Il programma di Grillo punto per punto (Oh my God…)

Nell’incontro di oggi il segretario del Pd Pierluigi Bersani si è visto fare una proposta indecente dal partito fondato da Beppe Grillo: invece di chiedere la fiducia al M5S il Pd avrebbe dovuto dare lui la fiducia a un governo formato da uomini e donne del Movimento 5 Stelle. Questo governo avrebbe alla base i suoi 20 punti programmatici del Movimento. Prendiamoli sul serio e andiamo a vedere nel dettaglio in che cosa consistono i 20 punti del programma dei cittadini onorevoli.

1 – Reddito di cittadinanza. Tecnicamente il reddito di cittadinanza consiste in un trasferimento da parte dello Stato di una quota di reddito a tutti i cittadini per il solo fatto di esserlo, quindi, indipendentemente dalle condizioni economiche, lavorative o famigliari. C’è chi ha fatto un po’ di calcoli (Fonte: Boeri-Daveri) su quanto costerebbe: ipotizzando un reddito minimo di cittadinanza pari a 500 euro al mese per i 50 milioni di italiani con più di 18 anni si avrebbe un esborso da parte dello Stato ci circa 300 miliardi l’anno. Non credo si debba aggiungere altro: proporre una spesa pubblica annuale pari al 20% del Pil prodotto è degno di qualche fumetto, non di una forza politica. Diverso è il caso del Reddito minimo garantito, che consiste in un aiuto per quelle fasce di popolazione particolarmente bisognosa che attualmente riceve altre forme di sussidio. Esiste in tutti i Paesi dell’Europa a 15 e, in Italia, avrebbe un costo compreso tra gli 8 e i 10 miliardi di euro. Fattibile? Dipende: bisogna specificare se e quali altri sussidi dovrebbe incorporare e con quali risorse si pensa di finanziarlo. Sennò è solo una promessa tipica di un partito della prima Repubblica.

2 – Misure immediate per il rilancio della piccola e media impresa. Non viene specificato in che cosa consistano queste misure. I rappresentanti delle Pmi, come ad esempio Paolo Galassi, presidente nazionale della Confapi Industria, continuano a chiedere una riduzione delle tasse e, in particolare, dell’Irap, oltre che del cuneo fiscale e, soprattutto, il pagamento dei crediti che vantano dalla pubblica amministrazione. Se il M5S a questo si riferisce, allora, ancora una volta, deve dire con quali risorse intende finanziare il (giustissimo) taglio dell’Irap e la (sacrosanta) riduzione del cuneo fiscale ma, soprattutto, deve spiegare come mai il capogruppo alla Camera, Roberta Lombardi, ha definito “una porcata di fine legislatura” la decisione del dimissionario governo Monti di pagare 20 miliardi di debiti che lo Stato ha nei confronti delle imprese. La Lombardi ha balbettato che la “porcata” consiste nel fatto che una parte dei primi 20 miliardi (altri 20 sono stati promessi per il 2014) “vanno alle banche” senza sapere che cosa significhi lo “sconto fatture” e senza sapere che le imprese che le hanno scontate in banca hanno la necessità che proprio alla banca vada il saldo della fattura per evitare che la banca stessa si rivalga sul conto corrente dell’impresa. E pare che abbia pure studiato Giurisprudenza…

3 – Legge anticorruzione. Buona idea. Ma anche la legge che il ministro Severino ha fatto approvare verso la fine della legislatura è una “legge anticorrusione”. Il M5S vuole cambiarla? Abolirla? E come? Introducendo, ad esempio, il reato di autoriciclaggio, che la Severino colpevolmente non ha inserito e che il neo presidente della Camera Piero Grasso chiede da tempo? Oppure aumentando i termini della prescrizione dei reati, che poi è il vero motivo per il quale i processi finiscono in un nulla di fatto. Ma, soprattutto, il M5S dovrebbe sapere che non è con le manette che si fanno diventare le persone oneste. Così ragionano quelli che pensano che la pena di morte per il reato di omicidio faccia scomparire il reato di omicidio. La corruzione e la concussione lievita in Italia perché in Italia c’è “tanto” Stato. Così “tanto” che intermedia il 52% del Pil nazionale. Per ridurre la corruzione occorre ridurre la quantità di Stato, non aumentare il numero delle manette.

