MANI BUCATE Cinesicilia e l’incredibile storia dei sussidi pubblici a Baaria di Giuseppe Tornatore

Lo Stato ha 70 (oppure 80, o magari 100, sarebbe bello saperlo) miliardi di debiti con le imprese private. Questi debiti riguardano tutte le articolazioni del pubblico, ovvero: ministeri centrali, Asl e anche enti territoriali come, ad esempio, Cinesicilia. Il nome dice già tutto: si tratta di una società nata nel 2009 e che è controllata dalla Regione Sicilia che aveva come mission quella di attirare nell’isola grandi produzioni cinematografiche. Come? Pagando i produttori. Non è un’idea molto originale: in “Mani bucate” di storie come queste ne racconto a decine. Uno va a vedere un film al cinema pensando che l’abbia prodotto una società privata scegliendo i migliori attori, il miglior regista, il miglior sceneggiatore e, naturalmente, la miglior location e invece si scopre che a pagare è stata di volta in volta, lo Stato, la Regione o l’Europa con dei fondi propri. Nanni Moretti, ad esempio, è un maestro ad accedere ai soldi della Ue.

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Una scena del film “Baaria” di Giuseppe Tornatore

Ma torniamo a Cinesicilia. La prima casa di produzione cinematografica che accettò la proposta fu, nel 2009, Medusa che decise di produrre in Sicilia “Baaria”, il colossal di Tornatore. Cinesicilia stipulò un contratto in base al quale si impegnava a dare alla società 4 milioni di euro. Da allora tutto tace. Medusa ha rispettato i patti: ha prodotto il film, gli ha fatto inaugurare il festival del cinema di Venezia con tanto di festa esclusiva, ha fatto la promozione, come era scritto nel contratto, ma da Cinesicilia, controllata dall’assessorato ai beni culturali, nemmeno una parola. Poi la società dell’isola, dall’assessorato ai beni culturali, è passata sotto la responsabilità dell’assessorato al Turismo, guidato allora dal finiano Daniela Tranchida. Il passaggio di responsabilità sulla “cassa” di Cinesicilia avviene praticamente in contemporanea con la rottura tra Fini e Berlusconi. Sarà forse per questo che Tramchida non rispetta il contratto? Difficile saperlo, sta di fatto che dal 2010 Cinesicilia non è riuscita ad attirare nessun’altra grande (e nemmeno piccola) produzione cinematografica. Sta di fatto che ancora oggi Medusa sta aspettando di ottenere quanto pattuito: 4 milioni di euro per ottenere i quali ha realizzato tutto quanto scritto nel contratto. Per filo e per segno.

Una storia esemplare di come, da una parte, le articolazioni statali riescano in poco tempo a creare debito e, dall’altro, di come gli aiuti di Stato riescano a fare danni. Se al posto di Medusa ci fosse stata una piccola casa di produzione cinematografica, beh… avrebbe fatto in tempo a fallire aspettando che Cisicilia rispettasse il contratto. Quindi si può dire che gli aiuti di Stato fanno fallire le imprese? Sì, si può dire.

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