In democrazia è l’elettore che ricatta il politico

Il meccanismo politico che sottende al ricatto elettorale che va sotto il nome di “voto utile” è semplicissimo. A chiedere al corpo elettorale il “voto utile” è sempre un uomo politico che fa parte di un grande partito il quale rischia di non avere la maggioranza in Parlamento alla quale si sente destinato. Questo grande partito sa bene che se non raggiunge la maggioranza, sarà costretto a fare accordi, per governare, con un altro partito, più piccolo, con il quale non ha nessuna voglia di allearsi (perché sennò lo avrebbe fatto prima) il quale partito più piccolo, durante la legislatura, sapendo di essere determinante per la sopravvivenza della stessa, può, a sua volta, ricattare politicamente il partito più grande imponendogli delle misure che snaturano l’essenza della di lui offerta politica. Il partito più grande sarà perciò costretto a cercare di convincere i propri elettori del fatto che, nonostante sia effettivamente più grande, molto più grande di quell’altro, non lo è abbastanza per fare tutto ciò che ha promesso in campagna elettorale perché deve cedere quotidianamente alle richieste (o ai ricatti, dipende dai punti di vista) del partito più piccolo perché altrimenti la legislatura finirebbe domani e lui non arebbe più la possibilità di far passare delle norme che gli stavano a cuore. Certo, non tutte quelle che aveva promesso, ma qualcuna sì anche se, per riuscirci, è costretto a mediare ogni giorno con i ricatti (o le richieste, dipende sempre dai punti di vista) dell’ultimo venuto.

Per evitare che tutto ciò si verifichi, l’uomo politico del partito grande ricorre al piccolo ricatto del “voto utile”. E’ come se dicesse all’elettore: “Elettore, se non voti me è il caos” senza rendersi conto che il guaio nel quale si è cacciato lo ha voluto lui perché in un anno non è riuscito a cambiare una legge elettorale che impone al vincitore di allearsi con un perdente. Siccome non sa che pesci prendere si affida al buon cuore dell’elettore che, proprio attraverso il suo “voto utile” dovrebbe tirarlo fuori dai guai nei quali si è cacciato chiedendogli di rinunciare all’unico potere ricattatorio che la Costituzione gli mette tra le mani e che consiste nella frase: “Tutte le mattine, a Roma, un uomo politico di un partito grande sa che deve mediare con un uomo politico di un partito piccolo, se vuole continuare a governare. Tutte le mattine, a Roma, un uono politico di un partito piccolo sa che deve mediare con un uomo politico di un partito grande, se vuole continuare a governare. Quindi non importa che tu sia un partito grande o un partito piccolo, se vuoi il mio voto utile, dimmi una volta per tutte e chiaramente che imbarcherai Monti”.

Annunci

Tag: , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: