La stima dei soldi in Svizzera secondo la Banca d’Italia

In Svizzera c’è una montagna di soldi che gli italiani hanno trasferito illegalmente e che ora il governo vorrebbe tanto tassare. Il problema, prima ancora di sapere quando gli eventuali ricavi della tassa potranno essere versati nelle casse italiane, è: di quanti soldi stiamo parlando? L’unica stima affidabile è della Banca d’Italia: si tratta di una cifra compresa tra il 9 e il 10 per cento del Pil del 2010 che fu pari a 1.548,81 miliardi di euro. Significa che i soldi illegalmente detenuti in Svizzera sono (anzi, erano) tra i 139,4 e i 154,8 miliardi. A questi vanno però sottratti 66,78 miliardi che sono stati regolarizzati in seguito agli scudi fiscali tra la fine del 2009 e il 2010 e che sono al riparo da ogni ulteriore pretesa del fisco italiano (almeno così promise, ma non ci metterei la mano sul fuoco). La massa “tassabile” si restringe, quindi, tra i 72,62 e gli 88 miliardi. Quindi se tutte le banche e gli intermediari svizzeri facessero il loro dovere e versassero all’Italia, per esempio, il 10 per cento di quanto detenuto illegalmente, al fisco arriverebbero tra i 7,2 e gli 8,8 miliardi. Molti, ma non tantissimi. Certo, nulla vieta di pensare che tra il 2010 e il 2012 in Svizzera siano affluiti altri soldi oppure che l’aliquota possa essere più alta del 10 per cento. Prima che il Bundesrat svizzero la bocciasse, la Germania trattava un’intesa analoga sulla base di un’aliquota compresa tra il 36 e il 41 per cento. Se l’Italia adottasse un’aliquota media del 38 per cento il conto salirebbe tra 27,5 i 33,4 miliardi.

Una valanga di soldi, ma ci sono alcuni piccoli dettagli di cui tenere conto. Il primo è che se si sono depositati soldi attraverso una fiduciaria di un altro paradiso fiscale, non si viene riconosciuti come italiani e la banca non preleva (e non versa) nulla. Secondo: se quei soldi sono intestati a un’impresa (anche micro) non sono soggetti al prelievo. 

Lo studio della Banca d’Italia è disponibile qui.

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3 Risposte to “La stima dei soldi in Svizzera secondo la Banca d’Italia”

  1. Gian Piero de Bellis Says:

    Invece di fare questi conti un po’ della lavandaia, non sarebbe ora che gli italiani la smettessero di portare la loro carta straccia in Svizzera, rafforzando in maniera abnorme la moneta locale, compromettendo così l’attrattiva del settore turistico svizzero e i commercianti che operano vicino alle frontiere (migliaia di svizzeri che vanno a fare la spesa in germania, francia e italia). Di tutto questo non si parla affatto. Speravo che lei lo facesse ma non sembra proprio che sia così. A questo riguardo non posso fare altro che segnalare, a correzione-integrazione del suo articolo, questo scritto del 2010: http://www.polyarchy.org/basta/sussurri/scudofiscale.html
    Buona giornata.

  2. marcocobianchi Says:

    Grazie per la “lavandaia”. Solo una domanda: nella sua classificazione sociale vengo prima o dopo la “bidella” di Anna Finocchiaro?

    • Gian Piero de Bellis Says:

      Chiedo scusa ma ignoro chi sia la bidella di Anna Finocchiaro. E per quanto riguarda Anna Finocchiaro ho dovuto vedere su Internet chi fosse. Come avrà capito, non vivo in italia, anche se ci vado ogni tanto (sono nato a Milano). Buon pomeriggio.

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