4 – Informatizzazione e semplificazione dello Stato. Informatizzare lo Stato è un’ottima idea, anche se un po’ vaga. Ma più vago è il concetto di “semplificazione” perché dietro questa parola si nascondono i falsi riformatori, ovvero, coloro che dicono che basta un po’ di informatica e un po’ di “semplificazione” e lo Stato funzionerebbe perfettamente. Strano sentirlo dire da dei rivoluzionari come il M5S. La storia dimostra che “semplificare” significa “ridurre”, non produrre altre norme che “semplificano” ciò che è strutturalmente troppo complesso.

5 – Abolizione dei contributi pubblici ai partiti. Giusto. Lo si decise con un referendum nel 1993.

6 – Istituzione di un “politometro” per verificare arricchimenti illeciti dei politici negli ultimi 20 anni. Questo è populismo allo stato puro. Il danno che i politici hanno arrecato al Paese non consiste tanto nelle ruberie che hanno compiuto. Certo: qualcuno si è fatto la casa al mare, un altro lo yacht, ma quelli sono reati che devono essere perseguiti dalla autorità giudiziaria. Il vero danno che i politici hanno fatto all’Italia negli ultimi 20 anni consiste in ben altro: aumento delle tasse, restringimento delle regole della concorrenza, mancata difesa del made in Italy, allevamento di consituency elettorali attraverso il versamento di soldi pubblici a pioggia a categorie di persone che non ne avevano alcun diritto, mancato controllo della spesa pubblica, mancati investimenti in infrastrutture pubbliche. Per questi danni il “politometro” è un arnese inutilizzabile.

7 – Referendum propositivo e senza quorum. Questa è la più pericolosa e insensata delle proposte. Il quorum, infatti, serve per evitare il potere delle lobbies organizzate che possono influire sull’attività legislativa ben oltre la loro reale rappresentanza sociale. Il quorum serve, appunto, per fare in modo che i votanti siano almeno tentativamente rappresentativi di tutta la società. Se si elimina vincono i sindacati e il M5S.

8 – Referendum sulla permanenza nell’euro. La Costituzione vieta i referendum sui trattati internazionali. A proposito: in uno dei centinaia di sotto-punti del programma ce n’è uno che recita: “Insegnamento della Costituzione ed esame obbligatorio per ogni rappresentante pubblico”. Iniziassero loro.

9 – Obbligo di discussione di ogni legge di iniziativa popolare in Parlamento con voto palese. Questa potrebbe essere una buona idea: se c’è una cosa che i referendum hanno insegnato è che, appena vinti, vengono dimenticati.

10 – Una sola rete televisiva pubblica, senza pubblicità, indipendente dai partiti. Ora. A patto di dimenticarsi che 150 anni di unità d’Italia hanno dimostrato che i termini “pubblico” e “indipendente dai partiti” è un ossimoro. Certo, poi bisognerebbe trovare qualcuno disposto a comprarle, le due reti pubbliche le quali, per essere cedute, devono essere prima “societarizzate”, cioè staccate dalla holding e trasformate in Spa. In questo modo verrebbe a galla il vero valore di ognuna, e non sarebbe un gran bel vedere. (A proposito: quanti aderenti ha il club M5S costituito all’interno della Rai grazie all’iniziativa di un dipendente Rai? E che ne pensa lui dell’allontanamento dei partiti dalla Rai?)

11 – Elezione diretta dei parlamentari alla Camera e al Senato. Non si capisce che cosa voglia dire. Probabilmente, intuisco, il cambiare la legge elettorale in modo da accorciare la distanza tra eletto ed elettore. Ma come? Con le preferenze o con il doppio turno di collegio o cos’altro?

12 – Massimo due mandati elettivi. La proposta vale per qualsiasi carica pubblica ed è una delle poche proposte sensate.

13 – Legge sul conflitto di interessi. No, le proposte sensate sono due, questa è la seconda.

