“Fermare il declino” vuole perdere e poi dare la colpa agli italiani

Cari promotori di “Fermare il declino”

c’è una cosa che mi fa innervosire più dell’affare Fiorito. Ed è che il suo antidoto, che siete voi, fallirà. Sì: “Fermare il declino” perderà. Non ho idea se vi vogliate presentare alle elezioni, se volete creare solo un movimento di opinione, se volete scuotere le masse dal loro torpore, insomma, non mi è per niente chiaro che cosa volete fare, ma so per certo che se continuate così perderete in qualsiasi cosa abbiate in mente di fare.

Se, come mi sembra, avete intenzione di presentarvi (o voi direttamente o persone da voi sostenute) alle prossime elezioni politiche voi non vi avvicinerete nemmeno lontanamente alla soglia di sbarramento del 5%. E anche se deciderete di allearvi, federarvi, fondervi o non so cosa con “Italia Futura” di Montezemolo o con chissà quale altro movimento liberale, comunque credo che anche in quel caso l’unica soglia che supererete sarà quella, perfettamente inutile, della testimonianza.

Ma non è questo il punto. Il punto è che di questa sconfitta voi darete la colpa a noi, agli italiani. Non so se sia una strategia, ma sono certo che voi accuserete i soliti italiani retrogradi, cafoni, assistiti e mammoni, di non avervi capito, di non avervi sostenuto, insomma, di non avervi votato. Voi non state facendo nulla per vincere: questa è la verità. E la cosa mi fa tremendamente incazzare perché voi siete i più preparati per assumere un ruolo di rilievo nella guida del Paese. Con Oscar Giannino e Michele Boldrin io ho poco a che fare. Siete degli estremisti a volte perfino pericolosi, siete troppo spesso inclini a credere che le teorie, se ben applicate, funzionino senza se e senza ma e avete fatto dell’economia una scienza naturale, cosa che, ovviamente non è, ma non lo volete ammettere. Siete troppo spesso acriticamente dalla parte dei “produttori” e la vostra fede nelle virtù sempre, ovunque, in ogni tempo e in ogni luogo, nel libero mercato, che deve adattarsi alle contingenze della realtà, vi fa assomigliare a dei vescovi che predicano una religione che non esiste. Ma nonostante questo io non ho dubbi che, per il momento, voi siate quelli con le ricette più adeguate per, appunto, “Fermare il declino”.

Perciò è insopportabile che questo potenziale politico si traduca nei fatti in un qualche tweet, spesso polemico, in un’intervista ogni tanto, in qualche riunione carbonara organizzata da un comitato locale. Tutto qui. Non è ciò che ci si attende da chi vuole davvero vincere. Ecco: ciò che mi fa arrabbiare è il sospetto che sta diventando una certezza, che voi di “Fermare il Declino” non abbiate alcuna voglia di vincere. O davvero pensate che un editoriale sul Wall Street Journal vi farà vincere le elezioni? Non avete nulla da dire su Fiorito? O ritenete la questione troppo volgare per i vostri fini cervelli?

Lo capite o no che il vostro avversario non sono i partiti contro i quali vi ostinate a combattere ma è Beppe Grillo? I suoi potenziali elettori sono in realtà i vostri. Sono quelli che non ne possono più di tutto ciò che vedono e leggono ogni giorno, vogliono davvero il cambiamento liberale. Ma c’è una differenza tra voi e Grillo, anzi, due. La prima è che lui non ha un’idea che sia una, voi sì. E la seconda è che lui è dato al 16% e voi a 0. Sì: ora voi siete zero.

Uno che vuole vincere fa come Grillo o, se preferite, fa come Renzi: in pullman dalla mattina alla sera, prendendosi sberle da destra e sinistra (letteralmente), ma credendoci. E siccome preferirei che la guida del Paese fosse nelle mani di qualche liberale vero, non di Grillo, l’unica spiegazione che trovo alla vostra totale e imbarazzante inattività è che voi non vogliate affatto vincere. Nessuno di voi è su un camper, attacca manifesti o (se ritenete l’attività di attacchinaggio troppo manuale) lo vedo a Ballarò. Quello che vedo è solo qualche interessante post, vibrante di sincero liberismo, a volte perfino un po’ banale, spesso altezzoso come solo i veri esperti sanno essere, e basta. Se pensate che le elezioni si vincano con twitter, facebook o scrivendo su un blog, non avete capito nulla. Ma siccome voi siete troppo intelligenti per non saperlo, allora l’unica spiegazione che riesco a darmi è che voi la sconfitta la stiate cercando per poter poi accusare gli elettori italiani di essere irredimibili. Cercate la sconfitta per occupare la casella, ancora scoperta nel panorama politico, di geni incompresi, di brave persone molto colte che avevano la ricetta giusta e che per colpa di un popolo di arruffoni e maneggioni non siete riusciti a vincere. Poi vi esilierete di nuovo e tornerete a fare quello che stavate facendo prima con in più, appeso al bavero della giacca multicolor la medaglietta degli sconfitti di successo.

