“MANI BUCATE” Gli aiuti di Stato continuano ad arrivare nelle mani sbagliate

Quando piovono soldi pubblici anche la mafia ci guadagna. La criminalità organizzata si infiltra nel sistema di erogazione dei sussidi, attraverso le cosiddette “teste di legno” oppure in prima persona, con boss trasformati in imprenditori.
Ai piedi dell’Etna le aziende agricole diventano la maschera buona dietro cui nascondere gli interessi malavitosi. L’Olaf, organismo europeo che vigila sulle irregolarità nell’erogazione dei soldi pubblici, si è soffermato su queste anomalie del sistema. Nel 2009 irregolarità di questo tipo in Italia sono state 1.491 ed hanno coinvolto capitali per 422,9 milioni di euro.
Si tratta di deviazioni del sistema, che secondo l’Agenzia delle entrate e la guardia di finanza si concentrano per il 70% nelle regioni del Sud, tra cui Puglia, Calabria e Sicilia. Nel solo 2010 – come scrivo in “Mani Bucate” – i finanzieri hanno denunciato 185 persone per illegittimo ottenimento di 58 milioni di euro di aiuti all’agricoltura e altre 731 persone per aver intascato 337 milioni di euro provenienti da altri fondi comunitari.
Ma non basta: l’Agea,  Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura, da cinque anni chiede la restituzione di 161mila euro ad un pregiudicato di Villarosa, in provincia di Enna, che grazie ad una truffa era riuscito ad ottenere il contributo. Si tratta di Furbo Maurizio Nicosia, che nel 2011 ha aggiunto una condanna per truffa ai danni dell’Unione europea a quelle per associazione a delinquere e traffico di droga.
L’Agea ha provato prima con un’ingiunzione di pagamento, poi con un’istanza alla Corte dei Conti. La magistratura contabile, con una sentenza pubblicata pochi giorni fa, ha dichiarato inammissibile il procedimento. In presenza di un contenzioso civile tra l’Agenzia e un truffatore, sarebbe superflua una condanna per danno erariale. Davanti alle richieste di restituzione dei soldi pubblici, però, Maurizio Nicosia non ha mai ottemperato.
Dal 2003 al 2006 il pregiudicato siciliano ha ottenuto incentivi dalla Comunità europea attraverso il fondo europeo agricolo di orientamento e garanzia (Feaog) per ristrutturare il suo allevamento di bestiame. Tentava di ripulirsi la fedina penale? Per passare dal narcotraffico (condannato a otto anni di carcere) all’allevamento di capre e pecore aveva pensato bene di utilizzare la spintarella degli aiuti pubblici. Per ottenerli, però, Nicosia utilizzò uno stratagemma: nella pratica per ottenere quei soldi dichiarò di non essere sottoposto ad alcuna misura di prevenzione. Falso, perché nel 2004 era stato condannato per associazione a delinquere e traffico di droga nell’ambito dell’inchiesta “Scarface” e sottoposto per tre anni di sorveglianza speciale. Nicosia ha dichiarato di non aver mai firmato quella richiesta ed ha chiesto la perizia calligrafica. I soldi, però, quelli sì che li ha incassati. E ora lo Stato vuole capire dove siano finiti.

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Una Risposta to ““MANI BUCATE” Gli aiuti di Stato continuano ad arrivare nelle mani sbagliate”

  1. Nur Says:

    – Love them! Its great to see which ones were your faves. We had a blast with you guys! But can’t believe we came after India

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