Due o tre cose che so di Vito Nicastri: l’uomo dei sussidi pubblici

Io non so se Vito Nicastri sia un mafioso o un appartenente alla criminalità organizzata. Quello che so, a dispetto di qualche ambientalista convinto del contrario, è che Vito Nicastri è il perfetto prodotto dei sussidi pubblici alla produzione di energia verde. L’imprenditore al quale sono stati sequestrati beni mobili e immobili per 1,3 miliardi di euro, è diventato uno dei più grandi indistriali (e mi scuso con gli industriali veri per l’uso improprio del termine) eolici e fotovoltaici d’Europa grazie al sapientissimo uso dei miliardi di euro che lo Stato preleva dalle bollette degli italiani e distribuisce a chi impianta una pala o piazza pannelli solari per produrre energia da fonti rinnovabili.

Io non so se Vito Nicastri è mafioso, questo lo stabiliranno i tribunali, ma quello che so è che Vito Nicastri da elettricista di Alcamo è diventato miliardario grazie ai soldi degli italiani che gli sono finiti in tasca a causa di leggi criminali delle quali dobbiamo ringraziare il tandem Pierluigi Bersani (Industria) e Alfonso Pecoraro Scanio (Ambiente), che hanno fatto esplodere i contributi pubblici all’energia verde. Per questo la crescita di Vito Nicastri all’ombra delle pale è stata così travolgente, inarrestabile, incontenibile: perchè i capitali gli sono stati forniti dallo Stato, senza controllo, senza verifiche, senza giudizio. E questo lo sapevano tutti, perfino il Financial Times lo sapeva quando, nel 2009, lo definì “il signore del vento”. Solo i politici italiani, innamorati del mito dell’energia verde e culturalmente avvinghiati alla “politica industriale” fatta attraverso i sussidi pubblici, non volevano vedere che i soldi distribuiti a pioggia non solo è uno spreco immane, ma è un delitto.

Io non so se Vito Nicastri è un mafioso, ma so che nella sua breve ma intensa vita imprenditoriale è già stato fatto oggetto di almeno altri tre provvedimenti giudiziari. Il primo risale al 2009 quando venne arrestato con l’accusa di truffa ai danni dello Stato per essersi intascato illegalmente centinaia di milioni di euro pubblici (appunto) proprio per costruire parchi eolici e fotovoltaici in tutto il Sud. E poi ancora nel 2010 quando gli vennero sequestrati beni per 1,5 miliardi, più o meno lo stesso valore dei beni sequestrati oggi. E, ancora, nel 2012, quando venne arrestato nuovamente con l’accusa di aver distribuito mazzette a funzionari pubblici in cambio del rilascio di autorizzazioni per costruire parchi eolici (ancora). Il “signore del vento” è stato anche più volte tirato in ballo come braccio operativo del boss latitante Matteo Messina Denaro, lo stesso che è sospettato di un piano per uccidere il pm di Palermo Nino di Matteo.

Io non so se Vito Nicastri è mafioso o no, quello che so è che i sussidi pubblici producono mafiosità.

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Una Risposta to “Due o tre cose che so di Vito Nicastri: l’uomo dei sussidi pubblici”

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