Se pensate che questo possa fare bene alla vostra carriera, bravi, ma se voi perderete senza nemmeno aver attaccato un manifesto, aver oragnizzato una convention, scritto un programma un po’ più dettagliato di quello che avete scritto, se non cercherete di convincere gli italiani e non solo i lettori del Wsj, se non vi vedrò urlare nelle piazze, se non consumerete le suole delle scarpe a cercando voti, e se poi dopo non aver fatto tutto questo vi permetterete di dire che sono gli italiani i colpevoli del vostro fallimento, a quel punto sarò io il primo a insultarvi del reato morale di aver illuso gli italiani.

Con stima

Marco Cobianchi

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29 Risposte to ““Fermare il declino” vuole perdere e poi dare la colpa agli italiani”

  1. Fabio Scacciavillani Says:

    Essendo uno dei firmatari iniziali del Manifesto forse posso rispondere a questa appassionata scossa.

    FiD e’ nata da due mesi: stiamo correndo a rotta di collo per mettere in piedi le strutture locali, altrimenti quando si va in camper si trovano le piazze o le sale convegno vuote perche’ nessuno ha spedito gli inviti.

    Stiamo lavorando giorno e notte da volontari, (perche’ non abbiamo i soldi di Renzi, ne’ quelli di Grillo) per gestire i database degli aderenti e contattare coloro che sono disposti a dare una mano. Gestire alcune decine di migliaia di persone richiede uno sforzo molto superiore a fare un comizio.

    Nel frattempo dobbiamo mantenere il contatto con i media e le altre associazioni.

    Mi fermo qui perche’ spero di aver reso l’idea. Un movimento politico nazionale richiede risorse enormi. Non e’ possibile in poche settimane costruire un’organizzazione capillare. Renzi e Grillo sono in pista da anni, quindi sono molto piu’ avanti, ma contiamo di coprire il gap. Perche’ non andremo alle elezioni per fare testimonianza, ma per vincere. Convinti di potercela fare o di potercela giocare al meglio, senza troppi onanismi da intellettuali velleitari.

    In due mesi scarsi riusciamo a comparire nei sondaggi con percentuali dell’8%. Ovviamente non ci soddisfano, ma evidenziano che la palla di neve sta rotolando e guadagna massa e velocita’. In ottobre stiamo organizzando eventi in tutte le maggiori citta’ italiane.

    I media mantengono un atteggiamento molto guardingo verso di noi, mentre ogni starnuto di Renzi rimbalza a reti unificate. Era cosi’ anche con Veltroni quando correva alle primarie. Poi ha perso le secondarie e tutto il resto.

    Quindi un po’ di pazienza verso FiD non guasterebbe e se la rete copre i buchi dei media tradizionali forse il messaggio di FiD riesce a diffondersi.

    Continua a seguirci e non demordere, non verrai deluso!!!!!

    Cordialmente

    Fabio

  2. Giovanni Argento Says:

    8% ? strano qui non vi ho trovato http://www.archivio.sondaggipoliticoelettorali.it/. Scacciavillani puo’ gentilmente dire la fonte?

  3. Oscar Giannino Says:

    Sono Oscar, e a quel che ha già benissimo detto Fabio Scacciavillani desidero solo aggiungere un piccolo particolare, che però ha la sua importanza. Noi tutti abbiamo lanciato manifesto, appello, e cerchiamo di radicarci sul territorio e fare riunioni e diffondere idee sulla rete. Non basta, certo, ha ragione Cobianchi. Ma c’è un piccolo particolare, che spiega perché purtroppo non siamo in giro su camper dal mattino alla sera (a ballarò invitano come in tutti i talk chi vogliono loro, non dipende certo dalla nostra volontà): noi tutti la-vo-ria-mo, non siamo stipendiati né dalla plitica né da aderenti e militanti, e vogliamo e dobbiamo continuare a lavorare nella nostra vita quotidiana, professionale o accademica o di qualuqnue altro tipo, come qualunque altro cittadino, anche mentre cerchiamo di diffondere come possiamo le nostre idee. Questa caratteruistica ci rende ancora più idealisti? Forse sì. Ma di sicuro, Marco, non incolperemo di questo gli italiani!!! Oscar

  4. Luca Mazzone Says:

    Argento, la fonte è un sondaggio di Mannheimer su Oscar Giannino identificato come leader di Fermare il Declino.

