“MANI BUCATE” Massimo Pugliese è tornato: dopo il crack Ixfin (15 milioni di sussidi spariti) ora punta al solare

Nel settore dell’elettronica e dei call center era finita in bancarotta. E ancor peggio era andata con il calcio, ma almeno li’ non c’erano in ballo circa trenta milioni di euro di fondi pubblici. Dopo una serie di fallimenti, processi e una condanna in primo grado a cinque anni l’imprenditore Massimo Pugliese, a capo del gruppo di famiglia, la Pufin, ci riprova con le energie rinnovabili. Gia’ da due anni e’ impegnato in investimenti nel campo del fotovoltaico. A fermarlo non e’ stato nemmeno il nefasto esito della vicenda Ixfin, azienda di Marcianise (Caserta) sprofondata in un mare di debiti nonostante la forte spinta dei finanziamenti statali. La famiglia di imprenditori di Frigento, in provincia di Avellino, archiviata quella vicenda (ma non i procedimenti giudiziari ancora in corso) ha intrapreso una seconda strada con l’acquisto dell’ex stabilimento Siemens di Avellino, diventato El.Ital, e della Flextronics di Saint’Etienne, trasformata in Elifrance. E ora l’obiettivo è puntato sull’Olanda. Il gruppo irpino ha annunciato di aver raggiunto un accordo con la Solland Solar per l’acquisto di un complesso industriale di celle in silicio policristallino. La Solland Solar, azienda tra i leader nella produzione di celle policristalline è anche il principale fornitore delle due controllate di Pufin. Quest’ultima, grazie all’operazione che consentirà di salvare 70 posti di lavoro, continuerà a produrre celle per gli stabilimenti di Avellino e Sant’Etienne, con possibilità di aumentare quote di mercato in Europa e non solo. L’Italia non puo’ augurarsi che questa volta tutto vada per il meglio. Magari riuscirebbe a recuperare da qualche parte i quindici milioni di euro di aiuti concessi nel 2006 a Ixfin, controllata proprio dalla Pufin dei Pugliese, con un fondo di garanzia relativo a un prestito di BancApulia. Il nostro Stato e’ gia’ finito nei guai, deferito dalla Commissione europea alla Corte di Giustizia, per non aver recuperato quei soldi. Anzi, secondo la Commissione, che si e’ espressa per ben due volte sulla questione dal 2009 ad oggi, il governo non avrebbe dovuto concedere una garanzia su investimenti rivelatisi fantasma. Senza contare che Massimo Pugliese, con la sua Maxfin, controllata a sua volta da Pufin, era gia’ stato coinvolto nel fallimento della Olit, ex Olivetti di Grugliasco, capogruppo della 3L Trading che per un periodo fu proprietaria dello stabilimento di Marcianise. In primo grado Pugliese e’ stato condannato a cinque anni per bancarotta. L’imprenditore irpino si e’ sempre proclamato innocente, ma intanto i fatti parlano di una serie di fallimenti, che coinvolgono anche l’Avellino Calcio, squadra di cui divento’ presidente. E anche il caso Ixfin, per il quale sono a processo altri amministratori e non Pugliese, si e’ chiuso nel 2006 con una bancarotta. Il risultato? Oggi i circa 700 lavoratori licenziati sopravvivono grazie al sussidio di mobilita’. Lo Stato ha bruciato almeno 30milioni di euro e probabilmente non li recuperera’ mai. E i Pugliese che fanno? Investono milioni di euro in Olanda. Facce troppo diverse della stessa medaglia.

Un’idea per recuperare quei soldi pubblici ci sarebbe. Mario Monti potrebbe averla a portata di mano: gli basterebbe bussare alla porta del ministro Piero Gnudi, che con il suo studio professionale di via Castiglione 21, a Bologna, e’ stato consulente della Pufin nelle ultime operazioni e chiedergli se abbia idea di dove siano finiti quei milioni di euro.

Non è la prima volta che nello studio Gnudi e associati transitano atti relativi ad aziende campane. Lì aveva sede la Yorik Srl,  il cui presidente era l’ex deputato di Forza Italia, Ilario Floresta. La società acquistò l’ex stabilimento Texas di Aversa (che aveva cambiato denominazione in Unicom), lo stesso che, dopo aver beneficiato dei soldi pubblici di un faraonico contratto di programma, passò di mano con una frequenza impressionante, fino ad arrivare alla Ixfin della famiglia Pugliese. Una volta dismesso il polo tecnologico della Texas e trasferita la produzione a Marcianise, la Yorik Srl puntava a realizzare ad Aversa un centro commerciale. Progetto poi frenato dal diniego di varianti urbanistiche da parte del Comune, da cui nacque un contenzioso davanti al Tar.

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2 Risposte to ““MANI BUCATE” Massimo Pugliese è tornato: dopo il crack Ixfin (15 milioni di sussidi spariti) ora punta al solare”

  1. antonio Says:

    che merdaccia

  2. federico Says:

    ma quando lo mettono dietro le sbarre e buttono le chiavi?

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