ basso livello di emissioni in atmosfera.. avrebbe reso modica ancora piu’ grande e ci sarebbero state piu’ di 200 assunzioni tra diretto e indotto….talmente grande fu la meraviglia dei politici modicani che si misero in fila per “aiutare” ed ostacolare il progetto per il proprio tornaconto. Imponevano assunzioni e pretendevano “finanziamenti” che poi portarono il meccanismo burocratico ad incepparsi definitivamente con processi e cause di ogni genere…
    Tra i vari progetti interni di sviluppo professionale ,particolare fu quello applicato In quegli anni a Pozzallo coordinato dal dott. Angeli e dall’ing.Cardi’ …. i Colaiacovo ,consapevoli che l’esperienza sul campo e’ la migliore scuola , mandarono in incognito un loro uomo di fiducia infiltrandolo tra gli operai (credo nell’indotto) con l’obiettivo di selezionare e scegliere , (conoscendoli da vicino ) tra gli operai piu’ esperti chi avrebbe coordinato i futuri neo assunti e dunque i reparti del nuovo impianto (ben piu’ grande del vecchio) in seguito alla costruzione del nuovo stabilimento con annesse condutture portuali; Ando’ tutto a monte!
    Nessuna assunzione ,nessun nuovo impianto e addirittura chi conserva lo stipendio rischia di perdere anche il posto o di essere mandato chissa’ dove !
    Negli uffici di Gubbio non si parlo’ d’altro per mesi .. si dovette abbandonare il sogno dei Colaiacovo di rafforzare la produzione nazionale puntando al secondo posto tra i produttori nazionali…il ra
    mmarico per non aver realizzato il nuovo impianto porto’ a cambiare completamente i piani di sviluppo industriale guardando alle tratte commerciali internazionali e dunque all’espansione in altri paesi dove pare che sia molto piu’ semplice fare impresa e realizzare impianti con meno soldi e in minor tempo

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