INTERMEZZO Il senso di Travaglio per gli sprechi

Criticando (tanto per criticare) la nomina di Enrico Bondi a commissario per il taglio agli sprechi, Marco Travaglio se ne esce con una frase sorprendente: scuola e giustizia “non sono aziende e non si misurano con la partita doppia”. Ecco: sono frasi come queste che hanno permesso a scuola e giustizia di fallire l’obiettivo della loro esistenza in vita, dare una buona formazione la prima, dare giustizia la seconda. E’ proprio per un 68ismo d’accatto che alla scuola è stata cambiata la ragione sociale da luogo di preparazione ad un lavoro (lavoro: espressione di sé) a luogo nel quale la qualità della formazione si è trasformata in una variabile indipendente.

E’ vero il contrario: scuola e giustizia devono ricominciare ad essere valutati proprio con il metodo della partita doppia nella quale tra i ricavi va iscritta la qualità dell’insegnamento e la sua conformità o meno agli standard qualitativi delle migliori scuole del mondo. Nel caso che questi obiettivi non vengano raggiunti, semplicemente, quella scuola va chiusa.

Se anche la giustizia non viene valutata con il metodo della partita doppia restano solo le proposte dell’ex ministro della Giustizia, Mastella, che Travaglio cita (non ci volevo credere mentre lo leggevo) come un ministro che avrebbe voluto risparmiare sui costi della macchina giudiziaria e per questo ha nominato una commissione di tre esperti (i magistrati Davigo, Greco e Ielo, approposito, perché nessun avvocato?) che gli ha sì suggerito delle misure da adottare, salvo poi che quelle proposte non sono mai state approvate dal Parlamento. Tra queste anche quella di abolire la carta nei Tribunali. Spero nessuno lo prenda sul serio… Mastella, che nomina una commissione anti-sprechi per non prendere decisioni anti-sprechi, diventa con Travaglio un campione anti-sprechi, mica Bondi. Non voglio nemmeno pensare cosa sarebbe successo a Montedison e Parmalat guidate da Mastella.

Ragionare di giustizia in termini di partita doppia vuol dire fare l’unica cosa necessaria subito: accorpare i distretti giudiziari, come ha in mente di fare il ministro Severino. Travaglio, che non cita questa tra le misure da adottare nonostante siano gli stessi magistrati a chiederlo, preferisce ritornare a Mastella.

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