  5. Giuseppe Bottacin Says:

    Mannheimer su Corriere, riferito a Giannino, quello più in vista di Fermare il Declino.

  6. Fabio Bertazzoli Says:

    Marco ha oggettivamente torto, perché vedo quanto gli aderenti a Fid si stiano dando da fare, ma ha soggettivamente ragione, perché per il momento il messaggio non arriva al grande pubblico a causa di un “silenzio assordande” dei mass media.
    Credo che le parole di Marco debbano comunque essere di stimolo per incrementare ancora di più il passa parola che ha portato a 30.000 simpatizzanti in meno di un mese: sono certo che non appena i numeri si gonfieranno un po’ di più i media non potranno più fare finta di nulla ed allora il sassolino si traformerà in valanga.

  7. marcocobianchi Says:

    Caro Oscar

    ma come? Prima mi dici che vuoi cambiare l’Italia e poi mi dici che tieni famiglia? So bene che nessuno di voi è stipendiato dalla politica, ma questo la sapevate anche prima. Prima di lanciare il manifesto, prima di scrivere il programma, prima di lanciare le sottoscrizioni. Lo sapevate prima di proporvi di “smantellare la rete di monopoli e privilegi che paralizzano il paese” di “generare mobilità sociale e competizione, rimettendo al centro lavoro, professionalità, libera iniziativa e merito individuale” e di “tagliare e rendere più efficiente la spesa, ridurre le tasse su chi produce”. L’avete scritto, e adesso mi dici che non potete impegnarvi di più?
    Questo mi conferma che il vostro è un tentativo, serio quanto vuoi, appassionato quanto vuoi, mosso dal più sincero amore per il futuro di questo Paese, ma mi conferma anche che siete destinati ad essere stritolati. Il liberalismo è roba tosta da vivere tutti i giorni sulla propria pelle per di più quando si è in recessione. E proprio perché è tosto sono terrorizzato se penso che sentirò le solite rampogne contro gli italiani che non vi avranno votati perchè statalisti e non abituati ad una libertà economica che non sia il lassismo delle regole. Accuserete gli italiani di non detestare Fiorito, ma di invidiarlo. Tu mi dici che non lo farai, e ci conto, ma ci sarà qualcuno (ho già i nomi in mente) che per “interpretare” il vostro fallimento, dirà che noi italiani siamo fatti così, non vogliamo cambiare, non ci piace la libertà, adoriamo essere trattati a pesci in faccia da uno Stato invadente. E si dirà che la ricetta è “più Stato”, non “meno”. Il vostro flop lo giustificherà.
    Oscar, se gli obiettivi sono quelli che avete scritto (e io sono convinto della vostra buona fede) allora attrezzatevi per raggiungerli. In caso contrario resterete dei predicatori (e io stimo tantissimo i predicatori) ma non entrerete in Parlamento, non conterete nulla nella vita politica del Paese, nel dibattito pubblico sarete invitati per rappresentare la minoranza liberale, ma nulla di più. Non è ciò che auguro a te e ai tuoi compagni d’avventura. E nemmeno a me.

    Marco

    • Oscar Giannino Says:

      marco, ma guarda che non equivoco affatto lo spirito della tua critica, che è costruttivo e volto a moltipluicare le cose da fare, a cominciare da quelle più efficaci: ma il tengo famiglia risparmiatelo, perché stiamo tutti – noi piochi, ok – ventre a terra, il punto è che da buoni antistatalisti NON possiamo stampare denaro ma solo contare sul free banking ahah

  8. Massimo Famularo Says:

    Cobianchi non la trovo tra gli aderenti, sebbene affermi di condividere i contenuti.
    Perché non si iscrive?
    Premesso che tutte le critiche vanno ascoltate, una dall’interno avrebbe tutt’altro valore, anche di corenza.
    Un saluto

  9. marcocobianchi Says:

    Famularo, non mi trova tra gli aderenti perchè voi volete essere un partito e da quando ho iniziato questo mestiere, mi sono dato, proprio per coerenza, due regole ferree: non investo in titoli in borsa e non prendo tessere di partito. Ovviamente ho le mie idee e credo siano chiare.

