Pisapia tradisce il suo programma elettorale (ed è una buona notizia)

E alla fine, dopo almeno due anni di tribolazioni, fughe in avanti e improvvise retromarce (oltre alla tradizionale inchiesta della magistratura), la Sea sarà privatizzata. Della società pubblica milanese che controlla ben tre aeroporti (Linate, Malpensa e Orio) il Comune di Milano collocherà in Borsa almeno il 25% rispetto al 54,8% che ora possiede. Palazzo Marino perderà la maggioranza assoluta, e questo è un bene, anche se la concorrenza tra i tre scali sarà una chimera, visto che continueranno ad appartenere tutti e tre ad uno stesso soggetto.

La ragione che ha portato Giuliano Pisapia a cedere la società è essenzialmente economico, ovvero: fare cassa. Dalla cessione dei titoli Pisapia e l’assessore Bruno Tabacci, contano di incassare 300 milioni di euro. Bene che un comune venda i propri asset se ha bisogno di soldi. Meglio sarebbe che si impegnasse con ancora maggiore decisione di quanto non abbia fatto finora nella riduzione delle spese, ma non pretendiamo troppo.

Questa vicenda insegna però un’altra cosa, assai più importante. E cioè che i candidati dovrebbe essere molto più prudenti quando, in campagna elettorale, si lanciano in promesse che sanno non potranno essere mantenute. Pisapia aveva promesso, nel maggio del 2011, che Sea non sarebbe stata venduta perchè “strategica”. Un assist per raccogliere voti dalla parte più conservatrice della sinistra milanese, alla quale aveva addirittura assicurato che nel consiglio d’amministrazione sarebbero entrati rappresentanti dei cittadini. Anzi: aveva progettato addirittura la nascita di una specie di “Assessorato alle Partecipazioni Comunali”, versione in sedicesimo dell’indimenticabile “Ministero delle Partecipazioni Statali”. Ecco il brano del programma elettorale di Pisapia in cui si parla delle partecipate comunali:

 

Tra le partecipate del Comune di Milano appare evidente la rilevanza strategica di A2A (peraltro una vera e propria multinazionale), ATM e SEA in termini di settori di appartenenza e di presenza territoriale. Da ciascuna di queste partecipate emergono alcuni punti di forza quali: il dividendo (A2A), la generazione di cassa (ATM) ed il ritorno sul capitale (SEA). Ma anche criticità quali: l’elevato livello d’indebitamento, la necessità di investimenti per migliorare il servizio pubblico e la modesta efficienza operativa, se raffrontata con operatori simili.

(…)

Noi vogliamo innanzitutto affermare buona amministrazione e gestione corretta. Per le partecipate ritenute strategiche il Comune di Milano deve sviluppare una funzione d’indirizzo strategico, gestionale e di controllo. Per questo va nuovamente istituito un competente e ben strutturato organismo interno al Comune, in staff al Sindaco, o ad un grande Assessorato per il Nuovo Sviluppo Economico con deleghe di indirizzo e controllo sulle partecipate. Occorre anche promuovere forme di coinvolgimento della cittadinanza e dei dipendenti, attraverso modelli di governance duale delle aziende che operano in regime di monopolio (ATM, MM, SEA).

A poco più di un anno dall’elezione, Pisapia fa marcia indietro. Ed è una buona notizia. Francamente di “un grande Assessorato per il Nuovo Sviluppo Economico con deleghe di indirizzo e controllo sulle partecipate” non se ne sentiva affatto l’urgenza. La marcia indietro è una buona notizia prima di tutto perchè privatizzare asset che non sono strategici (contrariamente a quanto scriveva Pisapia un anno fa) è sempre una decisione da guardare con favore. E, in secondo luogo, perchè per una volta la realtà, cioè i debiti del Comune e la necessità di fare cassa, si è imposta sull’ideologia.

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2 Risposte to “Pisapia tradisce il suo programma elettorale (ed è una buona notizia)”

  1. davide Says:

    Caro Marco Cobianchi,

    fammi capire bene: dici dapprima che Pisapia è un bugiardo perché non ha rispettato il suo programma… però poi dici di essere d’accordo con lui perchè ha preso la decisione giusta.. quindi qual è il tuo giudizio ultimo??

    forse dovresti cambiare il titolo e scrivere “migliora” al posto di “tradire”: il tradimento porta a qualcosa di negativo… se il suo cambio è volto al meglio significa che migliora il suo programma!

    ma la tentazione di criticare è sempre così forte vero?!? o è più difficile ammettere una buona scelta di un “avversario politico”?

    • Marco Cobianchi Says:

      Il mio giudizio è molto chiaro: bene che abbia tradito il suo programma. (Ma se l’avessi votato sarei piuttosto inc…).

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