“MANI BUCATE” Elettricità: il governo alza a 7 miliardi gli incentivi agli industriali “verdi” non fotovoltaici. Contenti?

Entro giugno si terrà la prima asta per l’assegnazione
degli incentivi agli impianti rinnovabili non fotovoltaici superiori a 5 MW di potenza. Lo scopo è quello di incentivare dal 2013 al 2015 circa 1.850 MW
 di 
energia eolica a terra, 680 MW di offshore (ora in Italia non esiste un solo impianto offshore, nonostante i tanti tentativi di costruirne uno), 150 MW di idroelettrico, 60 MW di
geotermico e 180 MW di biomasse, biogas e bioliquidi sostenibili.

Quest’asta avrebbe dovuta tenersi a novembre, ma il cambio di governo ha provocato il rinvio della procedura. Ma il punto non è questo: l’asta punta a incentivare una quantità di energia elettrica “verde” pari a una spesa cumulata annua compresa tra i 6 e i 
7 
miliardi di euro (cui si dovranno aggiungere i 6-7 miliardi previsti
 per il
 solare). Ripeto perché vorrei che fosse chiaro: nei tre anni tra il 2013 e il 2015 gli italiani pagheranno una quota di incentivi ai produttori di energia elettrica verde non solare di 6-7 miliardi ai quali si aggiungono circa altri 7 miliardi l’anno solo per l’energia prodotta dagli impianti fotovoltaici. Siccome gli incentivi a questi ultimi dovrebbero scemare nel corso degli anni, cioè dal 2014 in poi, non voglio fare previsioni per la spesa complessiva: troppe variabili in gioco. Però per il 2013 stiamo parlando di un’incentivazione totale agli industriali verdi di qualcosa come 12-14 miliardi di euro.

Ok, quella che sta circolando in questi giorni è una bozza del provvedimento che indice l’asta, però se fosse confermata si potrebbe parlare di un regalo spaventoso del nuovo governo agli industriali, proprio mentre in un’altra stanza dello stesso esecutivo si sta cercando di trovare il modo per ridurre gli aiuti di Stato a favore delle imprese industriali “normali”. In effetti i sussidi verdi rappresentano una quota enorme del totale dei sussidi alle imprese private (e non solo: anche Enel Green Power li incassa) ed è per questo che ho dedicato uno dei capitoli più corposi di “Mani bucate” proprio a questi industriali mantenuti con i soldi prelevati diretti dalla bolletta degli italiani. Ovviamente destinati ad aumentare.

Si tratta di una cifra molto più generosa di quella indicata dal governo
 Berlusconi: all’epoca, infatti, il tetto di spesa era stato fissato, per l’elettricità verde non fotovoltaica, di una spesa massima di 5-5,5 miliardi di euro. E per quanti anni durerà questo incentivo? Diciamo che dal 2013, per tutte le nuove installazioni, verrà abbandonato l’attuale meccanismo dei Certificati verdi e si passerà al sussidio basato alla produzione effettiva. Per l’eolico l’incentivo durerà 20 anni e per quello offshore 25 anni, per l’idroelettrico tra 25 e 30 anni.

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4 Risposte to ““MANI BUCATE” Elettricità: il governo alza a 7 miliardi gli incentivi agli industriali “verdi” non fotovoltaici. Contenti?”

  1. Riccardo Tommasini Says:

    Come direbbe Totò ” … e io pago”!!!

  2. Stefano Says:

    Non ho capito bene. E´un male se questi incentivi sono diretti agli industriali affinché convertano i loro impianti in modo da produrre energia pulita? Certo si tratta di cifre enormi, forse si poteva fare di meno, però nel corso della storia italiana sono stati buttati via soldi per ragioni molto meno nobili, o mi sbaglio?

  3. marcocobianchi Says:

    No, non si sbaglia. I soldi i gioco sono semplicemente troppi. Ma, a quanto si sa, il governo Monti sembra intenzionato a rivedere la spesa pubblica per le energie verdi.

  4. mastroianni carlo Says:

    E’ pur vero che ci sono degli incentivi relativamente interessanti. ma
    mi risulta che il risultato finale dell’intera ativita presenti valori ambientali molto significativi e positivi per la ns esistenza e per la ns vita. Pertanto anche se con un po di entusiasmo dico: viva tutto cio che sostiene la vita e l’ambiente : viva ” LE FONTI RINNOVABILI”

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