  10. Fabio Lazzari Says:

    Caro Cobianchi, sono Fabio Lazzari, volontario redazione web.
    Lavoro 17 ore al giorno, per la mia famiglia e per far crescere Fermare il Declino. Vado a casa guardando il cell rilanciando notizie scapicollandomi per dirette TW e via dicendo
    E altre 12 persone come me fanno questo.
    Leggere questo ” qualche tweet, spesso polemico, in un’intervista ogni tanto, in qualche riunione carbonara organizzata da un comitato locale. Tutto qui.” non è bello, anche se fatto con le migliori intenzioni, soprattutto perchè non è così.
    in 50 giorni abbiamo 23mila aderenti, 13000 fans FB e 5008 Tw oltre 1000 G+. Questo perchè lavoriamo sodo. Rilanciamo le riunioni dove vengono centinaia di persone. Pubblichiamo bilanci e spese.
    Stiamo costruendo una redazione sempre più corposa e lavorando (senza pagare, cosa non da poco visto i recenti avvenimenti) perchè i media si accorgano di noi.
    E’ poco? Certo che si, ma è un inizio. in 50 gg solo con volontari sfido molti a riuscirci.
    Sul resto, quoto Fabio, Oscar e Luca.
    Ciao
    FL

    • marcocobianchi Says:

      Caro Fabio
      non intendo sminuire il vostro lavoro. Lo so che siete tanti e fate tutto in modo volontario ma 23mila aderenti non sono 23mila voti, 13mila fans non sono 13 mila voti e 5008 follower non sono 5008 voti (anche perchè immagino che questi dati si sovrappongano). Il punto è che per avere una speranza di entrare in Parlamento occorre fare quella che si chiama campagna elettorale. E Fid non la sta (ancora?) facendo. In bocca al lupo.

  11. Fabio Scacciavillani Says:

    La campagna elettorale vera e propria potra’ iniziare quando sapremo con quale legge si vota.

    Nel frattempo la priorita’ consiste nel rafforzare la struttura organizzativa, trovare la gente che si impegni su dei compiti, organizzare il fund raising (il remake di Toto’ con il megafono che arringa il condominio non e’ una prospettiva allettante), organizzare eventi in cui coinvolgere il pubblico e last but not least lanciare iniziative che trovino spazio sui media.

    Mi sembra che con tutte le difficolta’ un movimento nato meno si due mesi fa con un Manifesto ha gia’ fatto parecchia strada, anche se ne rimane moltissima da fare.

    Ma vorrei rassicurare tutti quelli che temono un Movimento che si accontenta del beau geste, della testimonianza di fede o della partecipazione: lo spirito di De Coubertain non aleggia in noi.

    NOI CORRIAMO PER VINCERE!

    Per mentalita’ e per storia personale ci alziamo presto la mattina e non andiamo a dormire senza aver raggiunto quello che ci eravamo prefissi. Senza risparmiarci.

    • marcocobianchi Says:

      @Fabio Se facciamo a gara a chi si sveglia prima la mattina sono sicuro di vincere. Vi prendo in parola, perchè vi ritengo persone serie, ma le perplessità, per ora restano. E sono più di quelle che ho scritto.

  12. Giorgio Allegri Says:

    concordo con Cobianchi. Dissento solo sul perche’ non ce la faranno – e spero di sbagliarmi: non tanto perche’ quelli di FiD non vanno in camper e non vanno a urlare nelle piazze, quanto perche’ vogliono rappresentare gli interessi diffusi (approccio liberale, difensore delle maggioranze silenziose) invece degli interessi concentrati (approccio politico classico, difensore delle minoranze organizzate).

    In sostanza, ogni italiano e’ parte del problema e deve (dovrebbe) rinunciare a qualcosa per il bene del paese.

    Ma i tacchini si metteranno a festeggiare il Natale?

  13. Woland Says:

    Otto per cento? Notevole forzatura della realtà, caro Scacciavillani, scambiare la riconoscibilità di una figura pubblica con il suo potenziale elettorale. E comunque, se è vero che FiD ha un gap organizzativo, è altrettanto vero ora state aspettando di capire se Montezemolo scioglierà la riserva con una fusione tra voi e Italia Futura, regalandovi la sua potenza di fuoco finanziaria e mediatica. Se poi, per voi LcDM è l’uomo nuovo, contenti voi. Vi archivieremo come l’ennesimo episodio di pulviscolo liberale, solo passato attraverso la lente deformante dei social network, oltre che per il vostro dogmatismo accademico e la scarsa capacità umana di produrre empatia, con l’arroganza di cui date quotidianamente prova.

    • Andrea Moro Says:

      Caro Woland. Montezemolo non ha ancora dichiarato la sua candidatura. Credo che molti aderenti di fermare il declino, firmatari compresi, la pensi come lei. Per fare valere questa opinione e le aspirazioni che questa implica, la invito ad aderire a Fermare il Declino e a far sentire la sua voce.

