Letta, se vuoi tagliare la spesa lascia perdere Giavazzi (che è come Tremonti) alcuni numeri

La valutazione dei costi delle promesse fatte dal presidente del Consiglio Enrico letta nel suo discorso alla Camera variano dai 20 ai 30 miliardi di euro. Ovviamente non tutti da recuperare entro il 2013. Per quest’anno occorre, però trovare una cifra intorno ai 10 miliardi di euro compresa la promessa eliminazione (o sospensione, ancora non si è capito) dell’Imu di giugno.

Al netto della richiesta di “maggiore flessibilità” sul bilancio dello Stato, ovvero, al netto della richiesta o di poter sforare il tetto del 3% nel rapporto deficit-Pil e/o rivedere i termini del fiscal compact, è chiaro che l’unico modo per recuperare risorse è il taglio della spesa, sempre che quest’anno l’economia non si rimetta a correre come un centometrista e che non si desideri aumentare la pressione fiscale.

In questo senso torna utile riprendere in mano il rapporto Giavazzi   o, meglio, la sintesi e l’elaborazione dei numeri di quel rapporto, fatto dal ministro del governo Monti, Piero Giarda nel suo studio sulla spending review. Ecco le tre tabelle principali contenute nel rapporto Giavazzi e rielaborate da Giarda. La prima riguarda i trasferimenti di soldi pubblici alle imprese che sarebbero eliminabili.

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La seconda riguarda i trasferimenti di parte corrente e contiene ulteriori dettagli delle voci eliminabili.

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La terza, infine, contiene i trasferimenti in conto capitale che, sempre per il professore della Bocconi, è possibile tagliare.

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Complessivamente, quindi, secondo Giavazzi propone di recuperare 5,8 miliardi di euro a valere sul bilancio 2011 (sulla base dei dati di cassa), 1,378 miliardi a valere sul bilancio 2012, 589 milioni nel 2013 e 572 milioni nel 2013. Chiedersi a cosa serva davvero quel famoso rapporto Giavazzi è una domanda retorica. Ecco il lapidario commento di Giarda al termine della sua analisi di quello studio.

La parte che rimane delle eliminazioni prospettate (dopo l‟esclusione delle componenti che non sono tecnicamente eliminabili) non consiste di generici ed indifferenziati sussidi o contributi finalizzati a generici obiettivi di sostegno all‟attività d‟impresa. Consiste invece di erogazioni che finanziano funzioni con specifica valenza allocativa, dal cinema alla ricerca, dal teatro all‟editoria, dalle università non statali alle emittenti locali, dalla finanza d‟impresa alle imprese della pesca. In alcuni casi non si tratta nemmeno di imprese. Forse, sulle proposte di eliminazione è necessario un qualche supplemento d‟istruttoria e qualche valutazione aggiuntiva.

Ecco perchè se (come spero) Letta intendesse davvero tagliare la spesa pubblica, dovrebbe evitare di usare quello studio del professore della Bocconi che ha il difetto di lasciare tutto esattamente come sta sfrondando capitoli di spesa del tutto marginali, mentre ben altri sarebbero i tagli, le privatizzazioni e le liberalizzazioni da fare, colpendo soprattutto il mondo della cultura. Ed è per questo che Giavazzi è più simile a Tremonti di quanto non si pensi. Non era stato l’ex ministro dell’Economia a sostenere che “con la cultura non si mangia”? Sembra che Giavazzi sia perfettamente d’accordo.

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Una Risposta to “Letta, se vuoi tagliare la spesa lascia perdere Giavazzi (che è come Tremonti) alcuni numeri”

  1. traslocatori Says:

    Sono impressionato dalla qualita’ delle informazioni su questo sito. Ci sono un sacco di buone risorse qui. Sono sicuro che visitero’ di nuovo il vostro blog molto presto.

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