14 – Ripristino dei fondi tagliati alla sanità e alla scuola pubblica. Vediamo. Tra il 2001 e il 2010 la spesa pubblica per la sanità è aumentata del 50% facendo registrare il secondo maggiore aumento sul bilancio dello Stato dopo quello per le spese militari (a proposito, come mai non se ne parla delle spese militari?). Si può dire che nello stesso periodo la qualità e la quantità dell’assistenza sanitaria pubblica sia aumentata del 50%? Decisamente no. Il problema, forse, non è quello di aumentare gli stanziamenti, ma di controllare meglio la loro allocazione. Se perfino in Lombradia, che dal punto di vista della spesa e della qualità sanitaria, è la regione leader in Italia, è stato possibile il verificarsi di scandali legati al finanziamento pubblico di strutture private, e se questo è successo in una Regione dove la spesa procapite per la sanità è di 1.633 euro a cittadino, posso solo immaginare gli sprechi che infestano quelle regioni, come il Lazio, dove la spesa pro capite è di 1925 euro a cittadino (dati Istat 2007) e dove la qualità è molto più bassa (per usare un eufemismo). Quindi: aumentare la spesa pubblica per la sanità significa, in questa situazione, soltanto premiare le regioni, come il Lazio, che non solo spendono di più, ma hanno anche cumulato disavanzi mostruosi: 4,9 miliardi di euro tra il 2008 e il 2011.

Per quanto riguarda la scuola: a parte il solito ritornello che fare promesse di aumento della spesa pubblica senza indicare come questa viene finanziata è un’usanza che nemmeno i politici della prima Repubblica si permettono più, c’è un modo molto più semplice di risparmiare i soldi. Se parliamo di scuola (Università esclusa) nel 2000 la spesa a favore di quella pubblica era pari a 39,7 miliardi di euro saliti a 50,4 nel 2004 e arrivati addirittura a quota 54,6 miliardi nel 2009. In rapporto al Pil la spesa per la scuola è passata dal 3,34% del 2000 al 3,59% del 2009 (dati Miur). Ma con fondamentali differenze. Nella scuola pubblica uno studente (media tra i vari ordini di scuola) costava 4.456 euro l’anno nel 1995 e 6.635 euro nel 2009. Nella scuola privata (sempre anno 2009) uno studente costa alle casse dello Stato 661 euro. Quindi allo Stato conviene incentivare la concorrenza delle scuole private invece di ridurre gli stanziamenti per la suola pubblica. Magari incentivando il buono-scuola, che farebbe nascere la concorrenza tra sistema pubblico e sistema privato in modo da far vincere l’istituto migliore. A onor del vero ci sono anche i dati Ocse relativi al 2010. Secondo i quali la spesa media per studente in Italia (9.055 dollari) non e’ lontana dai livelli Ocse (9.249 dollari), ma e’ diversamente distribuita tra i vari gradi di istruzione. E’ sopra la media per la scuola dell’infanzia (nona su 34 Paesi, con quasi 8.000 dollari) e la primaria (decima su 35), mentre scende sotto la media per la scuola secondaria (18esima con 9.111 dollari) e per l’istruzione universitaria (24esima, con 9.561 dollari contro la media Ocse di 13.179). Quindi è solo l’Università quella che “merita” un eventuale aumento.

15 – Abolizione dei finanziamenti diretti e indiretti ai giornali. Giusto, anche se bisognerebbe distinguere tra giornali “veri” e quelli “fantasmi”, nati solo per incassare i finanziamenti di Stato. Ci sarebbe, però, una piccola controindicazione: senza il finanziamento pubblico ai giornali l’informazione sarebbe un monopio della Confindustria e di qualche industriale. Ma si può fare, tanto c’è la Rete dove è tutto gratis.

16 – Accesso gratuito alla Rete per cittadinanza. Italiano a parte, si tratta di investire circa 10 miliardi di euro per i prossimi 5 anni (Fonte: Rapporto Caio 2009) se si intende raggiungere la leadership europea nelle tecnologie di trasmissione dati. Un’ipotesi più conservativa prevede un investimento di 5,4 miliardi di euro spalmati in 4 anni. Si può fare ma la domanda è sempre la stessa: come si finanziano questi investimenti?

