Franceschini: Veltroni segretario del Pd, io candidato premier

Secondo senso:

Dario Franceschini: “Accordo con il centrodestra, ma senza Berlusconi”;
voleva dire:
“Veltroni segretario del Pd, io candidato premier”.

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Una Risposta to “Franceschini: Veltroni segretario del Pd, io candidato premier”

  1. elio galiano Says:

    Il Partito Democratico è nato nel 1947

    Sociologi, pensatori e politici di scarsa o tendenziosa intelligenza vanno ripetendo : “Il Partito Democratico non è mai nato. L’amalgama tra cattolici e sinistra non è riuscito. Il PD è ormai allo sbando; è un luogo di insanabili litigi”. C’è il politologo di turno, visceralmente inchiodato all’ideologia della sinistra estrema, che si erge a cattedratico e si augura lo sfarinamento del PD.
    Tutte queste valutazioni, scisse da una visione storica, scaturiscono solo dal tempo presente e perfino dall’istantaneo.
    Una valutazione politica non può infatti prescindere dallo sviluppo delle direttrici storiche che si incardinano nel passato, agiscono nel presente e si proiettono nel futuro.
    Insomma una valutazione politica deve essere vista sub specie historiae.
    Il progetto del PD ha inizio nel 1947, perché gli attori politici, sia cattolici che di sinistra di quegli anni, coscienti che l’attendismo del partito popolare e le scissioni della sinistra furono le cause principali dell’avvento del fascismo, durante la stesura della nostra Carta costituzionale ritrovarono una proficua collaborazione. Condivisero alcuni principi fondamentali: il rispetto della dignità della persona umana, il pluralismo, l’eguaglianza sostanziale, la centralità del lavoro. Già Moro nel 1947 aveva sostenuto che La Costituzione non doveva essere a-fascista, ma antifascista. E su questo la sinistra, che ebbe tanta parte nella Resistenza, non poteva non essere d’accordo. La parole profetiche di Dossetti, per il quale la Costituzione deve essere una tensione per il futuro, confermano la tesi che il PD, come incontro tra cattolici e sinistra, è un progetto che viene da lontano.
    A sostegno di tale tesi cito alcuni fatti storici:
    a – la stretta ed autentica collaborazione tra cattolici e sinistra contro il terrorismo e soprattutto contro le Brigate Rosse;
    b- il senso di responsabilità della sinistra che evitò la guerra civile, avvenuta invece in Grecia, sia nei primi anni della Repubblica sia dopo l’attentato a Togliatti;
    c – il profondo senso dello Stato sia nei cattolici sia nella sinistra contro le pretese delle Brigate Rosse, dopo il rapimento di Moro;
    d – l’offensiva comune contro i vari tentativi di golpe;
    e – lo smantellamento della P2, a cui purtroppo risultarono iscritti parecchi personaggi dell’attuale maggioranza;
    f – il compromesso storico tra sinistra e cattolici in un periodo di grave crisi economica del Paese;
    g -.ma soprattutto il referendum del 2006 con il quale si respinse il bieco, antistorico tentativo di stravolgere la nostra Carta costituzionale, voluto da parte di esponenti politici che hanno un solo scopo: il potere personale e il dominio su tutto.
    Il referendum è un’ esplicita conferma che il progetto politico, oggi presente nel programma del PD, è in continuo svolgimento.
    I ritardi per il progetto sono da attribuire a cause internazionali (la guerra fredda), alle caratteristiche degli Italiani fra i quali spicca il familismo a detrimento della solidarietà, a politiche reazionarie che mascherano interessi privati, al delirio atavico e ricorrente di alcune frange della sinistra, che, invece di difendere gli interessi dei cittadini, si compiacciono di stare sulla scena politica con demagoghi, retori, parolai e fabulatori. Proprio grazie a questa sinistra estrema cadde il Governo Prodi 1 e il Governo Prodi 2, che avevano messo nel giusto binario il progetto.
    Mi son chiesto tante volte da dove nasca il cupio dissolvi della sinistra. E sono oggi convinto che oltre ad altre cause, quale il carattere di qualche leader, le contingenze storiche, la causa principale è nel credere solo alla verità razionale, per cui ciò che è razionale è reale (Hegel), prescindendo dal pensiero di Leibniz, per il quale di contro alla verità di ragione sta la verità di fatto, che tiene conto dell’attualità e del contingente.
    Concludo.
    Chi con supponenza e con “arroganza intellettuale” non tiene in debito conto gli sforzi del PD per mettere nella giusta direzione di sviluppo il progetto è un sabotatore inconscio o è malato di protagonismo oppure di narcisismo.
    Chi come dirigente del PD si fa ipercritico sino alla rottura o alla fuoriuscita ha usato il partito come parcheggio provvisorio.
    Chi nel Pd alimenta i litigi e le contrapposizioni esasperate non ha il “senso storico”,, necessario per rendersi conto che il Pd è l’esplicitazione presente di un progetto che ha come finalità il fare dell’Italia un paese laico, liberale, moderno, europeo, garante dei diritti fondamentali dell’uomo.
    Il sottoscritto (nato nel 1934), che ha vissuto tante vicende del nostro paese, si augura che gli iscritti al PD ritrovino l’orgoglio di appartenenza al loro partito e con nuovo slancio lavorino per le finalità del progetto, fra le quali spicca quella di assicurare alle nuove generazioni disperate e senza speranza un futuro.
    Liberiamoci dai personalismi, dalle contrapposizioni preconcette, dalla tendenza ad imporsi sugli altri, dai litigi, dai localismi ( questi lasciamoli alla Lega Nord, che è un partito di corto respiro storico), dalla tendenza ad essere nel partito per servirsi di esso invece di servirlo, dall’arroganza intellettuale.
    Se vogliamo essere operai protagonisti del progetto, con orgoglio e con rinnovato slancio, ascoltiamo, ascoltiamo, ascoltiamo le voci di chi perde il lavoro, dei cassintegrati, di chi subisce violenza, dei precari, dei giovani senza futuro, degli insegnanti mortificati, degli sfrattati, dei pensionati al minimo, delle persone oneste, di chi sostiene economicamente lo Stato con le tasse, insomma di tutti coloro di cui il governo Berlusconi non si è mai occupato..

    Brindisi, 09.10.2010
    Elio Galiano

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