  14. Luciano Says:

    Marco capisco il tuo sfogo e posso condividere le molte lacune organizzative e comunicative che si può portare dietro un movimento nato da due mesi, senza soldi, con moltissime aspettative e tantissime persone col motore acceso che si aspettano qualcosa. Puoi pensare che siamo inadatti o incapaci, ma ti prego di non pensare che tutto questo sforzo abbia fini così miseri, anche perchè il gioco non varrebbe la candela.
    Penso che ognuno dei 7 potrebbe ottenere di più sbattendosi molto di meno e che io non sia così stupido da farmi coglionare in questo modo.
    Per ora mi fido più di me che di te, ne caso andasse come dici tu te ne darò atto. Spero che tu abbia la forza di dire “ops mi sbagliavo” se le cosa andranno diversamente.

  15. Fabio Scacciavillani Says:

    @ Woland

    Noi non stiamo aspettando affatto che Montezemolo (o chiunque altro) sciolga alcunche’, nemmeno le scarpe la sera. Queste sono notizie spacciate da giornalisti che devono riempire le la pagine (e spesso il cervello) di vacuita’.

    Noi tutti facciamo esattamente quello che ci siamo prefissi senza attendere nessuno. Peraltro la potenza di fuoco finanziaria di cui lei parla, semplicemente non esiste, altrimenti sarebbe stata gia’ dispiegata da due anni a questa parte.

    Quanto all’empatia, forse una visita al sito dell’iniziativa DisperatiMai partita prima di FiD le potra’ far cambiare idea

    http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?articolo=radio24-imprenditori-difficolta-suicidi-aiuto-lettere

    Stiamo sacrificando vita professionale e familiare proprio perche’ proviamo una stretta al cuore a vedere il nostro paese marcire e due generazioni scivolare verso il sottosviluppo.

    Infine a FiD non aderiscono solo professori. Anzi sono una minoranza nessuno dei quali ha posizioni dogmatiche (forse si confonde con altri, la cui cultura e posizione politica ci e’ completamente estranea). Tra i firmatari ci sono figure professionali di tutti i tipi e tra coloro che hanno aderito c’e’ uno spaccato abbastanza completo della societa’ italiana (ad eccezione, forse, dei sindacalisti).

  16. NORMAL_MEN Says:

    Non ho la competenza per discutere di macroeconomia, ma voglio lasciare una testimonianza che dia il senso di come FID rappresenti l’unica speranza oggi in Italia.
    Quelli come me sono sempre stati a guardare il gioco, ma continuare a guardare gli altri giocare oggi è un reato verso il futuro di mio figlio.
    Quello che ho fatto nella mia vita l’ho conquistato con le mie sole forze e sono assolutamente d’accordo con Scacciavillani.
    GIOCHERO’ PER VINCERE.
    Quando feci l’esame di maturità l’insegnante di filosofia mi chiese quale era il mio concetto di stato. Le risposi credendo di darle una visione anarchica. Finita la mia esposizione esclamo: lei è liberale! La cosa non mi fece molto piacere, vivendo in un ambiente di sinistra e accostando i liberali di allora alla democrazia cristiana (che non godeva della mia stima…)
    A distanza di più di 30 anni, leggendo il blog noise from amerika e fermare il declino ho finalmente realizzato di essere liberale.

    Ma soprattutto mi ha fatto aprire gli occhi sul sistema che mi circonda che non ero mai riuscito a vedere con chiarezza. (anche se devo dare atto a Grillo che qualche strumento me lo aveva fornito).

    Il comune dove abito ha finanziato (!) alcuni anni fa la nascita di una società di medici di base, vendendola come una iniziativa di pubblica utilità. Nel giro di due anni l’associazione dei medici di base (che “controlla” TUTTI i cittadini) ha aperto un poliambulatorio, un centro privato di odontoiatria e un centro privato di fisioterapia. Il comune e la ASL contribuiscono a pagare le spese del centro che all’attività di medicina di base unisce quella assai lucrativa della medicina specialistica sfruttando una posizione dominante a dir poco imbarazzante.
    Ma non basta. Ultimamente una società partecipata dal comune al 100% (di cui mi ritengo azionista pagando regolarmente le tasse) ha creato un “brand” con la società dei medici di base, sviluppando una serie di iniziative promozionali delle attività di fisioterapia e attività motoria. Chiaramente i costi della promozione sono stati a carico del comune (cioè anche mio) e l’attività promossa è concorrenziale con la mia attività professionale.

    Quindi tramite il comune e i miei soldi viene sponsorizzata una attività che mi fa concorrenza da una posizione dominante!