17 – Abolizione dell’Imu sulla prima casa. Il costo per lo Stato è di circa 4 miliardi. Si può fare basta dire dove si trovano i soldi.

18 – Non pignorabilità della prima casa. Folle. Le banche concedono mutui per comprare la casa solo se chi lo sottoscrive offre delle garazie reali. Le giovani coppie non hanno altro da dare in garanzia che la casa che stanno acquistando con i soldi della banca. Se si vieta alla banca di pignorarla si blocca completamente il mercato dei mutui. Altro discorso è la non pignorabilità della prima casa per debiti fiscali. Forse intendevano questo…

19 – Eliminazione delle province. Risparmio previsto: circa 2 miliardi a regime (fonte: Andrea Giuricin).

20 – Abolizione di Equitalia. Buona idea. Le tasse si pagano online sul sito http://www.beppegrillo.it

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9 Risposte to “Il programma di Grillo punto per punto (Oh my God…)”

  1. Belpaese Says:

    1) Anche i meno esperti di materie economiche hanno già capito che quello che intende Grillo è un Reddito Minimo Garantito e non di cittadinanza,
    2) Si il taglio dell’Irap, non dice come finanziarlo (anche se i tagli ci sono alle missioni militari etc) come nessun partito dice dove prende i soldi per (non) fare le cose che promette. Condivido sulla Lombardi, non credo abbia capito la relazione del Ministro Grilli.
    3) Da approfondire ma credo che il tema corruzione sia molto più complesso di quello che sembra. Credo che l’evasione sia un problema decisamente minore perchè è molto più volgare un uomo delle istituzioni che ruba.
    4) Però ragionare così allora non facciamo nulla e lasciamo tutto com’è. Bisogna informatizzare tutto, basta fare file per certificati, visure e quant’altro.Tutto on line e tutto gratis. Smontiamo gli uffici pubblici mandiamo a lavorare i dipendenti facendogli fare cose più importanti. Chi non ha il computer va dal commercialista. Il mio avvocato per presentare un atto in cancelleria ci impiega mezza giornata e noi dobbiamo pagare questi costi. Potrebbe mandare tutto on line senza consumo di carta e senza perdite di tempo.
    5) Infatti.
    6) La migliore idea di grillo. Geniale. Vediamo quante case a loro insaputa hanno i politici.
    7) Pure a me non piace molto ma almeno si cominceranno a prendere sul serio i referendum altro che “andare al mare”.
    8) Questi referendum sono stati fatti da altre nazioni europee, in realtà su questi temi dovrebbe essere il popolo a decidere non Prodi o Berlusconi. Ora che siamo quasi falliti come nazione chi paga?
    9) Ottima cosa.
    10) Bene ed anche l’unica rete deve essere senza canone. Io non voglio pagare per vedere programmi schifosi come quelli della Rai. Chi gli piace paga chi no non paga nulla.
    11) Forse parliamo di preferenze?
    12) Più ci stanno e più stringono rapporti micidiali per il popolo,.
    13) Ok.
    14) Su questo occorrerebbe PRIMA tagliare gli sprechi e poi vediamo se servono nuovi fonti ma non credo sono anche troppi.
    15) Giusto, altrimenti qualunque impresa dovrebbe avere degli aiuti. I giornali devono essere come tutte le imprese anzi non devono dipendere da nessuno per i soldi perchè se non sei libero diventi come Libero o Repubblica.
    16) Un fatto di civiltà.
    17) per me va abolita a tutti anche alle imprese anzi soprattutto alle imprese che già pagano fior di tasse.
    18) Qui si parla, credo, di non pignorare come fa equitalia che per poche migliaia di euro ti rovina. Leggi statistiche di pignoramento di equitalia e vedi che dicono.
    19) Normale, lo dice la costituzione che prevede solo le regioni.
    20) Questa è la vera idea. Equitalia non solo costa troppo ai debitori ma anche ai comuni che vedono i soldi ad anni di distanza decurtati tantissimo. Insomma equitalia è un altro carrozzone mangiasoldi.

