“MANI BUCATE” La differenza “solare” tra Germania e Italia

Prendo in prestito da Libertiamo questo articolo scritto da Giovanni Boggero. Spiega che la Germania vuole tagliare i sussidi pubblici all’energia eolica. Da leggere tutto facendo particolare attenzione ad un numero: 8 miliardi. E’ questo è costato ai tedeschi aiutare i propri produttori solari. Una cifra spaventosa, è vero, ma c’è una differenza con l’Italia. Anche noi, infatti sussidiamo l’energia solare, ma, a differenza della Germania, non siamo stati capaci, a causa del meccanismo di concessione dei sussidi,  di creare una filiera industriale attorno ai pannelli e così finisce che compriamo quelli fabbricati in Germania e in Asia. Ecco perchè, anche se la Germania riducesse gli incentivi, i danni all’industria “solare” tedesca sarebbero meno devastanti di quello che preconizzano i Verdi. Perchè tanto i loro pannelli, li compriamo noi.

“Da qualche settimana il Ministro dell’Economia del governo cristiano-liberale, Philipp Rösler (FDP), è diventato il bersaglio dell’opposizione rosso-verde per la sua proposta di tornare a tagliare gli incentivi per la produzione di energia dal sole.

Mai come nel 2011 sono infatti stati collegati così tanti impianti fotovoltaici alla rete elettrica (circa 7500 Megawatt). E ciò, oltre ad aver marginalmente contribuito a diversificare il mix energetico della Repubblica Federale il cui fabbisogno energetico è coperto oggi per appena il 3,5% dal solare, ha causato un pesante aggravio per le tasche dei consumatori tedeschi.

Stando alla legge per lo sviluppo delle energie rinnovabili (EEG), le famiglie e le imprese possono infatti rivendere l’energia non consumata alle utilities locali ad un prezzo superiore a quello di mercato (ci si aggira attualmente intorno ai 27 centesimi al kilowattora). Anche l’energia non rimessa in rete viene remunerata, ma a tariffe più basse.

Dall’inizio della legislatura il nuovo Governo ha disposto la riduzione dei prezzi di favore, scaglionandola in più fasi tra 2011 e 2012. Ma i costi per i consumatori non sono affatto diminuiti, se è vero che l’anno passato la parte della bolletta sulla quale si scarica il barile delle sovvenzioni (EEG-Umlage) ha registrato vertiginosi aumenti.

Stando ad alcuni calcoli dell’istituto di ricerca economica (RWI) l’entità dei sussidi ammonterebbe ad 8 miliardi per l’anno passato e a circa 100 se si sommano gli aiuti dall’entrata in vigore dei primi meccanismi di incentivazione una ventina di anni fa.

L’esecutivo ha in mente di ridurre il peso sulle bollette a 3,5 centesimi per kilowattora ed eventualmentedisegnare uno schema di incentivi che ne preveda una diminuzione a seconda di quale sia il numero di impianti che vengono collegati alla rete. Una formula che piace però solo al Ministro dell’Ambiente, il democristiano e protetto della Cancelliera, Norbert Röttgen, ma non ai liberali, né alle associazioni dei consumatori che vorrebbero un taglio netto di altri 15 centesimi per kilowattora.

Anche Michael Fuchs, che fa parte dell’ala liberale dei cristianodemocratici, è indignato: “Non è possibile cheil 50% degli incentivi finisca al solare, che contribuisce solo in misura marginale a coprire il nostro fabbisogno energetico!“.

L’approvazione del taglio alle sovvenzioni per il fotovoltaico deciso dal Parlamento tedesco nell’agosto del 2010 è infatti stato solo il primo passo verso la definitiva cancellazione dei sussidi, prevista entro il 2030.Al proposito, gli strepiti degli ambientalisti sono del tutto ingiustificati, tanto più alla luce dei grafici e delle tabelle che gli stessi ecologisti amano esibire per dimostrare che ormai il solare è sempre più concorrenziale.

Delle due l’una. O il solare è competitivo e allora i sussidi non servono più e vanno pian piano ridotti.Oppure il solare non è competitivo – e le recenti difficoltà del settore anche in terra tedesca starebbero lì a dimostrarlo – e perciò si vuole che continui a rimanere a carico di tutti i contribuenti. Tertium non datur”.

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6 Risposte to ““MANI BUCATE” La differenza “solare” tra Germania e Italia”

  1. fausto Says:

    Tertium datur!

    Il fotovoltaico abbatte il costo del kWh marginale; in pratica fa abbassare sensibilmente il consumo di petrolio e gas nelle ore di richiesta massima. Questo beneficio esterno sembra pesare ben più del costo in incentivi, ma si tratta di una verità che viene tenuta nascosta.

    Ovviamente i gruppi d’affari che hanno scelto di fare quattrini con centrali a gas “veloci” non vogliono avere tra i piedi un concorrente che scippa loro il lucrativo mercato elettrico delle ore di massima richiesta. Significa che le banche che hanno finanziato turbine senza ciclo a vapore in coda perdono interessi e quattrini. Mi pare assolutamente logico che cerchino di evitarlo.

    Quello che non è logico è che i cittadini non vogliano difendere i propri interessi.

  2. Alex Says:

    Le aziende italiane produttrici di impianti fotovoltaici ci sono (la MEMC di Merano ad esempio). Costano di più, ma hanno maggiore qualità di quelli cinesi.
    Enti che puntano sull’efficienza energetica, come la Provincia di Bolzano cercano di accelerare le trattative per la creazione di un collegamento con la rete austriaca, che consentirebbe non solo alla MEMC a molte altre aziende altoatesine, di abbattere il costo dell’energia.

    Non capisco perché l’autore di “mani bucate” non citi MAI tutte le altre voci della bolletta energetica: scopriremmo che finanziamo anche lo smaltimento delle scorie nucleari delle 3 centrali dismesse, gli inceneritori, le energie “assimilate” alle rinnovabili come il carbone pulito (!!!).

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