    Questa iniziativa è stata avviata da una amministrazione pdl – lega, che di conflitti di interesse è esperta e ha fatto scuola, continuata da una lista civica appoggiata dal PD.
    Iniziativa incensata e portata ad esempio dall’amministrazione regionale di centro sinistra. (mi tocca quotare ancora Grillo PDL = PD – L).
    Oggi ho alzato la testa.
    Oggi ho sentito il diritto e la forza di manifestare ed evidenziare questa situazione all’assessore competente, domani farò lo stesso con il sindaco e con consiglieri di opposizione. Probabilmente non servirà a nulla, ma il confronto che ho avuto ha messo in evidenza un certo sconcerto dell’assessore nel trovarsi di fronte chi con forza gli evidenziava una situazione innegabile di utilizzo “incongruo” di risorse pubbliche.
    E lo stesso disagio/sorpresa è stato manifestato dal presidente della società a partecipazione pubblica.
    Ambedue davano per normale questo comportamento, ne più ne meno come fanno i consiglieri regionali nel giustificare i loro rimborsi spese o i parlamentari le loro assenze.
    Fermare il declino ha oggi l’ obiettivo di incidere sul governo nazionale, ma la sua crescita sarà forte dal basso e la sua visione andrà presto ad agire a livello di amministrazioni comunali e conseguentemente a livello di comportamenti.
    Giovedi incontrerò alcuni amici con cui costituiremo il primo nucleo spontaneo di coordinamento della nostra cittadina di FID.
    Negli ultimi 10 giorni ho convinto ad aderire a fermare il declino almeno 7-8 persone. Non è stato difficile è bastato presentare le idee e i programmi. Cosa di cui sono sprovvisti gli attuali governanti…
    GIOCHIAMO PER VINCERE

  17. Corrado Says:

    Egregio Cobianchi,
    le esprimo alcune mie opinioni e puntualizzazioni; siamo già in tanti che hanno dato la loro disponibilità ad organizzare FID, non abbiamo certamente paura di sporcarci le mani ad “attacchinare” i manifesti,siamo pronti a volantinare, fare gazebo etc etc etc insomma non abbiamo nulla da perdere, il nostro declino è oramai alla fine, ma non la nostra dignità e impegno civile per salvare l’Italia.
    Oscar lo sa, sa anche quanta fatica fa ha tenermi a freno non vedendo io l’ora di essere operativi al 100%.
    Sempre Oscar, ha dichiarato ben chiaro che l’eventuale congresso con FL parte paritario e il più forte avrà maggior peso in un eventuale unione.
    Mi pare, o quantomeno io do questa interpretazione,che Montezemolo con le dichiarazioni di oggi spalanchi proprio a FID le porte, o si è già dimenticato i suoi commenti il giorno dopo il congresso UDC?
    Oscar sa benissimo che tutti puntano su di lui come leader e credo che non ci deluderà.

    Piuttosto si domandi se gli italiani sono pronti a ritrovare del senso civico, a sporcarsi le mani per fermareildeclino per noi ma sopratutto per i nostri figli.

    Disitinti saluti.

    Schiesaro Corrado

  18. aldotorchiaro Says:

    Caro Marco,

    I tuoi timori sono quelli di chiunque aderisca al movimento, oggi.

    Chi, come te, conosce con partecipazione la storia del Partito d’Azione, non può non vedere quel fantasma dietro le quinte: qualità della politica e quantità di elettori sono stati due elementi troppo spesso antipodici nella storia repubblicana.

    Oggi però Fermare il Declino porta in sé una notizia. Ha credito trasversale, crescente, vero tra molte migliaia di persone diverse. Vedere i teatri pieni, in tutt’Italia, per ascoltare chi parla di meritocrazia e di altrenative al vecchio clientelismo di partiti e partitini, credimi, è qualcosa che non ha prezzo.

    Quale che sarà l’esito delle urne, Fermare il Declino avrà vinto certamente, perché la sta già vincendo, una battaglia culturale dirimente. Quella dove FilD è il macro, i partiti tradizionali il micro. Se parliamo di idee. In politica, come sai, c’è chi punta a dare assessorati e chi punta a dare l’esempio.

    Terrei particolarmente a sedere dalla parte dei secondi.

  19. Claudio saragozza Says:

    Credo di essere stato tra i primi a prendere le distanze da Fid e da I.F .
    Però, se non fossi un martiniano convinto e dovessi scegliere, cosa che non farei mai, non avrei dubbi, starei con Giannino. A mio modesto parere il problema di Fid è che non ha ancora fatto annusare il sangue del potere a potenziali elettori, mi riferisco a quella becera classe di opportunisti che salta da un carro all’altro. Sono convinto che se solo Fid si ufficializzasse come partito il 60% dei grillini o ex finiani o ex socialisti, democristiani e radicali che rincorrono giorno dopo giorno il potente di turno nella speranza di fare carriera, riempirebbero subito le piazze di Giannino spostandosi da quelle di Grillo o Renzi. E la stampa tutta inizierebbe ad applaudire.
    Le piazze sono sempre quelle, sono sempre loro, quelli che si spostavano dal PCI al PSI per poi tornare al PD e poi passare dal PDL a FLI,e poi adesso da Fid a Grillo, Montezemolo,…
    Giannino non ha certo bisogno del consiglio di un liberale di provincia ma se proprio dovessi dargliene qualcuno gli direi :
    A) Seleziona meglio la classe dirigente che ti rappresenta nel territorio(A.A.A. cercasi liberali), spesso ex cattosocialisti trombati che riempiono le sale con truppe fedeli ma non prendono un voto perché localmente non credibili. Lasciali a I.F.
    B) Cerca di non puntare il dito contro i liberali di area berlusconiana (non sono loro i nemici) ma, piuttosto convincili che non finiranno tra le braccia nemiche e che Fid è una casa liberale e non un fortino puntato contro di loro.
    C) Cerca persone nel territorio capaci di incanalare tra la gente le idee liberali trasformandole in emozioni.
    D) Non fidarti della sx che ti usa come usò Fini specie adesso che il pericolo Berlusconi si sta allontanando.
    E) Valorizza i tuoi uomini ed evita di fare come Grillo o Renzi, un movimento stile Masaniello dove oltre al leader ,dietro c’è il vuoto, vuoto come la loro mission.
    Per ultimo e qui lo dico tra il serio e il faceto fai come l’Italia Futura di Montezemolo o la Futura Italia di Grillo. Fai sognare a quei miserabili del popolino giacobino e voltagabbana che dietro la loro finta sete di sangue e giustizia ma che sotto sotto sognano solo una raccomandazione , quelli tanto per intenderci che vivono la politica come un’alternativa al lavoro o solo come uno strumento di scambio di favori , che Fid alla fine si candiderà alle elezioni. Allora vedrai che anche i vari formattatori, rottamatori, finiani e tulliani con le figlie delle quote rosa, gialle rosse e verdi, islamiche e cattoliche, assieme all’intellighentia mediatica e vari nani e ballerine verranno a ondate ad ingrossare e far vincere Fid. Brutta gente da eliminare… piuttosto evitare.
    Concludo: seleziona meglio la gente,meno salotti e più strette di mano ; meglio meno applausi di ex partigiani rosso-verdi e gialli nelle sale ma più voti liberali nelle urne. Solo quest’ultimi potranno un giorno realmente incidere tra la gente e nelle istituzioni ma, soprattutto, parlare alla gente comune.

  20. marcocobianchi Says:

    Credo di dovere una risposta a quanti hanno commentato il mio post su Fid anche alla luce degli ultimi avvenimenti. Mi riferisco in particolare alla poco elegante (diciamo) esclusione di Fid da parte di Montezemolo che ha preferito allearsi con persone che di liberale… mah. E mi fermo qui. Quell’episodio, però, mi ha confermato nella mia opinione: Fid è qualche cosa di radicalmente diverso da tutto ciò che esiste oggi in Italia. E non mi riferisco solo a quella che, oscenamente, viene definita “offerta politica”. No, mi riferisco proprio alla società. Non illudetevi: quelli che in Italia sono disposti a correre il rischio non solo di intraprendere, ma di anche solo cambiare, da dipendente, società datoriale accettando magari più rischi ma anche più opportunità, quelli che come don Sturzo pensano che “lo Stato non è in grado di gestire nemmeno una bottega di ciabattino” sono un’esigua minoranza. Spero di sbagliarmi, ma l’educazione (“La mala educaciòn”, se Aldomovar permette) che i partiti (e la stampa) hanno impartito agli italiani in 150 anni di governo è talmente penetrato nelle fibre del Paese che oggi, se chiedete in giro se una società privata possa gestire un inceneritore o l’intero servizio scolastico di una città vi sentirete rispondere indiscutibilmente “no”. Oppure “sì, ma…”. Quelli che rispondono: “Magari!” sono presi per matti. (parentesi: gli attacchi politici a Formigoni, per quanto riguarda la gestione della sanità, partono proprio da qui, dall’accusa di aver fatto entrare in privati nel mondo della cura delle persone).
    Vabbè, ma questo è uno sfogo. Passiamo alle cose serie.
    E’ vero che si riempiono teatri, come dice Aldo Torchiaro, e questo dà soddisfazioni immense. E’ vero, come dice Claudio Saragozza, che non ci sono dubbi (almeno tra noi) sul “luogo politico” (anzi, prima ancora, “culturale”) dove stare. Sono anche d’accordo con tutti quelli che hanno scritto e soprattutto con Scacciavillani, ma il punto è un altro. Il punto è che la sera in cui verranno resi noti i risultati elettorali Fid non potrà non dire che “è colpa degli italiani” se ha ottenuto uno scarso risultato. Non potrà non dirlo perchè Fid si presenta non come un partito (e in effetti non lo è), ma come un movimento portatore di una Verità rivelata assoluta e, direi, “naturale”. Una Verità matematicamente dimostrabile. E questo lo si vede da certi scritti di Bordin o dello stesso Giannino: si sentono portatori della “Verità”. Sono convintissimo della loro non buona, ma ottima fede, ma allora: se da una parte Fid ha la Verità, chi non sta con Fid è semplicemente pazzo e quella sera dei risultati elettorali Fid non potrà non dire che chi non l’ha votato “non ha capito” (o “non siamo stati in grado di far capire”, che è la stessa cosa). Propagandare (nel senso nobilissimo del termine) Verità rivelate con modalità populiste (anche questo nel senso nobilissimo del termine) non funziona anche perchè il populismo liberale non c’è mai stato (Berlusconi è un caso a parte soprattutto perchè di veramente liberale ha fatto pochino). E’ per questo che dico che Fid darà la colpa agli italiani, perchè ritiene di “aver ragione” e che ciò che dice “è vero” e se tu non mi voti, allora tu stai con ciò che “non è vero”.
    Chiuso il capitolo filosofico apriamo quello pratico.
    Faccio un esempio. In “Manifesto Capitalista” (che io ho definito il miglior libro economico del 2012) Zingales rilancia la proposta di pagare chi denuncia episodi di corruzione anche se li scoprisse dentro l’azienda per la quale lavora. Interessante e condivisibile. Bene: non credo che una propaganda “populista” (nel metodo) possa convincere gli italiani ad appoggiare una legge di questo tipo in sostituzione del poco efficace (eufemismo) ddl Severino. Per un solo motivo: la corruzione è maggioritaria. Quel risultato, ma ne potrei citare mille altri, si raggiunge solo in due modi: o Fid ha il 51% del Parlamento (ehm…) oppure Fid diventa un partito, accetta il compromesso con gli altri esistenti, tratta sulle 6 questioni che gli stanno a cuore e alla fine della legislatura fa un bilancio con il “dato” e il “preso”. Montezemolo ha trattato come uno straccetto Fid proprio per questo: da una parte perchè il populista vuole farlo lui e dall’altra perchè Fid non è un partito e crede di portare dalla sua parte quelli che riempiono i suoi teatri. Al suo posto avrei fatto, cinicamente, la stessa cosa perchè, in qualche modo, Fid sta facendo campagna elettorale per Montezemolo.
    Se tutto questo è vero, significa che occorre che qualcuno abbandoni ciò che sta facendo adesso e si metta a fare politica h24. In caso contrario Fid resterà nella memoria come una luminosa meteora “in fondo al tunnel”.
    Scusate la lunghezza e buona fortuna.

    • Claudio saragozza Says:

      Lucida e ottima analisi di Cobianchi.Sottoscrivo parola per parola.Le verità assolute dei duri e puri che non hanno una visione di unione ma solo di esclusione fa male alla causa liberale.Iniziamo a lavorare tutti insieme senza perdere la rotta.

  21. Alberto Says:

    Purtroppo analisi condivisibile … Quindi zaino e espatriare…

  22. marco Says:

    gentilissimo Marco Cobianchi .. aggiornamento please !

    io sono ovviamente sottoscrittore di FiD, come è banale essere con questi partiti.
    Non sono ancora disoccupato … ma pronto come dice alberto ” con lo zaino in spalla ” se la svolta in primavera non ci sarà .. . il fallimento dello stato è piuttosto vicino.. dopo che il segnor Monti ( simpatico rappresentante della vecchia banda partitica e santo protettore dei privilegi di stato) avra fatto fallire tutte le aziende e gli italiani.

  23. silvia Says:

    Io non so chi tu sia ma devi avere la sfera di cristallo o devi andarci tu in politica per la tua sorprendente capacità di “prevedere”. Direi che, viste come sono andate le cose in queste elezioni CI HAI PRESO IN PIENO. FARE(FID) è stato un grandissimo flop e come avevi puntualmente previsto stanno danno la colpa agli elettori”…le nostre proposte troppo su per l’elettorato cafone etc” e tutti hanno votato Grillo. Sono davvero sconvolta, sei un grande! Io non voterò mai FID perchè? Perchè mi sembrano solo persone che parlano, parlano e se la tirano ma voterei te 🙂

  24. marcocobianchi Says:

    Troppo buona. Non serviva la sfera di cristallo, bastava guardare lo loro supponenza professorale che parte dall’idea del liberalismo come scienza naturale e non sociale. Ciao

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