  2. francobimbi Says:

    La casta è inespugnabile non ha bisogno del vostro aiuto riescono anche da soli ad essere impresentabili e il M5s stà facendo una lotta contro i mulini a vento(ma io lo appoggio ugualmente,perche meglio povero ma onesto)

  3. franco Says:

    Certamente come tutti coloro che iniziano una qulsivoglia attivita partono con delle incertezze e anche tutti i punti su descritti possono suscitare delle perplessita ma ritengo che nella sostanza ci siamo poi in seguito si faranno i conti piu da vicino e solo allora se ci saranno degli errori si potra intervenire con delle critiche e modificare alcuni punti se sara necessario adesso l’importante è portare a casa la vittoria totale del movimento eliminando ifautori del disastro italiano.Per l’eliminazione di equitalia dovrebbero eliminarla da subito facendo un decreto visto che sono ancora al governo.Auguri a Grillo e a tutti i cittadini che stanno lavorando per TUTTI gli Italiani.

  4. marcocobianchi Says:

    Intanto lasciatemi dire che è un piacere scrivere post e ricevere critiche così civili. Anche io sono dell’idea che alcune delle proposte del M5S siano condivisibili, ma penso che sia un dato statistico: su 20 qualcuna “deve” essere ragionevole. E’ il complesso che va considerato e, nel complesso, disegnano un programma di governo statalista e basato sulla spesa pubblica e, quindi, in un’ultima analisi, conservatore. Delle cose che sono irrealizzabili (referendum sull’euro a parte) segnalo l’abolizione di Equitalia. I comuni che riescono a fare a meno di Equitalia (nata nel 2007 dopo il fallimento della concessione ai privati del servizio di riscossione dei tributi) sono in genere piccoli comuni. Immaginare che Milano, Roma ma anche solo Bologna o Bari possano fare a meno di un servizio centralizzato di riscossione dei tributi è un’idea semplicemente, appunto, irrealizzabile. Poi, ovvio, le “regole d’ingaggio” di Equitalia verso i cittadini devono essere cambiate, ma credo che, per questo, basti (si fa per dire) una molto ma molto più semplice legislazione fiscale. Io, personalmente, sogno un paese nel quale non ci sia bisogno dei commercialisti, non un Paese dove non sia una (riformata) Equitalia.

  5. Nikky Wadd Says:

    Purtroppo Grillo e il M5S ha presentato un programma che per risultare “chiaro semplice e leggibile” per tutti, pecca un po’ di contenuti.
    In realtà molte cose sono poi spiegate e approfondite nel blog.
    Non mi esprimo su quanto possano essere realizzabili o meno certe modifiche alla costituzione o se una scelta economica piuttosto che un’altra sia vincente, ma esiste un filo logico che spiega punto per punto da dove vengono presi i soldi per attuare ogni singolo punto di programma.
    Questa cosa sinceramente a me è piaciuta perchè è la prima volta che capisco chiaramente i contenuti di un programma politico.
    Se poi non saranno in grado di attuarli, questa sarà colpa loro, ma dal mio punto di vista sembra un programma (populista) ma con un senso logico.

    Solo una nota: Per quanto riguarda le banche e lo sblocco al pagamento dei debiti dello stato, credo che il vero problema è che nella legge ci sia la dicitura che “una parte dell’importo verrà destinata alla banche per permettere di far ripartire i finanziamenti alle imprese”. Non viene indicato esattamente quanto verrà destinato e oltretutto abbiamo già visto con la Bce che i soldi finiti nelle banche sono serviti solo per aggiustare i conti e non per far ripartire i finanziamenti. Credo sia questo il problema per la quale hanno appoggiato la legge ma con molte riserve.

    • marcocobianchi Says:

      Che siano comprensibili non c’è dubbio. D’altra parte anche un “vaffa” è comprensibile. Che siano un bene che si tenti di realizzarle quelle proposte, ho già detto: nella maggior parte dei casi è pura fantasia. Per quanto riguarda le banche: lo Stato non può trasferire “soldi alle banche” perchè sarebbero aiuti di Stato. Quinid non è di quello che si sta parlando. Si sta parlando di rimpinguare i conti “sconto fatture” che le imprese hanno in banca e che, se resta in rosso per troppo tempo, la banca ripiana con i soldi presenti nei c/c ordinari delle imprese. Non c’entra nulla il “trasferimento” di soldi dallo Stato alle banche. Se solo si fosse informata la Lombardi avrebbe evitato di far fare al suo partito una figura da cioccolatai. Qui tutto è spiegato brevemente e in modo un po’ più tecnico. http://www.lavoce.info/lonorevole-lombardi-e-la-cuoca-di-lenin/

  6. Matteo Says:

    Io avrei qualcosa da puntualizzare su quanto scritto in quest’articolo
    e la prego di non prenderla come una critica,primo perchè non sono un giornalista e secondo perchè non ho le competenze economiche e politiche che ha lei per supportare e sopportare una discussioni a pari livello.
    1) il reddito di cittadinanza…Quello del M5S è inteso come reddito da dare alla gente che ha perso il lavoro.In 3 anni dovrebbero proporsi dei lavori ai disoccupati e se entro 3 anni non viene accettato alcun lavoro viene revocato il sussidio.
    Andrebbe comunque controllato perchè si sa che in Italia il lavoro a nero è più facile da trovare che un lavoro normale.
    I soldi sarebbero presi dai tagli netti alle pensioni d’oro che arrivano anche a 90mila euro al mese.Mi pare che i privilegiati in questione siano circa 2300 persone tra ex parlamentari ed ex senatori.
    Anche dando 500 euro al mese ai disoccupati (mi pare che la percentuale sia al 12%) sarebbero tanti soldi ogni mese ed ogni anno per ogni singolo disoccupato però rimarrebbe una cosa fattibile.
    2)Mi sembra che lei non abbia citato il punto sui 98 miliardi di euro di evasione dei concessionari delle slot machine:questa vicenda è un vero macello.
    Saltò fuori anche durante il governo Monti e stranamente fu glissata e non se ne è più parlato.
    Siccome chiunqua conosca anche per poco l’ambiente delle slot,sa come fanno a dichiarare meno imponibile,mi sembra una cosa piuttosto strana che non se ne parli e non se ne sia più parlato.
    Il problema è che il pdl è abbastanza intrallazzato con tali concessionari,così come il pd.
    3)Opere inutili come la Tav:
    attualmente c’è uno stanziamento di 20 miliardi di euro e attualmente,seguendo i costi che si hanno avuti (50 milioni per avere 17 metri) si arriverebbe ad una cifra di 170 miliardi per un’opera inutile (visto che esiste già il frejus).

    Detto questo…io credo che ci siano dei punti del programma di Grillo che meritano un’attenta analisi (il politometro per me non è un’utopia…Se Casini e Fini si sono costruiti un impero a spese dei contribuenti se permette vorrei che lo Stato gli spillassero tutto fino all’ultimo centesimo non guadagnato con l’attività di politico).
    Altri punti sono difficilissimi da attuare,altri semplicemente impossibili.
    Io però credo,che se l’Italia fosse sovrana monetariamente e se la Banca d’Italia comprasse i nostri titoli di Stato a rendimenti bassissimi,come succede in Giappone,potremmo permetterci tutta la Nazione in AV,un Ponte che colleghi Reggio Calabria a Messina e un ponte che colleghi Genova a Palermo (ovviamente sto scherzando),reddito di cittadinanza ed un industria fiorente.
    Io non trovo nessuna logica in questo meccanismo perverso,perchè è come se l’Italia (e gli italiani) debbano per forza scontare una mega cambiale all’Europa,solo perchè ce lo chiede.
    La Costituzione è vero che non ci permette di stracciare un trattato internazionale,ma è pur vero che nella Costituzione il Popolo è sovrano ed esercita la sua sovranità entro i limiti della costituzione (manifestazioni e società non segrete e REFERENDUM).
    A memoria d’uomo non si ricorda un REFERENDUM per far perdere la Sovranità al popolo italiano,privandolo di una propria moneta e costringendolo ad un “Pagherò” eterno con i “big” (si fa per dire) dell’UE.
    Un saluto
    Matteo.
    PS Le chiedo ancora scusa se ho scritto qualche cazzata,sono uno studente di ingegneria navale,non ho competenze giuridico-economiche e la pregherei di correggermi se sbaglio.

  7. marcocobianchi Says:

    Caro Matteo, più critiche mi vengono meglio è, mi serve per migliorarmi. Alcune delle cose che dici sono condivisibili, tranne l’ultimo. L’idea che se Bankitalia comprasse i titoli del debito pubblico porterebbe gli irresponsabili politici che ci hanno governato finora ad emettere sempre più titoli pubblici sapendo che comunque c’è qualcuno che li compra, indebitando sempre di più lo Stato per soddisfare i loro appetiti elettorali. No, grazie.

    • Matteo Says:

      Se i titoli di stato venissero emessi con rendimenti (ops…tassi d’interesse è più corretto) ridicoli (dello 0.1%) e venissero comprati dalla stessa banca (controllata dallo Stato) sarebbe come avere un debito con se stessi,il che è una cosa senza senso.
      Prima dell’euro la banca era per maggioranza dello stato…ora il 94% è in mano alle banche private e alle assicurazioni.
      Ma è ancor di più senza senso lasciarsi spaventare dallo spauracchio dell’inflazione (che è pericolosa ad alte percentuali,ricordo che col 30% siamo sopravvissuti comunque e c’era una moneta debole,ma è ancora più dannosa se la moneta non è la nostra) o dall’artificioso debito pubblico.
      Proviamo per un attimo a pensare un bilancio di stato a Zero.
      Vorrebbe dire che i cittadini si pagano da soli i servizi (istruzione,sanità,pubblica sicurezza).
      Ma se i cittadini si pagano da soli i servizi (ammesso che sia possibile) non hanno potere d’acquisto da spendere in cose più superflue (l’essere umano campa di cose superflue e si è evoluto grazie a queste).
      E se manca quel “superfluo” manca il il ricircolo di moneta.
      Se manca il ricircolo di moneta siamo in uno stato di regime.
      E se siamo in regime l’economia di un paese collassa e siamo costretti a svenderci (cosa che sta succedendo) oppure saremo costretti a chiedere in prestito la ghigliottina ai francesi (cosa che accadrà).
      I politici sono il “riflesso” dei propri elettori.
      E’ solo colpa nostra se abbiamo permesso che per anni il PCI pagasse agli adepti del suo partito gli studi in medicina,ingegneria e giurisprudenza (questa tattica è conosciuta per essere stata da sempre usata dalla Mafia).
      E’ solo colpa nostra se abbiamo permesso che la DC mangiasse a tutto spiano.
      Ma nonostante questo alla fine degli anni 90 eravamo in piedi,con un’economia salda e grazie a Dio si esportava ed eravamo nel G7 (ora siamo nel G20,chissà perchè).
      Con l’euro si è ribaltato tutto…
      Purtroppo è stata colpa nostra se a quello scellerato di Prodi in combutta con Ciampi è stato permesso di regalare la nazione su un piatto d’argento alle banche e a chi le gestisce.
      Purtroppo se siamo arrivati ad avere un Grillo (nel bene e nel male),è probabilmente perchè abbiamo lasciato fare quel che cavolo volevano,irresponsabilmente,sia da parte nostra che da parte loro…ciò non preclude la possibilità di ripristinare ciò che era l’Italia e come era strutturata introducendo un pò di buon senso e di onestà nelle persone che sono in politica.
      Voglio tremendamente bene all’Italia,però a 23 anni con una laurea in ingegneria navale in tasca,non posso permettermi di star qua a vedere certe facce da c*** che mi vengono a dire che “il lavoro fisso è noioso” (Monti) o “che non devo essere choosy” (Fornero)…anche se la voglia di andare a prenderli a calci è veramente tanta.
      Chiedo scusa per lo sfogo,e per il tempo che le sto facendo perdere.
      Matteo C.

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